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— Grazie di avermi salvata — gli dissi in tono sobrio, prima di lasciar andare le sue guance.
Il caro tesoro arrossì. Ma sembrava molto soddisfatto.
Rimasi sveglia così tanto a leggere quel libro che l’infermiera di notte mi sgridò. Comunque, le infermiere ha
Per primo il titolo: L’unica arma mortale. Poi:
L’assassinio come arte
L’assassinio come strumento politico
L’assassinio per profitto
Gli assassini che ha
La società dell’eutanasia creativa
I canoni dell’Associazione Assassini Professionisti
Gli assassini dilettanti: andrebbero sterminati?
Killer degni d’onore: storie di casi esemplari
«Estremi pregiudizi», «Lavoro sporco»: gli eufemismi sono necessari?
Nozioni di base: tecniche & attrezzature
Wow! Non avevo nessun buon motivo per leggerlo tutto. Ma lo lessi. Emanava un fascino demoniaco. Lurido.
Decisi di non acce
La celebrità…
Aspettai, con considerevole irrequietezza, che il giovanotto apparisse. Mi vergogno di ammettere che quel libro velenoso aveva avuto un effetto scellerato su di me. Era una notte fonda, quasi mattino; attorno regnava una quiete tombale; e se quel tesoro mi avesse toccata con una sola mano, c’era la forte probabilità che io dimenticassi di essere ancora, tecnicamente, invalida. Avrei avuto bisogno di una cintura di castità con un lucchetto grosso così.
Ma non era lui; il dolce tesoro era fuori servizio. La persona che si presentò con la ricevuta era la do
L’impiegata del turno di notte mi diede la ricevuta in cambio del libro, poi mi sorprese con: — E a me non dài un bacio?
— Oh, c’eri anche tu?
— C’erano tutti i vivi disponibili, mia cara. Quella notte eravamo mostruosamente a corto di personale. Non sarò il campione del mondo, ma ho avuto un addestramento di base come chiunque altro. Sì, c’ero. Non me lo sarei mai perso.
Dissi: — Grazie di avermi salvata — e la baciai. Cercai di limitarmi a un gesto puramente simbolico, ma lei prese il comando e controllò gli sviluppi della situazione. Che fu calda e affa
Cosa si fa in casi simili? Esistono situazioni umane per le quali non è previsto alcun protocollo. Aveva appena ammesso di aver rischiato la vita per salvare la mia; ed era esattamente così, perché la spedizione di soccorso non era stata la cosuccia i
Non potevo. Lasciai che la mia metà del bacio rispondesse al suo messaggio senza parole; e incrociai le dita, augurandomi di non dover mai tener fede alla promessa implicita.
Dopo un certo tempo lei interruppe il bacio, ma continuò a tenermi stretta. — Tesoro — disse — vuoi sapere una cosa? Ricordi come hai tenuto testa a quel verme che chiamavano Maggiore?
— Ricordo.
— In giro c’è un nastro pirata di quella scena. Quello che gli hai detto, e il modo in cui lo hai detto, è enormemente ammirato da tutti quanti. Soprattutto da me.
— Interessante. Sei tu lo spiritello che ha fatto la copia del nastro?
— Come puoi pensare una cosa del genere? — Sorrise. — Ti spiace?
Ci riflettei su per tre interi millisecondi. — No. Se le persone che mi ha
— Nessuno lo pensa. — Un bacetto veloce. — Ma lo hai fatto quando era necessario, e hai reso orgogliosa ogni do
Non pareva disposta a lasciarmi andare, ma l’infermiera di notte apparve proprio allora e mi disse seccamente che dovevo coricarmi e che mi avrebbe fatto un’iniezione per dormire. Io opposi le consuete proteste formali. L’impiegata disse: — Ciao, Blondie. ‘Notte. ‘Notte anche a te tesoro. — Se ne andò.
Blondie (non è il suo nome; è per via del cachet) disse: — La vuoi nel braccio? O nella gamba? Non fare caso ad A
— È a posto. — Mi ve
— Non mentre la casa bruciava. Ero su un Vma, a portarti qui alla massima velocità possibile. Eri ridotta piuttosto male, Friday.
— Ci credo. Grazie. Blondie? Vuoi darmi il bacio della buonanotte?
Il suo bacio fu caldo e privo di complicazioni.
Più tardi scoprii che lei era stata uno dei quattro che erano corsi su per le scale a liberarmi: un uomo col suo grosso tagliabulloni, gli altri due armati che sparavano… e Blondie che trascinava da sola la barella. Ma non ne fece mai ce
Ricordo quella convalescenza come il primo periodo in vita mia (a parte le vacanze a Christchurch) di tranquilla, dolce felicità; ogni giorno, ogni notte. Perché? Perché ero a casa mia!
Ovviamente, come tutti avra
Una persona artificiale sente la mancanza dell’albero genealogico molto più di quanto possiate credere. Tu dove sei nato? Io non sono esattamente nato; sono stato progettato nel laboratorio di ingegneria genetica della Tri-University, a Detroit. Oh, davvero? lo sono stata concepita dalla Mendelian Associates, a Zurigo. Meravigliose chiacchiere! Non le sentirete mai. Non reggono davanti ad antenati sul Mayflower o nel Grande libro del Catasto d’Inghilterra. I miei documenti (o un gruppo di documenti) dicono che sono «nata» a Seattle; una città distrutta è un ottimo posto per documenti scomparsi. Ed è anche un posto grandioso per perdere tutti i parenti.
Dato che non sono mai stata a Seattle, ho studiato con estrema cura tutta la documentazione e le immagini che ho potuto trovare. Un indigeno di Seattle genuino al cento per cento non può fregarmi. Credo. O per lo meno non è ancora successo.
Ma quello che mi regalarono mentre mi riprendevo da uno stupido stupro e da un interrogatorio non troppo divertente non era fasullo, e non dovevo preoccuparmi di stare attenta alle mie bugie. Non solo Blondie e A