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— Be’, forse no. Ma te l’ho chiesto per non lasciarti da sola ad a

— Non ho la tua allergia alla noia, amore, ma speravo di poter dare un’occhiatina in giro questo pomeriggio, mentre tu eri impegnato col tuo lavoro. Quello che abbiamo visto arrivando mi è sembrato invitante.

— Ma io ho bisogno di Roic. — Miles esitò, cercando di risolvere queste contrastanti esigenze di sicurezza.

Ekaterin diede un’occhiata curiosa e amichevole a Bel, che stava ascoltando. — Ammetto che sarei contenta di avere una guida, ma pensi che abbia bisogno anche di una guardia del corpo, qui?

Forse c’era la possibilità che qualcuno la insultasse, pensò Miles, anche se la cosa poteva venire solo da parte di un quad che non sapesse di chi fosse moglie. Tuttavia perfino lui doveva ammettere che un’aggressione pareva improbabile. — No, ma…

Bel rivolse alla do

Ekaterin s’illuminò. — Mi piacerebbe moltissimo, sì, grazie, portomastro Thorne. Se le cose va

Bel era più esperto di Roic in tutto, dal combattimento corpo a corpo alle manovre di flotta, ed era di gran lunga meno probabile che l’inesperienza o l’ignoranza lo conducessero a commettere qualche pasticcio.

— Be’… va bene, perché no? Divertitevi. — Miles acce

Ekaterin restituì il sorriso, e se ne andò appoggiandosi al braccio che Bel cavallerescamente le aveva offerto. A Miles ve

Tornò, con una certa riluttanza, a rivolgere l’attenzione al suo compito.

I prigionieri barrayarani erano alloggiati a tre per tre in celle che avrebbero dovuto ospitare solo due occupanti, circostanza che indusse Ve

Miles iniziò con l’interrogare il comandante della squadra mandata da Brun. L’uomo era così sorpreso di dover subire l’interrogatorio di un Ispettore Imperiale, che per reazione espresse la sua versione degli eventi in un rigido gergo militare. L’immagine che Miles ricavò da espressioni tipo: ’penetrazione del perimetro’ o ’la massa delle forze nemiche’ gli fecero accapponare la pelle. Ma anche tenendo conto del diverso punto di vista, la sua testimonianza non contraddiceva sostanzialmente la versione degli eventi fatta dalle autorità della Stazione. Purtroppo.

Miles confrontò quello che gli aveva detto il comandante con quello che gli raccontarono altri ragazzotti, i quali aggiunsero dettagli sgradevoli, ma non sorprendenti. Erano i membri di una squadra della Prince Xav, nessuno di loro conosceva il tenente Solian, che era di stanza sull’Idris.

Miles uscì dal reparto di detenzione e si rivolse alla Sigillatrice Greenlaw, che era rimasta fuori ad attenderlo. — È molto scorretto da parte vostra continuare a tenere in cella questi uomini. Se i loro ordini fossero stati di saccheggiare, stuprare o massacrare dei civili quad, avrebbero avuto l’obbligo legale, secondo la legge militare, di disobbedire, ma in realtà avevano ricevuto ordini specifici di non uccidere, quindi si sono trovati fra l’incudine e il martello.

— Prenderò in considerazione questa osservazione — disse Greenlaw asciutta, lasciando che restasse molto chiaramente sospeso in aria un ’la terrò presente per circa dieci secondi, dopo la scaraventerò fuori dal più vicino portello stagno’.

— Non potete certo alloggiare nelle vostre celle questi uomini indefinitamente — continuò Miles — sono sicuro che sarebbe molto meglio se quando partiamo da qui ve li togliessimo… — e riuscì aconvertire velocemente un ’dai coglioni’ in: — dalle mani.

L’espressione di Greenlaw dive

Il colloquio con i due uomini della polizia militare mandati a recuperare Corbeau lo fece ancora più i

Terminato l’interrogatorio, uscì dalla cella e disse a Ve

— Corbeau è già in una cella tutta per sé — lo informò Ve

— Ah. Allora, se non le dispiace, mi porti da lui.

La porta della cella scivolò di lato e Miles vide un giovane alto che sedeva in silenzio sulla branda, gomiti sulle ginocchia, testa fra le mani. I circoletti metallici dei contatti di un impianto neurale da pilota iperspaziale, visibili sulle tempie e in mezzo alla fronte, fecero di colpo triplicare a Miles la stima di quanto era costato il suo addestramento nell’Esercito Imperiale. Il giovane alzò lo sguardo e si accigliò, perplesso. Era un barrayarano abbastanza tipico: capelli scuri, occhi castani, pelle olivastra resa pallida dalla lunga permanenza nello spazio. I suoi lineamenti regolari ricordarono a Miles suo cugino Ivan com’era stato alla stessa irresponsabile età. Un grosso livido, che ormai volgeva al gialloverde, gli circondava un occhio. La camicia dell’uniforme era aperta sulla gola, le maniche arrotolate. Si vedevano sulla pelle scoperta alcune cicatrici irregolari, rosa, che stavano impallidendo, segno che il giovane aveva sofferto qualche a

Ve