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– Allora discutiamo la vendita di un campione di tessuto – propose questi, arricciando le labbra. – La cosa non la da
– Da
– Soltanto dopo un certo tempo – puntualizzò Ryoval. – Il tempo minimo per l'evoluzione di un clone maturo è di almeno dieci a
Interrompendosi, Ryoval arrossì ed acce
– Effettivamente – conve
– Non può vendere i suoi tessuti! – interve
Entrambi i baroni si girarono verso di lui come se fosse stato un pezzo di mobilio che aveva improvvisamente acquisito la parola… soltanto per usarla a sproposito, si disse Miles, sussultando interiormente.
– Può vendere il suo contratto – precisò Ryoval, esibendo una tolleranza appena superficiale, – ed è di questo che stavamo discutendo… in privato.
– Qui sul Gruppo Jackson – insistette Bel, ignorando quel velato avvertimento, – che differenza fa se parlate della vendita di un contratto anziché della vendita di una persona in carne ed ossa?
– Assolutamente nessuna – conve
– È assolutamente illegale!
– Illegale, mio caro… ah, lei è un Betano, vero? Questo spiega tutto. Illegale è ciò che il pianeta su cui ci si trova decide di definire tale, riuscendo al tempo stesso a far rispettare tali decisioni… e qui io non vedo nessun poliziotto betano che possa imporre a tutti noi la vostra particolare versione di moralità. Tu ne vedi, Fell?
Fell stava ascoltando con le sopracciglia inarcate, combattuto fra il sentirsi a
– Quindi – ritorse Bel, sussultando, – se adesso io estraessi un'arma e le fracassassi il cranio anche questo sarebbe perfettamente legale?
La guardia del corpo s'irrigidì, mentre il suo equilibrio e il suo bilanciamento fluivano in posizione di attacco.
– Lascia perdere, Bel – borbottò Miles, sottovoce. Ryoval stava però cominciando a godere del suo scontro verbale con il Betano.
– Lei non ha armi, ma a parte la legalità i miei dipendenti ha
Intanto il Barone Fell intercettò lo sguardo di Miles e acce
– È ora di muoverci, capitano – disse Miles. – Non siamo i soli ospiti del barone.
– Provate il buffet caldo – suggerì affabilmente Fell.
In maniera voluta ed evidente Ryoval si disinteressò del tutto di Bel e si rivolse a Miles.
– Se scenderete a terra, ammiraglio, venite a trovarci… perfino un Betano può trovare il modo di allargare gli orizzonti delle sue esperienze e sono certo che il mio personale potrebbe trovare qualcosa di interessante che rientri nelle vostre disponibilità economiche.
– Non più – rispose Miles. – Il Barone Fell ha già in mano la nostra carta di credito.
– Ah, un vero peccato. Forse al prossimo viaggio, allora – commentò Ryoval, voltando le spalle ad entrambi in modo da chiudere la conversazione.
Thorne non era però disposto a cedere.
– Non si può vendere un cittadino galattico laggiù – insistette, acce
Ryoval tornò a girarsi fingendo una sorpresa che era lungi dal provare.
– Chiedo scusa, capitano, ma me ne sono reso conto soltanto adesso… lei è un Betano, quindi deve essere un genuino ermafrodita genetico, il che significa che è a sua volta una notevole rarità. Potrei offrirle un impiego altamente istruttivo con una paga almeno doppia di quella che riceve attualmente… e non le sparerebbero neppure addosso. Le garantisco che sarebbe estremamente popolare, un'attrattiva di gruppo.
Miles si sentì pronto a giurare che fosse possibile vedere ad occhio nudo la pressione di Thorne salire alle stelle a mano a mano che lui afferrava il senso di quanto Ryoval aveva appena detto, e quando l'ermafrodita si scurì in volto, trattenendo il respiro, allungò una mano per afferrargli con forza una spalla, prevenendo un'esplosione.
– No? – fece Ryoval, piegando la testa da un lato – Oh, bene, come vuole. Ma parlando sul serio, sarei davvero disposto a pagare bene per avere nei miei archivi un campione dei suoi tessuti.
Il respiro di Bel eruppe con violenza dai suoi polmoni.
– Per creare dei cloni che diventerebbero… diventerebbero una sorta di schiavi sessuali entro il prossimo secolo! Avrai quei campioni dopo essere passato sul mio cadavere… o a prezzo del tuo… razza di…
Bel era tanto furente che stava balbettando, un fenomeno che Miles non aveva mai riscontrato nei sette a
– Così betano – ridacchiò Ryoval.
– Smettila, Ry – ringhiò Fell.
– Oh, d'accordo – sospirò Ryoval, – ma non è facile.
– Non possiamo vincere, Bel – sibilò Miles, – quindi è tempo di ritirarci.
Accanto a Ryoval, la guardia del corpo stava vibrando per la tensione, ma Fell indirizzò a Miles un ce
– La ringrazio per la sua ospitalità, Barone Fell – disse questi, in tono formale. – Buon giorno, Barone Ryoval.
– Buon giorno, ammiraglio – rispose Ryoval, rinunciando con rincrescimento a quello che era evidentemente stato il maggiore divertimento della giornata. – Per essere un Betano lei sembra una persona cosmopolita, e forse le piacerebbe farci visita qualche volta, senza la compagnia del suo amico moralista.
Una guerra di parole doveva essere vinta con le parole.
– Non credo – mormorò Miles, spremendosi il cervello alla ricerca di un feroce insulto con cui accomiatarsi.
– È un vero peccato – commentò Ryoval. – Abbiamo un numero eseguito da un cane e da un nano che sono certo lei troverebbe affascinante.
Seguì un momento di assoluto silenzio.
– Inceneriscili dall'orbita – suggerì poi Bel, con voce tesa.
Miles però si limitò a sorridere a denti stretti e a congedarsi con un inchino, tenendo saldamente stretta in una mano la manica di Bel. Mentre si allontanavano giunse fino a loro la risata di Ryoval.
Un istante più tardi il maggiordomo di Fell apparve accanto a loro.
– L'uscita è da questa parte, ufficiali. Vi prego di seguirmi – avvertì con un sorriso, e Miles pensò di non essere mai stato buttato fuori da un posto con altrettanta squisita gentilezza.
Una volta rientrati a bordo dell'Ariel, che aveva attraccato ai moli, i due si ritirarono in sala ufficiali, dove Thorne prese a passeggiare nervosamente avanti e indietro mentre Miles sorseggiava una tazza di caffè nero e rovente quanto i suoi pensieri.
– Mi dispiace di aver perso il controllo con quel giovinastro di Ryoval – si scusò infine Bel, in tono brusco.
– Giovinastro un accidente – replicò Miles, inspirando l'aria fra i denti per dare sollievo alla lingua scottata. – Il cervello racchiuso in quel corpo deve avere almeno cento a