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— Colore della Terra — dissi.

— Ed eravate a Siuwensin, la notte dell'assalto? Per tutte le mammelle di Meshe! in quale mondo viviamo. Avreste potuto essere ucciso attraversando il ponte sull'Ey, dopo avere attraversato tutto lo spazio, per arrivare qui. Bene! Bene! Siete qui. E moltissime persone vogliono vedervi, e ascoltarvi, e darvi finalmente il benvenuto in Orgoreyn!

Mi installò immediatamente, e niente discussioni!, in un appartamento della sua casa. Essendo un alto burocrate e un uomo ricco, viveva in uno stile che non ha equivalente in Karhide, neppure tra i Lords dei grandi Dominii. La casa di Shusgis era un'intera isola, che ospitava più di cento dipendenti, di servitori domestici, di impiegati, di consulenti tecnici, e così via… ma nessun parente, nessun familiare. Il sistema di estesi clan familiari, di Focolari e Dominii, benché fosse ancora vagamente distinguibile nella struttura Commensale, era stato «nazionalizzato» diversi secoli prima, in Orgoreyn. Nessun bambino di età superiore a un a

— Mi ha

A mio agio! Nessuno, in Karhide, mi aveva mai chiesto, in nessuna circostanza, se io mi fossi sentito a mio agio.

— Signor Shusgis — dissi, con una certa emozione, — mi sento perfettamente a mio agio… come se fossi nella mia casa.

Lui non fu soddisfatto, fino a quando non ebbe messo un'altra preziosa pelliccia sul letto, e degli altri ceppi nel caminetto.

— So come ci si sente — disse. — Quando io ero incinto, non riuscivo a scaldarmi… i miei piedi erano come ghiaccio, sono rimasto seduto sul fuoco per tutto quell'inverno. È stato molto tempo fa, naturalmente, ma lo ricordo bene! — … I getheniani tendono ad avere i loro figli quando sono giovani; quasi tutti, dopo l'età di ventiquattro a

— Voi siete bene informato sul mio aspetto e sui miei gusti, signor Shusgis. Ne sono lusingato; credevo che la mia reputazione non mi avesse preceduto.

— No — disse lui, comprendendo perfettamente ciò che intendevo dire, — avrebbero preferito tenervi sepolto sotto una valanga, laggiù a Erhenrang, vero? Ma vi ha

— Temo di non seguirvi.

— Bene, Argaven e i suoi accoliti avevano paura di voi, signor Ai… avevano paura di voi, e non vedevano l'ora di vedervi partire. Avevano paura che, se vi avessero trattato male, o vi avessero ridotto al silenzio, ci fosse stata qualche rappresaglia. Un assalto dallo spazio esterno, eh! Così non osavano toccarvi. E ha

Era un'esagerazione; certo io non ero stato censurato, nei notiziari karhidi, per lo meno fino a quando Estraven era stato al potere. Ma avevo già ricevuto l'impressione che le notizie su di me non avessero girato molto, in Orgoreyn, e Shusgis confermava ora i miei sospetti.

— Allora voi non avete paura di ciò che io porto a Gethen?

— No, non abbiamo paura, signore!

— A volte io ne ho, invece.

Decise di ridere giovialmente, a quell'osservazione. Non spiegai ulteriormente le mie parole. Io non sono un venditore ambulante. Non vado a vendere il Progresso agli Aborigeni. Noi dobbiamo incontrarci come uguali, conoscerci con una certa comprensione e fiducia e i

— Signor Ai, moltissime persone aspettano di conoscervi, pezzi grossi e personaggi meno importanti, e alcuni sono proprio gli individui con i quali vorrete parlare, qui, gli individui che fa

— Allora, questa sera il programma prevede una cenetta con Vanake Slose.

— Commensale di Kuwera… Terzo Distretto, vero? — Nauralmente avevo svolto qualche piccola ricerca preparatoria, prima di venire in quella nazione. Lui parve entusiasta, e si gonfiò tutto per la condiscendenza da me dimostrata nel degnarmi d'imparare qualcosa sulla sua nazione. Le maniere erano assai diverse, qui, da quelle di Karhide; in Karhide, il suo entusiasmo sarebbe stato degradante per il suo shifgrethor, o per il mio; non ero sicuro di quale sarebbe stato, ma uno dei due certamente… in pratica, tutto offendeva lo shifgrethor.

Avevo bisogno di abiti per una cena-ricevimento, avendo perduto il mio abito buono di Erhenrang nell'incursione di Siuwensin, così quel pomeriggio presi un tassi governativo, che mi portò nella parte alta della città, dove acquistai un abito Orgota. Hieb e camicia erano quasi uguali a quelli karhidiani, ma invece di calzoni estivi essi indossavano per tutto l'a