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— Non dare retta a quei due — mi consigliò Janet. — Georges pagherebbe di più, ma in cambio dello stipendio si aspetterebbe di farti posare e rubarti un uovo. Io invece ho sempre voluto una schiava d’harem. Tesoro, tu saresti un’odalisca perfetta anche senza un gioiello nell’ombelico. Ma sai grattare la schiena? e come canti? Adesso arriviamo alla domanda chiave: che sentimenti provi per le do
Io dissi: — Forse è meglio che esca e rientri e ricominci da capo. Voglio solo fare una telefonata. Ian, posso usare la mia carta di credito per chiamare il mio boss? È una MasterCard, credito tripla A.
— Emessa dove?
— Banca Imperiale di Saint Louis.
— Deduco da questo piccolo particolare che non hai sentito un a
— A
— C’è l’eco? La ReteCredito del Canada Brita
— Oh.
— Parla. Mi è sembrato di sentirti dire «Oh».
— Infatti. Ian, posso presentare le più umili scuse? E poi chiamare il mio boss a vostre spese?
— Sicuro che puoi… se Janet ti autorizza. È lei che manda avanti la casa.
— Janet?
— Non hai risposto alla mia domanda, cara. Sussurrami all’orecchio.
Così le sussurrai all’orecchio. Lei sgranò gli occhi. — Prima la telefonata. — Le diedi il codice e lei lo batté per me, usando il terminale della sua stanza.
Le scritte si fermarono e prese a lampeggiare un a
Lampeggiò per dieci secondi, poi si spense. Io lanciai una bestemmia molto sincera, e sentii Ian alle mie spalle: — Cattiva, cattiva. Le brave ragazzine e le signore non dicono certe cose.
— Non sono nessuna delle due. E sono frustrata!
— Lo sapevo già. Avevo visto quell’a
— Sì. Avrei insistito. Ian, non sono solo frustrata. Sono finanziariamente a zero. Ho un credito sterminato alla Banca Imperiale di Saint Louis e non posso toccarlo. Ho un paio di dollari e
— Dipende. Le circostanze cambiano le situazioni, e forse adesso io potrei non offrire più di vitto e alloggio. Cos’è che hai sussurrato a Janet? Potrebbe capovolgere le cose.
Janet rispose: — Mi ha sussurrato Honi soit qui mal y pense. — Non era vero. — Un sentimento che ti raccomando, mio buon uomo. Marjorie, tu non stai peggio di un’ora fa. Continui a non poter tornare a casa finché le cose non si sara
— «Con cuore calmo e mente tranquilla.» Sì, fai così — conve
— Ci siamo persi un altro a
— Sì. Anche se è una replica. Georges e Marjorie dovrebbero presentarsi alla più vicina stazione di polizia. Non ve lo raccomando. Georges lo ignorerà, farà l’indiano. Dirà che non credeva la cosa riguardasse anche i residenti abituali. Naturalmente potrebbero rimettervi in libertà sulla parola. Oppure potreste trascorrere tutto l’inverno in baraccamenti militari provvisori. In questa stupida emergenza, niente garantisce che fra una settimana sarà terminata.
Ci pensai sopra. Colpa della mia stupidità. In missione non viaggio mai con una sola carta di credito, e porto sempre una bella riserva di contanti. Ma avevo presunto, sciaguratamente, che una vacanza non richiedesse la cinica regola di tanti malloppetti di denaro nelle diverse valute. Con un bel po’ di soldi, un non iniziato può comperarsi l’ingresso alla riunione di una società segreta, e uscirne senza che gli abbiano torto un capello. Ma senza soldi?
Era dai tempi dell’addestramento di base che non provavo a vivere delle mie sole risorse naturali. Forse sarei stata costretta a scoprire se l’addestramento era servito a qualcosa. Grazie a Dio il clima era caldo!
Georges stava urlando: — Alzate il volume! O venite qui!
Corremmo a raggiungerlo.
— …Del Signore! Non prestate ascolto alle sciocche vanterie dei peccatori! Noi soli siamo responsabili dei segnali apocalittici che vedete attorno a voi. I servi di Satana ha
«Ponete fine a ogni incursione nel regno celeste. Se il Signore avesse voluto che l’uomo volasse nello spazio gli avrebbe dato le ali.
«Non permettete che le streghe vivano. La cosiddetta ingegneria genetica si fa beffe degli obiettivi più cari al Signore. Distruggete gli orridi covi in cui si svolgono questi riti. Uccidete i morti viventi evocati in quei pozzi oscuri. Impiccate le streghe che praticano queste arti abominevoli.»
(— Dio — disse Georges. — Credo che parlino di me. — Io non commentai: sapevo che parlavano di me.)
— Gli uomini che si giacciono con gli uomini, le do
«Papisti e saraceni e infedeli ed ebrei e tutti coloro che si prostrano davanti a immagini di idoli: gli Angeli del Signore vi dicono: Pentitevi poiché l’ora è vicina! Pentitevi o assaggerete le veloci spade degli strumenti scelti dal Signore.
«Pornografi e prostitute e do
«Peccatori di ogni sorta, restate sintonizzati su questo canale per ricevere le istruzioni che vi permettera
«Per ordine del Primo Generale degli Angeli del Signore.»
Il nastro terminò e ci fu un’altra pausa. Ian disse: — Janet, ricordi la prima volta che abbiamo visto gli Angeli del Signore?
— Come potrei dimenticarlo? Ma non mi sarei mai aspettata una cosa tanto ridicola.
Io dissi: — Sono davvero Angeli del Signore? Non solo un altro incubo concretizzato sullo schermo?
— Uhm. È difficile mettere in rapporto gli Angeli che Ian e io abbiamo visto con questa storia. Alla fine di marzo o ai primi di aprile ero andata al porto a prendere Ian. L’atrio era pieno di Hare Krishna: tuniche arancioni e teste rapate che saltellavano su e giù chiedendo soldi. Un gruppo di Scientologi stava uscendo dal cancello per gli affari propri. Se non sbaglio c’era un raduno delle sezioni nordamericane. E quando i due gruppi ha
«Marj, è stata la zuffa più colossale che io abbia mai visto. A distinguere le tre parti non c’erano problemi. Gli Hare Krishna sembravano pagliacci, inconfondibili. Gli Angeli e gli Hubbarditi non portavano tuniche, ma si capiva benissimo chi fosse chi. Gli Scientologi erano ordinati e puliti e coi capelli corti; gli Angeli parevano letti sfatti. E puzzavano come fogne. Mi è arrivata una zaffata al naso e mi sono spostata subito controvento.
«Gli Scientologi, si sa, ha