Страница 54 из 58
– E adesso voi siete i suoi eredi… perché lo dico io. Guardatevi intorno: forse che io commetto errori nello scegliere i miei subordinati?
– Sembra di no – borbottò Tris, dopo un momento di silenzio.
– Costruitevi uno stato maggiore, trovate i vostri geni della tattica, i vostri maghi della tecnica e metteteli a lavorare per voi. Però la spinta, le decisioni e la direzione da seguire dovra
– E quando schiereremo in campo questo nostro esercito, Fratello Miles? – commentò Oliver, in tono sommesso. – Il mio tempo si è esaurito durante l'assedio del Nucleo Fallow. Se fossi stato da qualsiasi altra parte sarei potuto andare a casa.
– Fino a quando l'esercito di occupazione cetagandano non avesse invaso la tua città.
– In ogni caso, le probabilità non sono molto buone.
– Le probabilità erano ancora più sfavorevoli per Barrayar, ai suoi tempi, e tuttavia i Barrayarani ha
– Barrayar aveva quei folli guerrieri Vor – commentò in tono scettico Tris, che sembrava meno colpita di Oliver da quel paragone storico. – Pazzoidi che si precipitavano in battaglia e a cui piaceva la prospettiva di morire. Marilac però non ha quel tipo di tradizione culturale: noi siamo un popolo civile… o almeno lo eravamo, un tempo…
– Lascia che ti dica qualcosa sui Vor barrayarani – la interruppe Miles. – I pazzi che cercavano una morte gloriosa in battaglia l'ha
– Anche un esercito volontario patriottico deve mangiare – osservò Tris, dopo una pausa, – e non sconfiggeremo i Cetagandani a colpi di sputi.
– Riceverete aiuti finanziari e militari attraverso canali segreti che non passera
Tris fissò Oliver negli occhi come per soppesarlo: adesso il fuoco presente in lei ardeva più vicino alla superficie di quanto Miles lo avesse mai visto, scorrendo lungo i suoi muscoli tesi.
– E pensare, sergente – commentò in tono quieto, mentre il sibilo della prima navetta di ritorno trapassava la nebbia, – che ritenevo di essere io l'atea e che fossi tu il credente. Allora, verrai con me… oppure intendi tirarti indietro?
Oliver incurvò un poco le spalle… sotto il peso della storia, non della sconfitta, come indicava il bagliore che gli ardeva negli occhi.
– Vengo – rispose con un grugnito.
– Come procedono le cose? – chiese allora Miles, intercettando lo sguardo di Tung.
Questi scosse il capo e sollevò alcune dita.
– Lassù ha
– Dunque – proseguì Miles, tornando a girarsi verso Tris ed Oliver, – voglio che risaliate entrambi con quest'ondata e su navette separate, imbarcandovi ciascuno su uno dei due trasporti. Una volta lassù, comincerete ad accelerare le operazioni di scarico della vostra gente. Il tenente Murka vi indicherà le navette a cui siete assegnati – concluse, indicando il tenente, che ve
Beatrice indugiò però accanto a Miles.
– Io sono incline al panico – gli comunicò in tono distaccato, disegnando con il piede nudo cerchi concentrici nella polvere sempre più umida.
– Non ho più bisogno di una guardia del corpo – replicò Miles, con un sorriso, – ma forse mi servirebbe un custode…
Negli occhi di lei affiorò un sorriso che però non si estese alle labbra. Più tardi, si ripromise Miles, più tardi avrebbe fatto ridere quelle labbra.
La seconda ondata di navette cominciò a decollare mentre ancora quelle della prima ondata stavano atterrando e Miles pregò fra sé che tutte avessero i sensori in stato di perfetto funzionamento nell'incrociarsi in quella nebbia, perché da quel momento in avanti i tempi avrebbero potuto soltanto diventare ancora più serrati. Intanto la nebbia si stava trasformando in una gelida pioggia che sferzava la pelle come aghi d'argento.
Adesso il punto focale dell'operazione si andava restringendo rapidamente, ridotto com'era ad una questione di macchine, di numeri e di tempi più che di fedeltà, di anime e di spaventosi obblighi; pensando che una mente patologica dal punto di vista emotivo, del tutto priva di amore e di paura, avrebbe perfino potuto definirla divertente, Miles prese a tracciare nella polvere con la mano sinistra numeri relativi alle persone trasportate, in transito e da prelevare… ma il terreno polveroso era ormai ridotto ad un nero fango appiccicaticcio che non conservava a lungo i suoi segni.
– Da
Quali navette? urlò la mente di Miles. Oliver? Tris?
– In che modo? – si costrinse però a chiedere i
– Una navetta da combattimento cetagandana ha infranto il nostro cordone. Il suo obiettivo erano le navi da trasporto, ma per fortuna l'abbiamo bloccata in tempo… o quasi.
– Hai l'identificazione delle due navette distrutte? Erano a pieno carico o stavano tornando qui?
– A-4 a pieno carico – rispose Tung, ripetendo le informazioni che gli venivano fornite, – B-7 di ritorno vuota. Perdita totale del carico, nessun superstite. La navetta da combattimento 5 della Triumph è stata da
Non aveva perso i suoi due comandanti: i successori del Colo
– Duecento morti? – sussurrò la ragazza.
– Duecentosei – la corresse Miles, mentre i volti, i nomi e le voci dei sei Dendarii in questione gli affioravano nella memoria. Anche i 200 passeggeri dovevano aver avuto un volto, ma lui si rifiutò di pensarvi per non creare nella propria mente un pericoloso sovraccarico emotivo.
– Sono cose che succedono – mormorò ancora Beatrice, in tono stordito.
– Stai bene?
– È ovvio che sto bene. Sono cose che succedono, inevitabili, e non sono una piagnucolosa mezza cartuccia che si terrorizza sotto il fuoco del nemico. – La ragazza sbatté in fretta le palpebre e sollevò il mento di scatto. – Dammi… qualcosa da fare. Qualsiasi cosa.