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Dak fece del suo meglio per spiegarmi tutto quanto, e senza dubbio dev’essere roba molto interessante per chi si sente portato per quel tipo di faccende. Ma io, personalmente, non so immaginare perché mai un gentiluomo dovrebbe preoccuparsi di questo genere di cose. Ho la netta impressione che tutte le volte che quei giovanotti della scienza si da

Nelle due ore durante le quali ci trovammo con un solo g, fui trasferito nella cabina di Bonforte, dove incominciai a provare i suoi abiti e ad assumere le sue espressioni. Tutti stavano attenti a chiamarmi "onorevole Bonforte", o "Capo", o (quando si trattava del professor Capek) "Joseph", il che, naturalmente, doveva agevolarmi nello studio della parte.

Tutti, ho detto, salvo Pe

Era un po’ la prova del fuoco, perché a bordo della Tom Paine non tutti erano al corrente del fatto che io non fossi Bonforte. Non sapevo esattamente chi fosse al corrente della sostituzione: potevo riposarmi, riprendere la mia personalità e far domande solo in presenza di Dak, di Pe

Questo piccolo gruppo conosceva sicuramente la situazione; forse anche altri ne erano al corrente, ma evidentemente nessuno rite

Qualcuno aveva avuto la buona idea di procurarsi una scatola di cosmetici veramente adatti alla mia professione, tuttavia ne feci pochissimo uso. Da vicino, infatti, il trucco si nota; anche il Silicoderm, visto a breve distanza, rivela un tessuto diverso da quello della pelle vera. Mi limitai quindi a scurirmi la carnagione con un paio di passate di Semiperm, e ad assumere le espressioni del mio personaggio interiormente. Dovetti purtroppo sacrificare molti capelli, e il professor Capek ne inibì le radici. Non fu un gran da

D’altra parte mi veniva spesso in mente la spiacevole sensazione che "il resto della mia vita" poteva anche non durare molto… ci sono certi vecchi proverbi sull’uomo che sapeva troppo e sul fatto che i morti non parlano. Ma confesso che cominciavo a nutrire una certa fiducia nei riguardi dei miei compagni. Era tutta gente terribilmente simpatica, e ciò era altrettanto rivelatore, sulla personalità di Bonforte, quanto le registrazioni dei suoi discorsi o le sue riprese stereovisive. Stavo imparando che un personaggio politico non è una singola persona, ma è una squadra di persone che collaborano strettamente tra loro. Se lo stesso Bonforte non fosse stato una brava persona, non si sarebbe circondato di collaboratori come i suoi.

I maggiori grattacapi me li procurò la lingua marziana. Come tutti gli attori, anch’io avevo un’infarinatura di marziano, venusiano, gioviano esterno ecc, tanto da riuscire a imitarne i suoni sul palcoscenico o davanti a una macchina da presa. Ma quelle consonanti arrotate o vibrate sono molto difficili da pronunciare. Le corde vocali umane non ha

Per mia fortuna Bonforte non aveva spiccate attitudini per le lingue, e inoltre non dimentichiamo che io sono un attore espertissimo in fatto d’imitazioni. Ho l’orecchio allenato ad afferrare i suoni, e con un minimo di prove sono poi in grado d’imitarli tutti, dal rumore di una sega circolare contro un chiodo piantato nel legno, al chiocciare d’una gallina disturbata mentre cova. Mi bastò quindi imparare il marziano quel tanto (o quel poco) che lo conosceva Bonforte. Bonforte si era dato da fare alacremente per imparare meglio la lingua, e tutte le parole e le frasi che conosceva erano state registrate e analizzate sull’oscilloscopio differenziale per fargli notare i difetti.

Mi misi quindi a studiare i suoi errori e le sue imperfezioni di pronuncia; il proiettore ve

Le lingue parlate dagli uomini appartengono a quattro gruppi: flessive, come l’inglese o l’italiano, posizionali, come il cinese, agglutinanti, come l’arabo, polisintetiche (a frasi unitarie) come l’eschimese. Oggi, naturalmente, a queste strutture linguistiche umane occorre aggiungere quelle d’origine extraterrestre, che possono arrivare ad essere strane, quasi impossibili per la mente umana come il venusiano, che è non ripetitivo o emergente. Ma per fortuna il marziano è ancora abbastanza vicino alle forme linguistiche umane. Il marziano elementare, usato nei commerci interplanetari, è una lingua posizionale e comprende solo concetti semplici e ostensivi come ad esempio il loro saluto: "Ti vedo". L’alto marziano, invece, è una lingua polisintetica e molto formalizzata, con un’espressione diversa per ciascuna minuscola sfumatura del loro complesso sistema di premi e castighi, d’obblighi e di debiti. L’alto marziano era risultato troppo difficile perfino per Bonforte: Pe

Ragazzi, come mi misi a studiarle!

Anche per Pe