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«Signor Tolland…» disse Rachel, quasi tartagliando. «Sono Rachel Sexton.»

Tolland le rivolse un sorriso amabile. «Salve, Rachel. Diamoci del tu. Puoi chiamarmi Mike.»

Lei sentì la lingua stranamente impastata. Un sovraccarico emotivo, evidentemente: l'habisfera, il meteorite, la segretezza, il trovarsi a faccia a faccia con una stella della televisione. «Mi sorprende vederti qui» spiegò, nel tentativo di recuperare. «Quando il presidente mi ha raccontato di avere affidato ad alcuni scienziati civili l'incarico di verificare la scoperta della NASA, forse mi aspettavo…» Esitò.

«Dei veri scienziati?» chiese Tolland, con una risata.

Rachel arrossì, mortificata. «Non volevo dire questo.»

«Non preoccuparti. Da quando sono qui, non sento dire altro.»

Il direttore si scusò di doversi allontanare e promise di raggiungerli più tardi. Tolland si voltò verso Rachel con un'espressione incuriosita. «Il capo mi ha detto che tuo padre è il senatore Sexton. È vero?»

Rachel a

«Una spia di Sexton dietro le linee nemiche?»

«Le linee di confine non si trovano sempre dove si crede.»

Seguì un silenzio imbarazzato.

«Allora, dimmi» aggiunse lei in fretta «che ci fa un oceanografo di fama mondiale su un ghiacciaio insieme a un manipolo di scienziati della NASA?»

Tolland ridacchiò. «Per la verità, un tizio che assomigliava molto al presidente mi ha chiesto di fargli un favore. Ho aperto la bocca, pronto a mandarlo all'inferno, e invece mi sono ritrovato a rispondergli: "Sì, signore".»

Rachel rise per la prima volta quel giorno. «Benvenuto nel club, allora.»

Malgrado in genere i personaggi famosi apparissero più piccoli di persona, Rachel notò che Michael Tolland risultava invece più alto. Gli occhi castani erano vigili ed espressivi come in televisione, la voce carica dello stesso caloroso entusiasmo. Sui quarantacinque a

«In tutta sincerità» ammise Tolland, lievemente impacciato «ho la sensazione di essere stato chiamato qui più per una questione di pubbliche relazioni che per le mie competenze scientifiche. Il presidente mi ha chiesto di girare un documentario per lui.»

«Un documentario? Su un meteorite? Ma tu sei un oceanografo!»

«È esattamente quello che gli ho detto. Ma lui mi ha risposto di non conoscere nessun documentarista che si occupi di meteoriti, e che il mio intervento sarebbe servito a dare credibilità a questa scoperta. Evidentemente, ha intenzione di trasmettere il documentario durante la grande conferenza stampa di stasera, quando a

"Una celebrità come portavoce." Il grande fiuto politico di Zach Herney all'opera. La NASA veniva spesso accusata di parlare alla gente in modo incomprensibile, ma questa volta non sarebbe andata così. Avevano coinvolto il miglior divulgatore scientifico in circolazione, di comprovata competenza, un volto noto presso il pubblico americano.

Tolland indicò un angolo in fondo alla cupola dove stavano allestendo la zona per il collegamento televisivo. Un tappeto azzurro sul ghiaccio, telecamere, riflettori, un lungo tavolo con parecchi microfoni. Qualcuno stava sistemando un'enorme bandiera americana come sfondo.

«È per stasera» spiegò lui. «Il direttore della NASA e alcuni dei più eminenti scienziati si colleghera

"Molto corretto" pensò Rachel, compiaciuta di sapere che Zach Herney non intendeva tagliare fuori la NASA dall'a

Tolland inarcò le sopracciglia e le rivolse un sorriso misterioso. «In realtà, è meglio vedere di persona che farselo spiegare.» Le fece ce

«Campioni? Sul serio avete campioni del meteorite?»

«Certo. Ne abbiamo carotati parecchi. Anzi, sono stati proprio quei campioni ad allertare la NASA sull'importanza di questo ritrovamento.»

Non sapendo bene che cosa aspettarsi, Rachel seguì Tolland verso la postazione. Appariva deserta. Una tazza di caffè era abbandonata su un tavolo ingombro di campioni di roccia, calibri e altri strumenti diagnostici. Il caffè era ancora fumante.

«Marlinson!» gridò Tolland, guardandosi intorno. Nessuna risposta. Con un sospiro di frustrazione si voltò verso di lei. «Probabilmente si è perso mentre cercava la pa

Rachel rifletté un secondo. «Marlinson? Per caso non intenderai il famoso Corky Marlinson, vero?»

Tolland rise. «Proprio lui.»

Rachel era sbalordita. «Corky Marlinson si trova qui?» Le idee di Marlinson sui campi gravitazionali erano leggendarie tra i progettisti dei satelliti dell'NRO. «È uno dei civili reclutati dal presidente?»

«Già, uno degli scienziati veri.»

"Proprio così" pensò Rachel. Corky Marlinson era tra gli scienziati più brillanti e stimati del mondo.

«L'incredibile paradosso è che quell'uomo può citarti a memoria la distanza in millimetri dell'Alfa Centauri, ma non è capace di farsi il nodo alla cravatta.»

«Porto quelle con il nodo già fatto!» strillò un'allegra voce nasale dietro di loro. «La praticità è più importante dello stile, Mike. Voi gente di Hollywood non lo capite!»

Rachel e Tolland si voltarono verso l'uomo che stava emergendo da dietro un grande mucchio di macchinari elettronici. Tozzo e corpulento, aveva capelli radi con il riporto e occhi prominenti che ricordavano un carlino. Quando vide che Tolland era in compagnia di Rachel, si bloccò sui suoi passi.

«Gesù Cristo, Mike! Perfino in questo cazzo di polo Nord tu riesci a incontrare do

Michael Tolland era visibilmente imbarazzato. «Signora Sexton, la prego di scusare il dottor Marlinson, che compensa la mancanza di tatto con brandelli di conoscenze del tutto inutili sul nostro universo.»

Corky si avvicinò. «Un vero piacere, signora. Non ho inteso il suo nome.»

«Rachel. Rachel Sexton.»

«Sexton?» Corky sbuffò divertito. «Nessuna parentela con quell'ottuso e depravato senatore, spero!»

Tolland fece una smorfia. «Per la verità è suo padre.»

Corky smise di ridere e incurvò le spalle. «Non c'è da meravigliarsi se non ho mai avuto fortuna con le do