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– Accidenti! – strillò Miles. – Non poteva aspettare un da

– Mi dispiace, signore – replicò il medico, senza eccessiva sincerità. – La smetta di toccarsi… ha le mani sporche – aggiunse, applicando una plastibenda… il rango aveva i suoi privilegi, dopo tutto. – Il Capitano Bothari-Jasek e il Comandante Qui

– Capisco – mormorò Miles, con un brivido, poi si schiarì la gola e aggiunse, in tono più deciso: – Capitano Thorne, registri una nota di merito… con i massimi onori… per il Comandante Elli Qui

– Lo ha fatto di nuovo, vero? – borbottò il dottore. – Quando imparerà…

Un passaggio del paralizzatore medico fu sufficiente a far scomparire la consapevolezza della mano gonfia dalla sfera percettiva di Miles: soltanto i suoi occhi, adesso, gli garantivano che essa era ancora attaccata al braccio.

– Sì, ma chi ci ha assunti sarà disposto a pagare per l'ampliamento dell'operazione? – chiese ansiosamente Thorne. – Questa storia era cominciata come una rapida azione lampo per tirare fuori un solo uomo, proprio il genere di cose in cui si specializzano organizzazioni come la nostra… mentre adesso vi è impegnata l'intera flotta dendarii. Questi da

– Non lo farà, hai la mia parola – replicò Miles. – Però… non ci sono dubbi sul fatto che dovrò andare a presentare il conto di persona.

– Dio li aiuti, allora – borbottò il medico, poi si allontanò per continuare a liberare dai numeri i prigionieri in attesa.

Il Commodoro Ky Tung, un tozzo Euroasiatico di mezz'età in armatura parziale e con una cuffia di comunicazione di comando, si materializzò accanto a Miles mentre le prime navette cariche di prigionieri chiudevano i portelli e salivano stridendo attraverso la nebbia scura, decollando senza una formazione precisa a mano a mano che avevano ultimato il carico. Conoscendo la predilezione di Tung per le formazioni serrate e ordinate, Miles dedusse da questo che il tempo doveva essere il fattore limitante più pericoloso.

– Su cosa stiamo caricando quella gente, lassù? – chiese a Tung.

– Abbiamo sventrato un paio di navi da carico usate e adesso possiamo ficcare circa 5000 persone nella stiva di ciascuna. Il viaggio per andare via di qui sarà rapido e sgradevole, e quella gente dovrà stare distesa e respirare il meno possibile.

– Cosa sta

– Per ora poco più delle navette della polizia locale. Si dà infatti il caso che la maggior parte del loro contingente spaziale militare locale si trovi adesso dalla parte opposta del loro sole, il che spiega perché abbiamo scelto proprio questo momento per arrivare… abbiamo dovuto aspettare che riprendessero le loro manovre pratiche, nel caso cominciassi a chiederti cosa ci tratteneva. In altre parole, abbiamo mantenuto il piano originale per prelevare il Colo

– Soltanto che ora è stato espanso secondo un fattore di 10.000 teste… e che dovremo effettuare almeno quattro viaggi invece di uno, giusto? – replicò Miles.

– Sì, ma senti questa – sogghignò Tung. – I Cetagandani ha

– Facevano affidamento sulla cupola – completò Miles, al suo posto, poi aggiunse, in tono più sommesso: – E quali sono le cattive notizie?

– Questa volta – replicò Tung, il cui sorriso aveva assunto una sfumatura acida, – il nostro limite massimo di tempo è di due ore.

– Da

– Adesso fra un'ora e quaranta minuti – lo corresse Tung, lanciando un'occhiata in tralice che tradì la posizione del suo orologio operativo, proiettato olograficamente dalla cuffia di comando in un angolo del suo campo visivo.

– Ce la faremo a prelevare l'ultimo carico? – domandò Miles a bassa voce, dopo aver effettuato mentalmente qualche calcolo.

– Dipende dalla rapidità con cui preleveremo i primi tre – rispose Tung, il cui volto era ancora più impassibile del solito e non tradiva né speranza né timore.

Il che a sua volta dipende dall'efficacia con cui io sono riuscito ad addestrarli tutti… Quel che era fatto era fatto e quel che sarebbe successo non era ancora avvenuto; con uno sforzo Miles riportò la propria attenzione sulle contingenze attuali.

– Avete già trovato Elli ed Elena? – chiese.

– Ci sono tre pattuglie che le sta

Non le avevano ancora trovate… Miles sentì lo stomaco che gli si serrava.

– Non mi sarei mai sognato di espandere quest'operazione a metà del suo svolgimento se non avessi saputo che mi stavano tenendo sotto controllo e che sarebbero riuscite a tradurre in ordini i miei vaghi acce

– Li ha

– Li ha

– Abbiamo registrato quello che riguardava te, prelevando le immagini dai monitor dei Cetagandani… Elli ed Elena le trasmettevano quotidianamente, in codice. Molto… divertente, signore – concluse Tung, in tono blando.

Alcune persone, rifletté Miles, erano capaci di trovare divertente vedere qualcuno costretto a inghiottire lumache.

– Una cosa molto pericolosa – osservò ad alta voce. – Quando avete ricevuto la loro ultima comunicazione?

– Ieri – rispose Tung, affrettandosi a calare una mano sul braccio di Miles per bloccare un suo istintivo balzo in avanti. – Non puoi fare niente di meglio delle mie tre pattuglie, e non ne ho altre da impiegare per cercare te.

– Già, certo. – Miles picchiò il pugno destro sul palmo della sinistra in un gesto di frustrazione prima di ricordare che non era una buona idea. I suoi due agenti, il suo legame vitale fra la cupola e i Dendarii erano dispersi… e i Cetagandani avevano l'abitudine di fucilare le spie con deprimente costanza, in genere dopo un interrogatorio tale da rendere la morte una prospettiva piacevole… Cercò di trovare rassicurazione nella logica: se le due do