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Attraversai il Kargav, questa volta per dei passi più bassi, seguendo una strada sinuosa, che percorre le alture dominando la costa del mare meridionale. Feci una visita al primo villaggio nel quale mi ero fermato, quando i pescatori mi avevano portato là dall'Isola di Horden, tre a

Andai a est e a sud, in quel territorio ripido e ostile, pieno di crepacci e di colline verdi e di grandi fiumi e di case solitarie, finché non giunsi al Lago di Ghiaccio. Dalla riva del lago, guardando in alto, a sud, verso le colline, vidi una luce che conoscevo: l'ammiccare, il cielo soffuso di bianco, il lucore del ghiacciaio che si stendeva più oltre, in alto, lontano. Il Ghiaccio era là.

Estre era un luogo molto antico. Il suo Focolare e gli edifici esterni erano tutti di pietra grigia, tagliata dal ripido fianco della montagna alla quale erano aggrappati. Era un luogo spoglio, pieno del suono del vento.

Battei alla porta, e la porta fu aperta. Dissi:

— Chiedo l'ospitalità del Dominio. Ero un amico di Therem di Estre.

Colui che mi aveva aperto, un individuo piccolo e snello, dall'aria grave, che non aveva più di dicia

Dopo circa un'ora il ragazzo (nell'aspetto e nei movimenti aveva la delicatezza e la guizzante grazia di una fanciulla, ma nessuna fanciulla avrebbe potuto mantenere un silenzio così cupo come il suo) ve

— Sorve! — squittì, continuando a fissarmi sempre a occhi spalancati. — Sorve, vado a nascondermi nella birreria… — E se ne andò veloce, come un ciottolo rotondo scagliato da una fionda. Il giovane Sorve, per nulla scomposto, mi guidò più oltre, e mi fece entrare nel Focolare Interno, al cospetto del Lord di Estre.

Esvans Harth rem ir Estraven era un vecchio, che aveva oltrepassato i settant'a

— Voi siete l'Inviato, Genry Ai?

— Sì.

Lui mi fissò, e io lo fissai. Therem era stato il figlio, figlio della carne, di questo vecchio signore. Therem il figlio più giovane; Arek il maggiore, quel fratello la cui voce egli aveva udito nella mia, che gli aveva parlato nel muto linguaggio del pensiero; entrambi morti, ormai. Non potevo vedere nulla del mio amico in quel vecchio viso consumato, calmo, duro, che sosteneva il mio sguardo. Là non trovai nulla, se non la certezza, la sicura realtà del fatto che Therem era morto.

La mia venuta a Estre era stata un'inutile impresa, nella speranza di trovare conforto. Non c'era conforto; e perché un pellegrinaggio al luogo dell'adolescenza del mio amico avrebbe potuto fare qualche differenza, riempire qualsiasi assenza, lenire qualsiasi rimorso? Nulla poteva essere più cambiato, ora. La mia venuta a Estre aveva, però, un altro scopo, e almeno quello potevo portarlo a compimento.

— Sono stato con vostro figlio, nei mesi prima della sua morte. Ero con lui quando è morto. Vi ho portato i diari che egli ha tenuto. E se c'è qualcosa che io possa dirvi di quei giorni…

Nessuna espressione particolare apparve sul viso del vecchio. Quella calma non poteva essere alterata. Ma il giovane, con un movimento improvviso, uscì dalle ombre, nella luce, tra la finestra e il fuoco, una luce pallida e instabile, impastata di tenebre, e parlò raucamente:

— A Erhenrang, lo chiamano ancora Estraven il Traditore.

Il vecchio Lord guardò prima il ragazzo, e poi me.

— Questo è Sorve Harth — disse. — Erede di Estre, il figlio dei miei figli.

Non esisteva alcun bando sull'incesto là, questo lo sapevo bene, ormai. Solo la stranezza di questo fatto, per me, un terrestre, e la stranezza di vedere il lampo dello spirito del mio amico in questo cupo, fiero ragazzo di provincia, mi stordì per qualche tempo. Quando parlai, la mia voce era malferma:

— Il re revocherà il bando. Therem non era un traditore. Cosa importa come lo chiamano gli stupidi?

Il vecchio Lord a

— Importa — disse.

— Avete attraversato il Ghiaccio di Gobrin insieme — domandò Sorve, — voi e lui?

— Sì.

— Mi piacerebbe udire la narrazione di questa impresa, mio nobile Lord Inviato, — disse il vecchio Esvans, con infinita calma.

Ma il ragazzo, il figlio di Therem, disse, balbettando:

— Ci racconterete come è morto?… Ci racconterete degli altri mondi lassù, tra le stelle… le altre razze degli uomini, le altre vite?

APPENDICE

Calendario e ora di Gethen

1. L'A

Il periodo di rivoluzione di Gethen è di 8401 Ore Terrestri Standard, ovvero lo 0,96 dell'A

Il periodo di rotazione è di 23,08 Ore Terrestri Standard; l'a

In Karhide/Orgoreyn gli a

La scomodità di questo sistema nella tenuta di documenti e diari e registri è alleviata da diversi espedienti, come ad esempio quello di riferirsi a eventi famosi, regni di sovrani, dinastie, Lords locali, eccetera. Gli Yomeshta contano gli a

2. Il mese.

Il periodo di rivoluzione della Luna di Gethen è di 26 giorni getheniani; la rotazione è coincidente con quella planetaria, in modo che la luna presenta sempre la stessa faccia al pianeta.

Ci sono 14 mesi nell'a