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Ora, quella menzogna era tornata a tormentarlo.

Gabrielle Ashe sembrò ammorbidirsi. «Dottor Harper, con il direttore come nemico, avrà bisogno di un alleato potente. Il senatore Sexton potrebbe essere il suo unico amico, a questo punto. Partiamo dalla menzogna sul software del PODS. Mi racconti cos'è successo.»

Harper sospirò, consapevole che era giunto il momento di dire la verità. "Avrei dovuto dirla subito, maledizione!" «Il lancio del PODS andò liscio» esordì. «Il satellite entrò nell'orbita polare, proprio come previsto.»

Gabrielle Ashe parve a

«Poi cominciarono i problemi. Quando ci preparammo a esaminare il ghiaccio in cerca di densità anomale, il software di bordo non funzionò.»

«Già.»

Harper si mise a parlare in fretta. «Quel software avrebbe dovuto esaminare rapidamente migliaia di ettari e individuare parti di ghiaccio con densità diversa dai valori normali, indicatori quindi del riscaldamento del globo, ma era stato programmato anche per rilevare altre incongruenze di densità incontrate casualmente. Secondo il progetto, il PODS avrebbe dovuto scansire il Circolo artico per parecchie settimane in modo da identificare eventuali anomalie utili a misurare il surriscaldamento del globo.»

«Ma se il software non funzionava» interve

Harper a

«Il suo errore ha avuto conseguenze disastrose per la NASA e per il presidente.»

«Non sarebbe potuto capitare in un momento peggiore. Il direttore era livido. Gli promisi di risolvere il problema durante la successiva missione dello shuttle: si trattava semplicemente di sostituire il chip che conteneva il software del PODS. Ma era troppo tardi. Mi mandò a casa in permesso, però in sostanza mi licenziò. Questo accadde un mese fa.»

«Eppure, due settimane or sono lei è apparso in televisione per a

Harper deglutì rumorosamente. «Un errore terribile. È stato il giorno in cui ricevetti la telefonata disperata del direttore. Mi confidò che era emerso qualcosa, una possibilità di redimermi. Tornai immediatamente in ufficio per incontrarlo. Mi chiese di presentarmi alla stampa per dire che avevo trovato una soluzione al problema del software del PODS e che nel giro di poche settimane avremmo avuto i dati. Mi avrebbe spiegato meglio in seguito, disse.»

«E lei acconsentì.»

«No, rifiutai, ma un'ora dopo me lo ritrovai di nuovo in ufficio… con il consigliere della Casa Bianca!»

«Cosa?» Gabrielle parve realmente esterrefatta. «Marjorie Tench?»

"Creatura orribile" pensò Harper, a

Gabrielle si sporse in avanti. «Proceda.»

«Marjorie Tench mi informò che la Casa Bianca, per un inaspettato colpo di fortuna, aveva intercettato consistenti prove geologiche di un meteorite sepolto nella banchisa di Milne. Uno dei più grandi mai rinvenuti. Un meteorite di quelle dimensioni sarebbe stato di considerevole importanza per la NASA.»

Gabrielle era allibita. «Un momento. Dunque lei mi sta dicendo che qualcuno sapeva della presenza del meteorite prima che il PODS lo individuasse?»

«Sì. Il PODS non c'entra affatto con la scoperta. Il direttore sapeva dell'esistenza del meteorite: si limitò a darmi le coordinate e mi ordinò di riposizionare il PODS sopra la banchisa e fingere che fosse il PODS a fare la scoperta.»

«Lei scherza.»

«È stata la mia stessa reazione quando mi chiesero di prendere parte alla messinscena. Rifiutarono di dirmi come avessero scoperto la presenza del meteorite, e la signora Tench insistette che non aveva importanza e che quella era l'occasione ideale per rimediare al fiasco del PODS. Se avessi sostenuto che era stato il satellite a localizzare il meteorite, la NASA avrebbe potuto vantare il PODS come un successo molto atteso e imprimere una spinta positiva alla campagna elettorale del presidente.»

«E ovviamente lei non poteva proclamare che il PODS aveva scoperto un meteorite se non avesse prima a

Harper a

«Così ha acconsentito a collaborare.»

«Non avevo scelta. La mia carriera sarebbe finita, altrimenti. E la verità è che se io non avessi incasinato il software, il PODS avrebbe davvero trovato il meteorite da solo. Quindi mi parve una bugia irrilevante, al momento. Cercai di razionalizzare dicendo a me stesso che il software sarebbe stato riparato nel giro di qualche mese, alla successiva missione dello shuttle, e che quindi io, in realtà, non facevo che anticipare di poco la riparazione.»

Gabrielle emise un fischio. «Una piccola bugia per approfittare dell'occasione del meteorite.»

Harper stava male solo a parlarne. «Così… l'ho fatto. Seguendo gli ordini del direttore, ho organizzato una conferenza stampa per a

«Quindi lei ignorava, fino a questa sera, che il meteorite contenesse fossili?»

«Certo, come chiunque, qui. Siamo sotto choc. A questo punto, tutti mi da

Gabrielle, in silenzio, studiò a lungo Harper con sguardo penetrante. «Ma se non è stato il PODS a scoprire il meteorite nel ghiaccio, come faceva il direttore a sapere che si trovava lì?»

«Qualcun altro l'aveva trovato per primo.»

«Qualcun altro? Chi?»

Harper fece un profondo respiro. «Un geologo canadese, un certo Charles Brophy, che conduceva ricerche sull'isola di Ellesmere. Pare che stesse scandagliando il ghiaccio sulla banchisa di Milne quando scoprì per caso la presenza di quello che appariva un enorme meteorite. Trasmise per radio la notizia, casualmente intercettata dalla NASA.»

Gabrielle rimase a bocca aperta. «Ma questo canadese non è furibondo con la NASA, che si è presa tutto il merito della scoperta?»

«No» rispose Harper, percorso da un brivido. «Molto opportunamente, ha pensato bene di morire.»