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— Forse di più, col tempo. Potrebbero vivacizzare il posto… magari migliorare il nostro esercito.

Qui

Lui balzò in piedi e le strinse la mano con entusiasmo.

Ethan prese appuntamento con Elli Qui

— Come sta? — s’informò subito lui, sedendosi.

Qui

— L’ovaia ha reagito benissimo al trattamento di coltura — le assicurò Ethan. — le cellule si sta

— Io parto stasera. Prima di trovarmi in altre difficoltà con la polizia della stazione — rispose lei, cancellando le possibilità di conoscerla meglio che Ethan cominciava a figurarsi. Non aveva avuto il tempo di chiederle nulla dei pianeti dove lei era stata nel corso dei suoi viaggi. — Voglio essere molto lontana da qui prima che arrivino dei cetagandani a indagare sulla morte di Millisor. In effetti è più probabile che vadano sul Gruppo Jackson, dove possono sempre trovare qualcuno disposto a raccontargli tutto per denaro… non escluso lo stesso Barone Luigi. Gli auguro di divertirsi, ma io ho altro da fare. — Si appoggiò allo schienale, soddisfatta come una gatta che avesse fatto piazza pulita nella gabbia e si leccasse via dai baffi un’ultima piuma.

— Anch’io conto di non incontrare nessun cetagandano — disse Ethan, — finché è possibile.

— Non dovrebbe esserti troppo difficile. Per tua tranquillità, potrei dirti che dopo la sua fuga dal Reparto Quarantena il Ghem-colo

«Questa mattina — continuò Qui

Terrence Cee stava attraversando la galleria verso i tavolini del bar. La sua tuta verde da operaio gli dava un’apparenza comune, ma Ethan notò che quegli occhi azzurri facevano voltare tre o quattro clienti di sesso femminile.

Il giovanotto trovò una sedia e la portò al loro tavolo; a

Qui

— Un thè nero — disse lui. — Grazie.

Qui

Anche Ethan ordinò un thè nero, celando sotto modi noncuranti il lieve disagio che gli dava la vicinanza di Cee. Il telepate non poteva avere più nessun interesse per Athos, a quel punto.

Cee sorseggiò. Ethan sorseggiò. — Bene — disse Qui

Cee a

— Credevo che Terrence venisse con lei, per lavorare coi Mercenari Dendarii — disse Ethan, sorpreso.

— Ho cercato di convincerlo e di costringerlo, ma ahimè… comunque l’offerta resta sempre valida, signor Cee.

Terrence Cee scosse il capo. — Quando sentivo sul collo l’alito di Millisor, mi sembrava quasi la sola possibilità. Lei mi ha aperto una via d’uscita mentre mi vedevo in trappola… e spero di averle dimostrato la mia riconoscenza, comandante Qui

— E più di quanto speravo — a

— Me lo ricorderò — promise Cee in tono non impegnativo.

— Ad ogni modo, uh… non viaggerò sola soletta. — Qui

— Le sono grato, comandante — disse Cee, colpito.

— Dove, ah… dove pensa di andare, allora, se non le interessa il lavoro dei mercenari? — gli domandò Ethan.

Cee allargò le mani. — Mi si presentano molte scelte. Troppe, in realtà, e tutte ugualmente vuote di significato… scusatemi. — Fece del suo meglio per ritrovare un’espressione meno lugubre. — Da qualche parte, lontano da Cetaganda. — acce

Lei sorrise appena, grattandosi un dente (le sue unghie erano di nuovo ben curate) e mormorò: — Uno molto piccolo, oppure… mmh. Penso di avere la soluzione ideale a questo problema, signor Cee.

Ethan guardò con interesse mentre Qui

Il tonfo riuscì a distrarre l’attenzione della giovane femmina grassottella dallo schermo su cui si svolgeva un dramma sentimentale. Le immagini svanirono in attesa di un momento migliore, e l’impiegata si tolse l’auricolare.

— Sì. signora?

— Sono venuta a riprendere i miei tritoni — disse Qui

— Oh, sì, mi ricordo di lei — disse l’impiegata. — Una cella refrigerata da due metri cubi. Scatolone di plastica verde. Lo vuole scongelato subito? Occorrono venti minuti.