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Ma i bravi ragazzi non erano molti. I Lunari non credevano a quella storia. Passaporti? Chi ne aveva mai sentito parlare?

C’era uno dei nuovi soldati di Alvarez quella mattina alla Stazione Sud. Indossava l’uniforme gialla di guardia del corpo, invece che la sua divisa militare kaki, e si vedeva che odiava i pa

Fu a

Il colpo finì sul pavimento. Io mi misi al riparo. Ci fu un ferito… la guardia. Quando il primo gruppo di passeggeri fu salito a bordo della capsula, il poliziotto giaceva a terra, immobile. Nessuno gli badava. Gli camminavano intorno o lo scavalcavano. Solo una do

Il giorno successivo c’era una squadra di poliziotti alla Stazione Sud. Ma la capsula per Novylen partì vuota.

La situazione si appianò da sé. Quelli che dovevano viaggiare per lavoro otte

La nostra organizzazione non si mise a fabbricare passaporti falsi; ci limitavamo a incoraggiare l’attività dei falsari. Sapevamo con esattezza chi li aveva falsi, dato che Mike aveva l’elenco dei passaporti emessi regolarmente dall’Ente. La cosa ci serviva per dividere i nostri concittadini in liste bianche e nere, anche queste archiviate da Mike sotto il codice Bastiglia, dato che pensavamo che un uomo con un passaporto falso era già per metà dalla nostra parte. Impartimmo a tutte le cellule l’ordine di non reclutare mai nessuno che avesse il passaporto autentico. Se il compagno che doveva reclutare il nuovo membro della cellula non era sicuro, bastava che chiedesse, e dall’alto gli sarebbe venuta la risposta.

Ma i guai delle guardie non venivano solo dai passaporti. Non giova alla dignità di un poliziotto, né alla sua serenità, avere davanti agli occhi o, peggio ancora, alle spalle, una squadra di ragazzini che scimmiottano ogni suo gesto… o che corrono avanti e indietro urlando insulti e oscenità e facendo con le braccia gesti di significato universale. Per lo meno, le guardie prendevano quei gesti come insulti.

Una volta un poliziotto diede uno schiaffo a un bambino e l’intemperanza gli costò una mezza dozzina di denti. Risultato: due guardie e un cittadino morti. Dopo quell’episodio, i poliziotti ignorarono i bambini.

La nostra organizzazione non era la causa nemmeno di questo: ci limitavamo a incoraggiare i bambini. Chi avrebbe pensato che una signora distinta e amorosa come mia moglie Mum suggerisse ai bambini di comportarsi da mascalzoni? Eppure lo faceva.

Poi c’era un’altra cosa che rendeva nervosi questi uomini così soli e così lontani da casa: gli Arditi delle forze di pace erano stati inviati sulla Luna senza un’adeguata organizzazione di conforto.

Alcune delle nostre do

Ciò causava naturalmente assembramenti di uomini, vecchi, adulti e ragazzi, e c’erano fischi e applausi per la bellezza delle do

Durante questo primo periodo vidi il Professore molto di rado e mai in pubblico; ci tenevamo in contatto per telefono. Una difficoltà iniziale era rappresentata dal fatto che la nostra casa aveva solo un telefono per venticinque individui, molti dei quali erano ragazzi che sarebbero rimasti incollati per ore all’apparecchio se non venivano costretti a smettere. Mum impose una regola molto rigida. Ai ragazzi fu permesso di fare una sola telefonata al giorno, per un massimo di novanta secondi, e fu stabilito un sistema di punizione progressivo, temperato solo dalla bontà di Mum nel concedere eccezioni. Ogni concessione era accompagnata dalla predica di Mum. "Ai miei tempi non c’erano telefoni privati, sulla Luna. Voi ragazzi non sapete nemmeno quanto sia dolce la vita, ora che…"

Eravamo stati fra gli ultimi a mettere il telefono. Quando fui optato io, l’apparecchio era una novità in famiglia. Ed eravamo una famiglia prospera, dato che non compravamo mai prodotti che potessero essere coltivati nella fattoria. Mum odiava il telefono perché una grossa fetta del canone versata alla Cooperativa Comunicazioni di Luna City finiva nelle tasche dell’Ente. Non riuscì mai a capire perché non fossi in grado di rubare il servizio telefonico con la stessa facilità con cui sottraevo l’elettricità. Che il telefono facesse parte di una rete controllata da un centralino, era un argomento che non la interessava né la convinceva.

Alla fine riuscii a rubare anche il servizio telefonico. Il problema dei telefoni clandestini è come fare a ricevere le chiamate. Dato che l’apparecchio pirata non è nell’elenco, anche se si informano le persone da cui si vogliono ricevere telefonate, il centralino non sa che il clandestino esiste e pertanto non ha nessun modo di collegare la linea.

Ma con Mike nella cospirazione, anche il problema del centralino fu risolto.

Nella mia officina avevo quasi tutto l’occorrente e comprai quel poco che mi mancava. Perforai la parete che separava l’officina dall’attacco con la rete telefonica e feci un secondo foro nella parete della stanza di Wyoh. Era di roccia vergine, spessa un metro, ma la perforatrice a raggi laser fece in breve un lavoro perfetto. Isolai bene il telefono ufficiale e feci una derivazione che nascosi nella parete. Poi fu sufficiente installare microfono e ricevitore nella stanza di Wyoh e nella mia, e inserire un circuito per i