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Alla Casa Bianca, Zach Herney, stordito dal so
«Sì, signor presidente» disse il responsabile delle comunicazioni. «Un'emergenza, dice.»
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Corky e Xavia erano chini sullo strumento elettronico che misurava il contenuto di zirconio nei condri, quando Rachel seguì Tolland nella stanza adiacente al laboratorio. L'oceanografo accese un computer; evidentemente c'era qualcos'altro che voleva controllare. Mentre lanciava la procedura di avvio, Tolland si voltò verso Rachel come per dire qualcosa, ma poi si bloccò.
«Che c'è?» Rachel era sorpresa dell'attrazione fisica che provava per quell'uomo, anche in mezzo a una simile emergenza. Avrebbe voluto chiudere fuori tutto quanto e restare con lui, solo per un minuto.
«Ti devo le mie scuse» esordì Tolland, con un'espressione piena di rimorso.
«Per cosa?»
«Sul ponte, gli squali martello. Trascinato dall'entusiasmo, a volte dimentico che il mare può incutere paura agli altri.»
Sola con lui, Rachel si sentiva un'adolescente sulla porta di casa con un nuovo boyfriend. «Non c'è problema, sul serio. Grazie del pensiero, comunque.» Dentro di sé percepiva che Tolland desiderava baciarla.
Dopo un attimo, lui distolse gli occhi, intimidito. «So che vuoi tornare a terra, quindi dobbiamo metterci al lavoro.»
«Per il momento» rispose lei con un sorriso.
«Per il momento» ripeté Tolland, prendendo posto davanti al computer.
Rachel sospirò, alle sue spalle, assaporando l'intimità di quel piccolo laboratorio. Osservò Tolland consultare una serie di file. «Che fai?»
«Controllo la banca dati, in cerca di grandi pidocchi oceanici. Voglio vedere se trovo fossili marini preistorici somiglianti a quelli rinvenuti nel meteorite della NASA.» Selezionò una pagina di ricerca sormontata da una scritta a lettere maiuscole: PROJECT DIVERSITAS.
Scorrendo i vari menu, Tolland spiegò il piano. «Diversitas è sostanzialmente un indice continuamente aggiornato di biodati oceanici. Quando un biologo marino individua una nuova specie o un fossile oceanico, può suonare il corno e condividere la sua scoperta caricando dati e foto in una banca dati centrale. Poiché ogni settimana si aggiungono tanti dati nuovi, questo è il solo modo per mantenere aggiornata la ricerca.»
«Quindi adesso vai sul web?»
«No. L'accesso a internet è difficoltoso in mare. Noi immagazziniamo a bordo tutti i dati su un gran numero di drive ottici interco
Rachel a
«Diversitas è considerato la versione biologica marina di Napster. Noi la chiamiamo LOBSTER, Liberi Oceanografi Biologi Soggiogati Totalmente da Eccentrica Ricerca.»
Rachel scoppiò a ridere. Anche in quella situazione di tensione, Michael Tolland sfoggiava un senso dell'umorismo capace di placare i suoi timori. Cominciava a rendersi conto che negli ultimi tempi aveva riso troppo poco.
«La nostra banca dati è enorme» spiegò Tolland, mentre finiva di digitare le parole chiave. «Oltre dieci terabyte di descrizioni e foto. Ci sono informazioni che nessuno ha mai visto, e mai vedrà. Le specie oceaniche sono troppo numerose.» Cliccò sull'icona CERCA. «Bene, vediamo se qualcuno ha mai trovato un fossile oceanico simile al nostro insetto spaziale.»
Dopo qualche secondo, la nuova pagina sullo schermo rivelò quattro elenchi di animali fossili. Tolland entrò in ogni elenco ed esaminò le foto. Niente di vagamente simile ai fossili del meteorite di Milne.
Si accigliò. «Proviamo qualcos'altro.» Tolse la parola "fossile" dalla stringa di ricerca e cliccò CERCA. «Controlliamo le specie viventi. Magari troviamo un discendente con qualche caratteristica fisica in comune con il nostro fossile.»
Lo schermo si aggiornò.
Tolland dive
Rachel lo vide entrare in un menu a tendina alla voce "habitat". L'elenco delle opzioni pareva interminabile: pozze formate dalle maree, acquitrini, lagune, reef, dorsali oceaniche, solfatare. Tolland scorse l'elenco e scelse un'opzione: ZONE ACCIDENTATE / FOSSE OCEANICHE.
"Bravo" pensò Rachel. Restringeva la ricerca alle specie che vivevano in ambienti vicini a dove si supponeva potessero crearsi le formazioni simili a condri.
Osservando la nuova schermata, Tolland sorrise. «Ottimo, solo tre voci.»
Rachel sbirciò il primo nome della lista. Limulus poty… qualcosa.
Tolland vi cliccò sopra. Apparve una foto che ritraeva una creatura simile a un enorme granchio a ferro di cavallo privo di coda. «No.» Tornò alla pagina precedente.
La seconda voce dell'elenco recitava Gamberus Bruttus Infernalis. «Ma è il nome vero?» chiese Rachel, perplessa.
Tolland rise. «No. È una nuova specie, non ancora classificata, e chi l'ha scoperta è dotato di senso dell'umorismo. Suggerisce Gamberus Bruttus per la classificazione tassonomica ufficiale.» Cliccò sulla foto, che rivelò una creatura simile a un gambero di eccezionale bruttezza con baffi e ante
«"Bathynomous giganteus…"» lesse Tolland a voce alta, mentre il testo veniva visualizzato. Caricò la fotografia, un primo piano a colori.
Rachel sobbalzò. «Mio Dio!» La creatura che la fissava dallo schermo le diede i brividi.
Tolland rimase a bocca aperta. «Per la miseria, questo tizio sembra alquanto familiare.»
Rachel a
«Ci sono alcune lievi differenze» commentò Tolland, scorrendo la pagina per trovare anagrammi anatomici e schizzi. «Ma è molto simile, tanto più considerato che ha avuto centonovanta milioni di a
"Simile è la parola giusta" pensò Rachel. "Troppo simile."
Tolland lesse la descrizione sul monitor: «"Ritenuta una delle creature più antiche dell'oceano, il Bathynomous giganteus, una specie rara e classificata solo di recente, è un isopode saprofago abissale simile a un grande porcellino di terra. Lungo fino a sessanta centimetri, presenta un esoscheletro chitinoso segmentato in capo, torace e addome. Possiede arti appaiati, ante
Rachel fissò la creatura sullo schermo, emozionata e al tempo stesso non sicura di comprendere appieno la portata di tutto ciò.
Tolland era visibilmente eccitato. «Immagina che centonovanta milioni di a