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— Miranda Sharifi, lei è in arresto per violazioni all’Atto degli Standard Genetici, dalla Sezione 12 alla 34, che sostengono…

Lei li ignorò completamente. Passò oltre i quattro uomini come se non fossero stati nemmeno lì, con un improvviso fuoco che doveva essere una specie di scudo elettrico personale che le brillava attorno. Uno degli agenti cercò di afferrarla, emise un grido e si soste

Miranda li salì lentamente, pesantemente, con le lacrime che le scintillavano negli occhi scuri. Tre degli agenti la seguirono. Dopo un istante di stordimento sfrecciai anche io dietro di loro.

Drew Arlen era seduto nei freddi boschi novembrini su una sedia a rotelle elettrica. Miranda lo affrontò. Un debole vento fece fremere la quercia e le foglie morte frusciarono. Ne cadde qualcuna.

— Perché, Drew?

— Miri, non hai il diritto di scegliere per 175 milioni di persone. Non in una democrazia. Non senza che ci siano controlli ed equilibri. Leisha diceva…

— Kenzo Yagai lo ha fatto. Lui ha scelto. Ha creato l’energia a basso costo e ha cambiato il mondo in meglio.

— Avresti potuto bloccare il disgregatore di duragem. Non lo hai fatto. Sono morte delle persone, Miranda!

— Non quante ce ne sarebbero state se lo avessimo fermato. Non a lunga scadenza.

— Non era questa la tua motivazione! Volevi soltanto controllare la situazione! Voi Super, che non dovrete morire mai!

Sentii un rumore alle mie spalle. Non mi voltai. Quello cui stavo assistendo era più importante di qualsiasi rumore. Le accuse che Drew e Miranda si stavano scagliando reciprocamente erano le stesse famose domande con cui avevo lottato da quando avevo visto il Depuratore Cellulare a Washington: chi dovrebbe controllare la tecnologia radicale? Solo che loro ne stavano facendo un’arma privata, come gli i

E, senza ombra di dubbio, la tecnologia è darwiniana. Si diffonde. Si evolve. Si adatta. La più pericolosa spazza via quella meno adeguata.

L’ECGS aveva sperato di impedire che la tecnologia radicale cadesse nelle mani sbagliate. Ma Huevos Verdes erano le mani "giuste": le mani che utilizzavano la nano-tecnologia per rafforzare gli esseri umani, non per distruggerli. Questo era ciò che l’ECGS non riusciva ad ammettere. Non era compito loro giudicare, sostenevano: dovevano soltanto applicare la legge. Forse avevano ragione.

Qualcuno però, da qualche parte, in qualche momento, doveva giudicare, altrimenti saremmo finiti in una pura giungla darwiniana, tradotta in byte e assemblatori.

Quelli di Huevos Verdes avevano giudicato. Io, non convocando l’ECGS una seconda volta, lo avevo fatto insieme con loro. Non esisteva un modo chiaro per sapere se uno di noi aveva ragione.

Mi resi conto di tutto ciò, con quella tipica chiarezza che sopraggiunge in un momento di crisi corporea, mentre osservavo Drew Arlen e Miranda Sharifi farsi a brandelli nei freddi boschi.

Egli disse: — Tu non hai il diritto di portare avanti questo progetto. Non lo hai mai avuto. Non più di Jimmy Hubbley…

Lei ribatté: — Doveva trattarsi di "noi" non di "tu". Tu eri parte di tutto ciò.

— Non più.

— Perché sei caduto nelle mani di qualche scienziato pazzo. Dio, Drew, paragonare Jimmy Hubbley a "noi"…

— Allora sapevi di lui. E mi hai lasciato laggiù tutti questi mesi.

— No! Sapevamo della controrivoluzione, ma non specificatamente dove ti trovassi…

— Non ti credo. Avresti potuto trovarmi. Voi Super sapete fare tutto, no?

— Pensi che ti stia mentendo?

— Sì — rispose Drew. — Penso che tu stia mentendo.

— Ma "non" lo sto facendo. Drew… — Fu un grido di pura angoscia. Non riuscii a fissarla in volto.

— Avresti anche potuto fermare il disgregatore di duragem, vero? Sapevate che veniva da un laboratorio sotterraneo. Ma avete permesso che esso incoraggiasse il crollo sociale perché spianava meglio la strada al vostro progetto. Per i "vostri" piani. Non è vero, Miranda?

— Sì. Avremmo potuto bloccare il disgregatore.

— E non me lo hai detto.

— Avevamo paura… — si bloccò.

— Paura di cosa? Che lo avrei detto a Leisha? Alla stampa? All’ECGS?

Lei disse, con voce più calma: — Che è esattamente quello che hai fatto. Alla prima occasione che hai avuto. Ti abbiamo cercato, Drew, ma non siamo o

— Perché ho cominciato a pensare da solo. Di nuovo. Finalmente. E non è questo ciò che vogliono i Super, vero? Voi volete pensare per tutti noi e volete che noi vi obbediamo, senza porre domande. Perché voi sapete sempre cosa è meglio, non è così? Dio, Miranda, ma non ti "sbagli" mai?

— Sì — rispose lei. — Mi sono sbagliata su di te.

— Non sarà ancora per molto un problema per te.

Lei gridò: — Avevi detto di amarmi!

— Non più.

Continuarono a fissarsi. Non riuscivo a leggere il volto di Drew. Quello di Miranda si era fatto di pietra, le sue lacrime erano svanite. Aveva occhi che parevano laser.

Disse: — Io amavo "te". E tu non hai sopportato il fatto di essere inferiore. Ecco qual è il vero motivo del tuo tradimento. Jon aveva ragione. Non riesci davvero mai a capire. Nulla.

Drew non rispose. Il vento si alzò, sollevando un odore di acqua fredda. Dalla quercia caddero altre foglie. La betulla fremette. C’era sempre più rumore alle mie spalle. Non mi voltai.

Un agente dell’ECGS disse: — È in arresto, Miranda Sharifi, per violazioni a…

Lei gridò, proprio come se l’agente non avesse nemmeno parlato: — Non posso farci niente se so di più e penso meglio di te, Drew! Non posso fare a meno di essere quella che sono!

Egli ribatté, con voce instabile ma furiosa, nello stesso modo in cui fa

— Merda! — esclamò qualcuno. Mi voltai. Billy stava seduto a terra, abbacinato, tenendosi le mani sul petto. Il rumore era stato provocato da lui e A