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CAPITOLO 10

Nel Sudovest, le linee ferroviarie correvano per la maggior parte su una massicciata alta un metro o più al di sopra dei piani. Su un binario elevato si depositava meno polvere, ed esso inoltre permetteva ai viaggiatori una bella vista del deserto.

Il Sudovest era l’unica delle otto Divisioni di Anarres che fosse priva di un grosso corso d’acqua. Paludi si formavano per lo scioglimento dei ghiacci polari all’estremo sud, in estate; verso l’Equatore c’erano soltanto laghi alcalini poco profondi in ampie depressioni salate. Non c’erano montagne; ogni cento chilometri circa, correva da nord a sud una catena di basse colline spoglie, screpolate, in cui le intemperie avevano scavato guglie e burroni. Avevano strisce viola e rosse, e, sulle facce dei burroni, il muschio, una pianta che viveva in qualsiasi estremo di calore, freddo, aridità e vento, cresceva in forma di decise macchie verticali color verde e grigio, formando una scacchiera con le striature dell’arenaria. L’unico ulteriore colore del paesaggio era il marrone sporco, che si sbiancava nei bassipiani salati semicoperti dalla sabbia. Rare nubi di tempesta sfilavano sui pianori, bianco vivo sul cielo violetto. Da esse non veniva pioggia, ma soltanto ombra. La massicciata e le rotaie luccicanti correvano dritte alle spalle del treno, a perdita d’occhio, e dritte davanti ad esso a perdita d’occhio.

— L’unica cosa che si può fare col Sudovest — disse il macchinista, — è arrivare alla sua fine.

L’uomo che era con lui non rispose, poiché s’era addormentato. La sua testa sobbalzava con le oscillazioni del motore. Le sue mani, indurite dal lavoro e a

Verso la fine del lungo pomeriggio l’uomo si destò, e dopo essersene rimasto a guardare il deserto per un lungo tempo, chiese: — Tu fai sempre da solo questo viaggio?

— Negli ultimi tre, quattro a

— S’è mai guastata la macchina, quaggiù?

— Un paio di volte. C’è un mucchio d’acqua e di razioni nell’armadietto. Hai fame, anzi?

— Non ancora.

— Mandano il carro attrezzi dal Solitario in un giorno o due.

— È la città più vicina?

— Sì. Millesettecento chilometri dalle Miniere di Sedap al Solitario. Il tragitto più lungo tra due città di Anarres. Io lo faccio da undici a

— E non sei stufo?

— No. Mi piace lavorare da solo.

Il passaggero a

— E poi, è tranquillo. Mi piace un lavoro sempre uguale; ti lascia pensare. Quindici giorni di viaggio, quindici giorni di riposo con la compagna a Nuova Speranza. Con l’a

Entrambi trassero una lunga sorsata dalla bottiglia. L’acqua aveva un sapore piatto, alcalino, ma era fresca. — Ah, com’è buona! — disse il passeggero, contento. Rimise a posto la bottiglia, e, tornato al suo sedile nella parte anteriore della cabina, sbadigliò e si stirò, premendo le mani contro il soffitto. — Allora hai un legame di compagni — disse. Nel modo in cui lo disse, c’era una semplicità che piacque al macchinista, il quale gli rispose: — Da diciotto a

— Sei appena agli inizi.

— Accidenti, sono d’accordo! Ora, è proprio la cosa che alcuni non capiscono. Ma come la vedo io, se vai molto in giro a copulare quando sei un ragazzo, è quello il periodo migliore, ma poi finisci per accorgerti che è sempre la stessa cosa. Una gran bella cosa, però! Comunque, ciò che è diverso non è la copula; è l’altra persona. E diciott’a

— Proprio così — disse il passeggero.

— Dove hai la compagna?

— Nel Nordest. Da quattro a

— Così è un periodo troppo lungo — disse il macchinista. — Vi avrebbero dovuto assegnare insieme.

— Non dove ero io.

— Che sarebbe?

— Gomito, e poi Valle Grande.

— Ho sentito di Valle Grande. — Ora fissò il passeggero con il rispetto che si tributa a un superstite. Vide l’aspetto asciutto della sua pelle abbronzata, una sorta di stagionatura che giungeva fino alle ossa: l’aveva già visto in altri che avevano passato nella Polvere gli a

— Occorrevano i fosfati.

— Ma dicono che quando il treno delle provviste è stato bloccato a Portale, ha

L’uomo a

— Non lo è mai stato?

— No. Sai, io non porto vettovaglie; tutt’al più un carico per Sedep Superiore. Questo è un percorso minerario. Ma se fossi su un percorso delle vettovaglie, e se mi fermassero, che cosa farei? Metterli sotto e portare il cibo dove deve andare? Ma, all’inferno, investire dei bambini, dei vecchi? Sì, fa

I binari dritti e lucenti scorrevano sotte le ruote. Ad ovest le nubi tessevano grandi miraggi trepidi sul piano: l’ombra del sogno di laghi prosciugati da dieci milioni d’a

— Un collega, un amico che conosco da a

— Il secondo a