Добавить в цитаты Настройки чтения

Страница 28 из 73

— Voleva…

Voleva appartenere di nuovo a se stesso.

Le forme scivolavano attorno alla mia carrozzella: gli stimoli subliminali balenavano dentro e fuori la coscienza del mio pubblico. I volti avevano abbassato completamente la guardia, dimentichi gli uni degli altri e perfino di me. Questo era il migliore concerto del Guerriero che avessi dato fino a quel momento. Lo sentivo.

Alla fine, quasi un’ora dopo, sollevai le mani. Avvertii il solito sfogo di sacro affetto per tutti loro. "Come un papa o un lama?" aveva chiesto una volta Miri, ma non era così. "Come un fratello" avevo risposto io e avevo visto farsi strada, nei suoi occhi scuri, il dolore. Suo fratello era stato ucciso al Rifugio. Avevo saputo che la mia risposta l’avrebbe ferita. Anche quella era una forma di potere e adesso ne provavo vergogna.

Era tuttavia anche la verità. In un momento, quando il concerto fosse terminato, quei Vivi sarebbero tornati a essere le stesse persone piagnucolanti, lamentose, inette e ignoranti di prima. Nel breve istante appena prima della fine del concerto, però, provavo una fratellanza che non aveva nulla a che fare con l’uguaglianza.

E non sarebbero tornati a essere esattamente quello che erano stati. Non completamente. I programmi informatici di Huevos Verdes lo avevano verificato.

— …indietro al suo regno.

La musica terminò. Le forme si fermarono. Le luci si accesero. Lentamente, i volti attorno a me si dissolsero in se stessi, prima strizzando gli occhi sbarrati, quindi ridendo, piangendo e abbracciandosi. Iniziò l’applauso.

Cercai l’uomo con l’amplificatore vocale. Non si trovava più nello stesso posto fra la folla. Non dovetti aspettare tuttavia a lungo per ritrovarlo.

— Andiamo dove è deragliato il treno, è solo a settecento metri di distanza. Lì c’è ancora più gente ferita che unità mediche, l’ho visto io! E non ha

Noi. Noi. Noi.

Ci fu confusione nella folla. Tuttavia un numero sorprendente di Vivi seguì il nuovo capo, smaniosi di fare qualcosa. Di essere eroi, che è il vero impulso nascosto della mente umana. Alcuni cominciarono a organizzare un angolo-ospedale. Altri se ne andarono ma, da dietro lo scudo ora reso opaco che mi permetteva di guardarli senza essere visto, notai che perfino i Vivi in partenza donavano giacche, camicie e coperte a favore dei feriti. La Congressista Sallie Edith Gardiner arrivò di fretta lungo la passerella per venirmi incontro.

— Be’, signor Arlen, è stato semplicemente meraviglioso…

— Lei non lo ha visto.

Non mi stava ascoltando. Fissava l’attività nella KingDome. — Che cos’è adesso "questo"?

Dissi: — Si sta

— Loro? Aiutare come?

Non risposi. Mi sentii improvvisamente stanchissimo. Avevo dormito solamente poche ore e avevo passato la notte precedente a visionare orrori fatti dall’uomo.

Come quella do

— Be’, possono anche smetterla subito con queste sciocchezze!

Si allontanò in tutta fretta. Restai a guardare ancora per qualche istante e poi andai a cercare il pilota, che aveva ovviamente giurato che non avrebbe mai più guidato un aeromobile. Questo era tuttavia successo prima che il deragliamento mostrasse che non c’era nulla che funzionasse bene. Avrei trovato comunque un modo per tornarmene a Seattle. All’aeroporto. A Huevos Verdes. E da lì a East Oleanta. C’erano delle cose che dovevo chiedere a Miranda, cose importantissime, cose che avrei dovuto chiedere molto tempo prima. E le avrei dette, io, Drew Arlen. Che ero stato il Sognatore Lucido molto prima di conoscere Miranda Sharifi.