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Janacek rise. «La cosa va al di là della nostra storia», disse. «Kimdiss non ha fatto nessuna guerra, eppure è un mondo con le mani insanguinate. Quando Tober-nel-Velo attaccò Lupania, i manipolatori fornirono armi ad entrambe le parti. Quando la guerra civile scoppiò su di-Emerel, tra le urbanità il cui universo è costituito da un unico edificio ed i disaffezionati cercatori di stelle che erano impazienti di trovare più ampi orizzonti, Kimdiss si sentì chiamato in causa e diede i mezzi alle urbanità per vincere il conflitto in maniera conclusiva». Rise. «Per la verità t’Larien, ci sono anche delle voci che parlano di complotti Kimdissi fin dentro il Velo Tentatore. Si dice che furono i Kimdissi a mettere gli Angeli d’Acciaio e gli Uomini Modificati di Prometeo gli uni contro gli altri, che fecero deporre il Quarto Cuchulai
«No».
«Tu la approveresti», disse Janacek. «Si tratta di un credo pacifico e civile, estremamente complesso. Può servire per giustificare tutto, tra
Dirk si agitò a disagio sul sedile. «Vorresti dire che Ruark…».
«Io non dico niente», lo interruppe Janacek. «Trai tu stesso le tue conclusioni. Non è necessario che io ti fornisca le mie. Ho detto tutto questo una volta anche a Gwen Delvano, perché lei era la mia cro-betheyn ed io ero preoccupato. La cosa la diverti parecchio. La storia non significava niente, mi disse. Arkin Ruark era solo se stesso, non l’archetipo della storia degli altri mondi. Così mi informò. Lui era anche suo amico, mi fu detto, e mi spiegò questo vincolo, questa amicizia», disse la parola con voce acida, «era qualcosa che in qualche modo trascendeva il fatto che quello era un bugiardo ed un Kimdissi. Gwen mi disse di guardare la mia storia. Se Arkin Ruark doveva essere considerato un manipolatore solo perché era nato su Kimdiss, allora io ero un cacciatore di teste di falsuomini, solo perché ero Kavalar».
Dirk ci pensò un po’. «Lei aveva ragione, sai», disse tranquillamente.
«Ah! Davvero?».
«La sua argomentazione era giusta», disse Dirk. «Pare che avesse torto nella fiducia che aveva per Ruark, ma in generale…».
«In generale è meglio non fidarsi di tutti i Kimdissi», disse deciso Janacek. «Tu stesso sei stato tradito ed adoperato, t’Larie’n, eppure non hai ancora imparato. Sei molto simile a Gwen. Adesso basta».
Batté una nocca su di un video. «Siamo ormai vicini alle montagne. Non ci vorrà ancora molto».
Dirk aveva afferrato strettamente il fucile a laser. Si asciugò le mani sudate sui pantaloni. «Tu hai un piano?».
«Sì», disse Janacek, ghignando. Così dicendo si piegò in avanti, superando lo spazio che li divideva e tolse delicatamente di mano il laser a Dirk. «Un piano semplicissimo, per la verità», continuò, mettendo l’arma a terra con cura, lontana dalla sua portata. «Ti riconsegnerò a Lorimaar».