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«Sono stato maledettamente paziente», disse Dirk. «Capisco che queste sono cose che a te interessano moltissimo. È il tuo lavoro. Ma io voglio delle risposte e le voglio subito». Alzò una mano e conteggiò le domande sulle dita. «Chi è Lorimaar? Che cosa voleva? E perché io devo essere protetto da lui?».
Anche Gwen si alzò. «Dirk», disse lei. «Jaan si limita a fornirti le informazioni base che ti servono per capire. Cerca di non…».
«No!», Vikary la fece zittire con un ce
Dirk a
«Lorimaar alto-Braith ed altri del suo tipo erano il motivo per cui noi eravamo preoccupati, t’Larien. Le ragioni non sono facili da spiegare».
«Permetti», disse Gwen. «Dirk, ascolta. I Kavalari altolegati, la gente delle granleghe, si sono sempre rispettati l’uno con l’altro attraverso i secoli… Be’, ha
Dirk aggrottò la fronte. «Falsuomini? Lorimaar mi ha chiamato falsuomo. Pensavo che volesse dire qualcosa come non-uomo, più o meno».
«No», disse Gwen. «Non-uomo è un termine comune, mentre falsuomo è usato solo su Alto Kavalaan. Cambia-aspetto, li chiama la leggenda, licantropi e mentitori. Possono assumere qualsiasi forma, ma assumono preferibilmente quella di uomini e cercano di infiltrarsi nelle granleghe. Una volta dentro, travestiti da uomini, possono colpire in segreto ed uccidere.
«Questi altri superstiti — gli agricoltori, le famiglie delle montagne, i mutanti, gli sfortunati, gli altri esseri umani che stavano su Cavanaugh — questi erano i falsuomini, i licantropi. Loro non potevano arrendersi, perché le regole dell’altaguerra per loro non venivano applicate. I Kavalari li sterminarono, mai credendo che potessero essere umani. Erano considerati degli animali alieni. Dopo parecchi secoli, quelli che erano rimasti venivano cacciati per sport. Gli uomini delle granleghe cacciano sempre a due a due, teyn-e-teyn, in modo che ognuno dei due possa giurare sull’umanità del compagno quando fa
Dirk pareva atterrito. «E questa cosa va ancora avanti?».
Gwen si strinse nelle spalle. «Raramente. I Kavalari moderni ammettono lo sbaglio dei loro antenati. Ancor prima che ritornassero i viaggi spaziali, Ferrogiada e Rossacciaio, le coalizioni più progressiste, avevano bandito la caccia ai falsuomini. I cacciatori avevano un’usanza. Quando non volevano uccidere immediatamente un falsuomo, per una ragione qualsiasi, ma lo volevano tenere come loro preda personale per più tardi, lo segnavano come korariel e nessun altro lo poteva toccare, pena la possibilità di essere sfidato a duello. I Ferrogiada ed i Rossacciaio allora, andarono fuori a prendere tutti i falsuomini che potevano, li sistemavano nei villaggi e cercavano di riportarli ad un buon grado di civiltà, perché nel frattempo erano diventati selvaggi. Tutti quelli che prendevano venivano detti korariel. Ci fu anche una breve altaguerra per queste cose, Ferrogiada contro Scianagate. Vinse Ferrogiada e korariel assunse il nuovo significato di proprietà protetta».
«E Lorimaar?», domandò Dirk. «Che cosa c’entra lui?».
Lei sorrise maliziosamente; per un secondo gli fece venire in mente Janacek. «In ogni cultura ci sono cose dure a morire, cose credute vere, dogmatiche. Braith è la più conservatrice delle coalizioni e per lo meno un decimo di loro — secondo le stime di Jaan — crede ancora nei falsuomini. Si tratta soprattutto di cacciatori, che vogliono crederci a tutti i costi. Sono quasi tutti dei Braith. Lorimaar ed il suo teyn, oltre ad un pugno di altri kethi sono qui per cacciare. Il gioco è più vario che non su Alto Kavalaan e non c’è nessuno che li obblighi a seguire certe regole del gioco. Infatti qui non ci sono regole. I patti in vigore per il festival sono caduti parecchio tempo fa. Lorimaar può uccidere chiunque».
«Anche gli esseri umani», disse Dirk.
«Se riescono a trovarli», disse lei. «Larteyn ha venti abitanti, credo… ventuno con te. Noi ed un poeta chiamato Kirak Rossacciaio Cavis, che abita su di una vecchia torre d’osservazione ed un paio di regolari cacciatori di Scianagate. Gli altri sono Braith. Cacciano i falsuomini e fa
Gwen sorrise.
«E la cosa continua? Nessuno fa niente?».
Jaan Vikary incrociò le braccia. «Ti devo fare una confessione t’Larien», disse in tono grave. «Ti abbiamo mentito, ieri. Garse ed io, quando tu ci avevi chiesto perché fossimo qui. Per la verità, sono stato io a mentirti. Garse ti aveva detto per lo meno una parziale verità… dobbiamo proteggere Gwen. Lei è una che viene da altri mondi, non è una Kavalar ed i Braith la ucciderebbero volentieri dichiarandola un falsuomo, se non avesse la protezione di Ferrogiada. Lo stesso vale per Arkin Ruark, che non sa niente di tutto questo, nemmeno che ha la nostra protezione. Eppure è così. Anche lui è korariel di Ferrogiada.
«Comunque la ragione per cui siamo qui va al di là di queste motivazioni. Era una cosa vitale per me lasciare Alto Kavalaan nel momento in cui l’ho fatto. Quando ho assunto i miei aitinomi ed ho pubblicato le mie teorie, sono immediatamente diventato assai potente nel consiglio degli altolegati ed anche molto odiato. Molti uomini di religione ha
«Però, nello stesso tempo, ve
«Fino ad adesso non siamo ancora giunti ad un conflitto aperto. Viaggiamo in lungo ed in largo, visitiamo tutte le città, a cercare quelli che ancora abitano su Worlorn. Tutti quelli che troviamo li facciamo diventare korariel. Ne abbiamo trovati pochi… un bambino che viveva allo stato selvaggio, abbandonato durante il festival, alcuni Lupani che andavano attorno a Città di Haapala, un cacciatore di ferrocorni di Tara. A tutti ho dato un segno della mia stima», sorrise, «una piccola spilla di ferro fatta a forma di banscea. È una specie di segnale di preavviso, che serve a far capire ad un cacciatore che è troppo vicino a qualcosa che non deve cacciare. Se toccassero qualcuno che indossa la mia spilla, uno dei miei korariel, sarebbe un’offesa meritevole di un duello. Lorimaar può blaterare ed arrabbiarsi fin che vuole, ma non farebbe mai un duello con noi. Sarebbe la sua fine».
«Capisco», disse Dirk. Allungò una mano verso il colletto, aprì la piccola spilla di ferro e la gettò sul tavolo tra i resti della loro colazione. «Be’, è una cosa simpatica, ma ti puoi riprendere la tua spilla. Io non appartengo a nessuno. Ho badato a me stesso per tanto tempo e posso continuare a badare a me anche adesso».
Vikary si incupì. «Gwen», disse, «non lo puoi convincere che sarebbe più sicuro se…».
«No», disse lei decisa. «Apprezzo ciò che stai tentando di fare, Jaan, tu lo sai. Ma capisco ciò che prova Dirk. Non piace nemmeno a me di essere protetta e rifiuto di essere considerata proprietà». La sua voce fu secca, decisa.
Vikary la fissò senza speranza. «Benissimo», disse. Raccolse la spilla che Dirk aveva scartato. «Ti devo dire qualcosa t’Larien. Siamo stati più fortunati dei Braith a trovare la gente, perché noi abbiamo cercato nelle città, mentre loro va
«La loro preda era un uomo che indossava un aeroscooter e volava da solo sulla montagna». Sollevò la spilla a forma di banscea. «Senza di questa», disse, «ti avrebbe costretto ad atterrare o ti avrebbe abbattuto a colpi di laser, ti avrebbe rincorso in mezzo alla foresta e finalmente ti avrebbe ucciso». Si mise la spilla in tasca, fissò significativamente Dirk per un minuto e se ne andò.