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Se ne era appena andato che un’altra porta si aprì ed entro Gwen sorridendo ancora mezzo addormentata. Indossava una vecchia sciarpa sul capo, pantaloni stinti ed un informe giaccone verde con le maniche larghe. Dirk vide il luccichio del suo pesante braccialetto di argento e giada, attorno al. braccio destro. Un passo dietro di lei ve
Gwen si sedette. Quello con la barba rossa si piazzo davanti alla sedia in cui era seduto Dirk. «Io sono Garse Ferrogiada Janacek», disse. Gli offrì i palmi aperti. Dirk si alzò in piedi e glieli premette.
Dirk notò che Garse Ferrogiada Janacek portava una pistola laser alla cintola in un fodero di pelle posto su di una cintura d’argento a rete. Attorno all’avambraccio destro aveva un braccialetto nero, gemello con quello di Vikary… ferro e, pareva, pietraluce.
«Probabilmente sai chi sono», disse Dirk.
«Certo», rispose Janacek. Aveva un ghigno piuttosto malevolo. Entrambi si sedettero.
Gwen aveva già cominciato a masticare un biscotto. Quando Dirk si risedette, lei allungò una mano attraverso il tavolo e gli toccò la piccola spilla a forma di manta sul colletto e sorrise, come per uno scherzo segreto. «Vedo che tu e Jaan vi siete già trovati», disse lei.
«Più o meno», rispose Dirk e proprio in quel momento ritornò Vikary, con la mano destra avvolta goffamente attorno ai manici di quattro boccali di peltro, mentre con la sinistra teneva una brocca di birra scura. Depositò tutto al centro del tavolo, poi si avviò un’ultima volta verso la cucina per prendere piatti e posate, oltre ad una coppa di vetro piena di pasta dolce, gialla, che lui consigliò di spalmare sui biscotti.
Nel momento in cui si era allontanato, Janacek aveva spinto le caraffe attraverso il tavolo di fronte a Gwen. «Mesci», le disse, con un tono un po’ perentorio, poi rivolse ancora la sua attenzione a Dirk. «Mi si dice che lei è stato il primo uomo che la signora abbia mai conosciuto», disse mentre Gwen versava la birra. «Quando lei l’ha lasciata, la ragazza aveva un imponente numero di basse abitudini», disse, sorridendo freddamente. «Sarei quasi tentato di considerarmi insultato e di invitarla fuori per chiedere soddisfazione».
Dirk parve sconvolto.
Gwen aveva riempito tre delle caraffe con birra e con schiuma. Ne mise una di fronte al posto di Vikary, la seconda di fronte a Dirk e trasse un gran sorso dalla terza. Poi si passò il dorso della mano sulla bocca, sorrise a Janacek e gli diede la caraffa vuota. «Se hai deciso di spaventare il povero Dirk per via dei miei modi», lei disse, «allora io dovrei sfidare Jaan per tutti questi tremendi a
Janacek rivoltò il boccale vuoto tra le mani e guardò torvo. «Vacca-betheyn», disse con il più normale tono mondano. Poi si versò la birra da solo.
Vikary tornò un istante dopo. Si sedette, trasse un gran sorso dal suo boccale, poi cominciarono tutti a mangiare. Dirk scoprì presto che la birra a colazione gli piaceva. Anche i biscotti erano eccellenti, se spalmati con uno spesso strato di pasta dolce. La carne era un po’ asciutta.
Janacek e Vikary continuarono a fargli delle domande per tutto il tempo, mentre Gwen rimase seduta con l’aspetto un po’ stupito e non disse molto. I due Kavalar erano notevolmente diversi. Jaan Vikary parlava tutto piegato in avanti (era sempre a torso nudo ed ogni tanto sbadigliava e si grattava distrattamente) e manteneva un tono generale di gentile interessamento, sorridendo frequentemente e pareva molto più a suo agio di prima, sulla terrazza. Eppure a Dirk parve un atteggiamento studiato, come se fosse una persona tesa che cercasse di rilassarsi; anche la sua maniera di essere informale — i sorrisi, il grattarsi — pareva studiata e formale. Garse Janacek invece si sedeva in maniera più eretta di Vikary e non si grattava mai e parlava con tutte le formalità tipiche del manierismo Kavalar, però pareva più genuinamente rilassato, come se godesse delle restrizioni che la sua società gli imponeva e non avesse la minima intenzione di liberarsene. Parlava in un modo vivace ed abrasivo; sparpagliava insulti nello stesso modo in cui una mola sparpaglia scintille e la maggior parte erano diretti a Gwen. Anche lei gli rispondeva male, ma più debolmente; Janacek sapeva giocare meglio di lei. Il più delle volte pareva un casuale, simpatico dare ed avere, ma c’erano delle volte in cui a Dirk pareva di scorgere dell’ostilità autentica. Vikary era solito aggrottare la fronte ad ogni scambio.
Quando capitò a Dirk di parlare del suo viaggio su Prometeo, Janacek colse la palla al balzo. «Mi dica t’Larien», disse, «per lei gli Uomini Modificati sono umani o no?».
«Oh certo», disse Dirk. «Sono umani. Sono stati preparati dagli Imperiali Terrestri parecchio tempo fa, durante la guerra. I moderni Prometeani sono solo i discendenti delle antiche Truppe di Guerra Ecologica».
«Per la verità», disse Janacek, «io non sarei molto d’accordo con le sue conclusioni. I loro geni sono stati manipolati ad un tal punto che ha
«No», disse Dirk. «Ho già sentito il termine non-uomini. È termine comune su molti mondi, ma si intende quella parte di razza umana che ha subito delle mutazioni tali da non renderla più in grado di generare persone se si unisce al normale ceppo umano. I prometeani ha
«Perfino sulla Terra non c’è più la razza di tipo terrestre in questi ultimi secoli», interruppe Janacek. Poi alzò le spalle. «Non dovrei lasciarmi trasportare, che ne dice? Ad ogni modo la Terra è troppo lontana. Da noi le notizie arrivano che sono ormai vecchie di secoli. Continui».
«Be’, questa è la mia idea», disse Dirk. «Gli Uomini Modificati sono pur sempre uomini. Anche le classi più infime, le più grottesche, gli esperimenti falliti scartati dai loro chirurghi, anche quelli possono generare. Ecco perché li sterilizzano: ha
Janacek ingoiò una sorsata di birra e fissò Dirk con quei suoi occhi intensamente azzurri. «Così possono generare, lei dice». Sorrise. «Mi dica, t’Larien, negli a
Dirk arrossi e si trovò a fissare intensamente Gwen, come se la colpa di tutto fosse solo sua. «Non ho fatto il voto di castità in tutti questi a
Janacek concesse una risata a questa risposta e fissò Gwen. «Interessante», le disse. «Quest’uomo passa parecchi a
Il viso di Gwen fu alterato dalla rabbia; Dirk la conosceva ancora abbastanza bene da accorgersene. Però nemmeno Jaan Vikary pareva troppo soddisfatto. «Garse», disse infatti in tono minaccioso.
Janacek fece un ce
«Andrai fuori sulle lande, t’Larien?», chiese forte Vikary, strappando deliberatamente la conversazione dalle mani dell’altro Kavalar.
«Non lo so», disse Dirk, sorseggiando la sua birra. «Dovrei?».
«Ah, non ti perdonerei mai se tu non lo facessi», disse Gwen sorridendo.
«Be’, allora ci andrò. Che cosa c’è di tanto interessante?».
«L’ecosistema… si forma e muore, tutto nello stesso istante. L’ecologia è stata una scienza per gran tempo dimenticata qui sul Margine. Anche adesso i mondi esterni non vantano più di dodici eco-ingegneri esperti. Quando si decise per il festival, Worlorn ve
«Arkin ed io facciamo proprio uno studio su come sono andate le cose. Sono già un paio di a
«Gli animali che vengono da Kimdiss si sono rivelati particolarmente da
Gwen gli fece un gran sorriso. «Garse è inquieto perché pare che la banscea nera si stia a poco a poco estinguendo», disse a Dirk. «Per la verità è una vergogna. Su Alto Kavalaan le ha
«Ci sono tanti Kavalar che pensano alla banscea come ad una piaga e ad una minaccia», spiegò Jaan Vikary. «Nel suo habitat naturale uccide anche gli uomini ed i cacciatori di Rossacciaio, della Fortezza di Scianagate e di Braith considerano la banscea l’ultima cosa con cui giocare, ma c’è un’antica leggenda fin dal tempo di Kay Ferro-Fabbrio e del suo teyn Rolando Lupo-Giada. Si dice che stessero cacciando da soli un intero plotone di demoni sulle colline di Lameraan. Kay era caduto e Rolando, in piedi su di lui, stava sempre più indebolendosi, quando da dietro le colline ve
«Una bella storia», disse Dirk.