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Anche l'uomo da lui protetto era giovane… e Miles si chiese se fosse il figlio di qualche grande lord. I suoi capelli lunghi, neri e lucidi erano raccolti in un'elaborata treccia, la pelle liscia era di colore olivastro e il volto era dominato da un naso aquilino; nel complesso, l'uomo non poteva avere più dell'età effettiva di Miles, ma si muoveva con la sicurezza di una persona matura.

– Ryoval – replicò il Barone Fell, con un ce

– Mi dispiace, Georish, ma temo di non avere il tuo occhio per queste cose – ribatté il Barone Ryoval, salutando i due ufficiali con il ce

Allontanando Miles dalla propria sfera di attenzione con una repentinità tale da esser quasi rumorosa, Ryoval indietreggiò con le mani sui fianchi e fissò l'abitante della bolla priva di gravità.

– Il mio agente non ha esagerato nel vantare il suo fascino – commentò.

Fell esibì un sorriso acido. Nicol si era allontanata… si era addirittura ritratta… quando Ryoval si era avvicinato, e adesso fluttuava dietro il suo strumento impegnata ad accordarlo… o almeno fingendo di esserlo, mentre il suo sguardo si spostava di continuo da Ryoval al salterio come se questo potesse creare una sorta di muro magico fra loro.

– Potresti chiederle di suonare… – cominciò Ryoval, ma fu interrotto dal trillare del suo comunicatore da polso. – Scusami, Georish – disse allora, e con aria leggermente a

– Sì, mio signore – rispose una voce sottile. – Sono il Direttore Deem, della Vendita e Dimostrazioni. Abbiamo un problema: quella creatura che la Casa Bharaputra ci ha venduto ha appena attaccato selvaggiamente un cliente.

Le labbra da statua greca di Ryoval si arricciarono in un ringhio silenzioso.

– Vi avevo detto di incatenarla con la lega di duralluminio.

– Lo abbiamo fatto, mio signore, e le catene ha

– Storditela.

– Lo abbiamo fatto.

– Allora punitela adeguatamente quando si sveglia. Un periodo sufficientemente lungo senza cibo basterà a soffocare la sua aggressività… il suo metabolismo è incredibile.

– E cosa facciamo con il cliente?

– Offritegli tutte le comodità che chiede… a spese della Casa.

– Io… credo che per parecchio tempo non sarà in condizione di apprezzare questo genere di cose. Adesso è nella clinica ed è ancora privo di sensi.

– Ordinate al mio medico personale di occuparsi di questo caso – sibilò Ryoval. – Penserò io al resto quando tornerò a terra, fra circa sei ore. Chiudo. Idioti – ringhiò, dopo aver interrotto di scatto la comunicazione, poi trasse un respiro controllato e si ricordò di colpo delle buone maniere come se avesse richiamato le informazioni ad esse relative da qualche banco di memoria interno. – Georish, ti prego di scusarmi per l'interruzione.

Fell agitò una mano con fare comprensivo, lasciando intendere che gli affari venivano prima di tutto.

– Come stavo dicendo, potresti farle suonare qualcosa? – chiese quindi Ryoval, acce

Fell incrociò le mani dietro la schiena, con un sorriso falsamente benevolo che gli brillava nello sguardo.

– Suonaci qualcosa, Nicol – disse.

La do

– Basta così! – esclamò Ryoval, sollevando una mano. – È esattamente come mi è stata descritta.

Nicol si arrestò con fatica nel bel mezzo di un passaggio e trasse un brusco respiro, chiaramente disturbata dall'impossibilità di poter eseguire il brano fino alla fine… la frustrazione dell'incompletezza artistica. Con gesti violenti infilò i martelletti nelle loro guaine appese ai lati dello strumento e incrociò entrambe le coppie di braccia; notandolo Thorne serrò le labbra e incrociò a sua volta le braccia in un'inconscia reazione al gesto di lei, cosa che indusse Miles a mordersi un labbro con un senso di disagio.

– Il mio agente ha riferito la verità – affermò intanto Ryoval.

– Allora ti avrà forse riferito anche il mio rincrescimento – commentò Fell, in tono asciutto.

– Lo ha fatto, ma lui non era autorizzato ad offrire più di un tetto massimo prestabilito… per una merce tanto unica non si può ricorrere che ad una trattativa diretta.

– Si dà il caso che a me piacciano le sue capacità esattamente dove vengono manifestate – dichiarò Fell. – E alla mia età il piacere è molto più difficile da ottenere del denaro.

– Verissimo. Tuttavia si potrebbero trovare altri piaceri sostitutivi e potrei procurarti qualcosa di davvero speciale e fuori catalogo.

– Mi riferivo alle sue capacità musicali, Ryoval, che sono più che speciali… sono uniche, genuine, non accentuate artificialmente in nessun modo. Capacità che non possono essere duplicate nei tuoi laboratori.

– I miei laboratori possono duplicare qualsiasi cosa – sorrise Ryoval, rispondendo all'implicita sfida.

– Tra

Ryoval allargò le mani in un cortese gesto di ammissione della validità di quel punto filosofico, e nell'osservarli Miles giunse alla conclusione che Fell non stava traendo piacere tanto dal talento musicale della quaddie quanto dal fatto di possedere qualcosa che il suo rivale desiderava acutamente comprare e che lui non aveva affatto bisogno di vendere. Avere il coltello dalla parte del manico era una cosa che dava una notevole soddisfazione e sembrava che perfino il famoso Ryoval stesse incontrando difficoltà a trovare un modo per rivoltare la situazione… e tuttavia se fosse riuscito a scoprire il prezzo di Fell, quale forza sul Gruppo Jackson avrebbe potuto salvare Nicol? Di colpo Miles si rese conto di sapere quale fosse il prezzo di Fell e si chiese se lo avrebbe capito anche Ryoval.

– Allora discutiamo la vendita di un campione di tessuto – propose questi, arricciando le labbra. – La cosa non la da

– Da

– Soltanto dopo un certo tempo – puntualizzò Ryoval. – Il tempo minimo per l'evoluzione di un clone maturo è di almeno dieci a

Interrompendosi, Ryoval arrossì ed acce

– Effettivamente – conve

– Non può vendere i suoi tessuti! – interve

Entrambi i baroni si girarono verso di lui come se fosse stato un pezzo di mobilio che aveva improvvisamente acquisito la parola… soltanto per usarla a sproposito, si disse Miles, sussultando interiormente.

– Può vendere il suo contratto – precisò Ryoval, esibendo una tolleranza appena superficiale, – ed è di questo che stavamo discutendo… in privato.

– Qui sul Gruppo Jackson – insistette Bel, ignorando quel velato avvertimento, – che differenza fa se parlate della vendita di un contratto anziché della vendita di una persona in carne ed ossa?

– Assolutamente nessuna – conve

– È assolutamente illegale!

– Illegale, mio caro… ah, lei è un Betano, vero? Questo spiega tutto. Illegale è ciò che il pianeta su cui ci si trova decide di definire tale, riuscendo al tempo stesso a far rispettare tali decisioni… e qui io non vedo nessun poliziotto betano che possa imporre a tutti noi la vostra particolare versione di moralità. Tu ne vedi, Fell?

Fell stava ascoltando con le sopracciglia inarcate, combattuto fra il sentirsi a

– Quindi – ritorse Bel, sussultando, – se adesso io estraessi un'arma e le fracassassi il cranio anche questo sarebbe perfettamente legale?

La guardia del corpo s'irrigidì, mentre il suo equilibrio e il suo bilanciamento fluivano in posizione di attacco.

– Lascia perdere, Bel – borbottò Miles, sottovoce. Ryoval stava però cominciando a godere del suo scontro verbale con il Betano.

– Lei non ha armi, ma a parte la legalità i miei dipendenti ha

Intanto il Barone Fell intercettò lo sguardo di Miles e acce

– È ora di muoverci, capitano – disse Miles. – Non siamo i soli ospiti del barone.

– Provate il buffet caldo – suggerì affabilmente Fell.

In maniera voluta ed evidente Ryoval si disinteressò del tutto di Bel e si rivolse a Miles.

– Se scenderete a terra, ammiraglio, venite a trovarci… perfino un Betano può trovare il modo di allargare gli orizzonti delle sue esperienze e sono certo che il mio personale potrebbe trovare qualcosa di interessante che rientri nelle vostre disponibilità economiche.

– Non più – rispose Miles. – Il Barone Fell ha già in mano la nostra carta di credito.

– Ah, un vero peccato. Forse al prossimo viaggio, allora – commentò Ryoval, voltando le spalle ad entrambi in modo da chiudere la conversazione.

Thorne non era però disposto a cedere.

– Non si può vendere un cittadino galattico laggiù – insistette, acce

Ryoval tornò a girarsi fingendo una sorpresa che era lungi dal provare.

– Chiedo scusa, capitano, ma me ne sono reso conto soltanto adesso… lei è un Betano, quindi deve essere un genuino ermafrodita genetico, il che significa che è a sua volta una notevole rarità. Potrei offrirle un impiego altamente istruttivo con una paga almeno doppia di quella che riceve attualmente… e non le sparerebbero neppure addosso. Le garantisco che sarebbe estremamente popolare, un'attrattiva di gruppo.