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– Il Barone Ryoval attende di poter parlare personalmente con te – spiegò Thorne.

– Mi chiedo se ha già controllato le sue celle frigorifere – commentò Miles, sistemandosi meglio davanti allo schermo visore. – Da quanto tempo lo stiamo facendo aspettare?

– Da meno di un minuto – rispose l'addetto alle comunicazioni.

– Hmm. Allora lasciamolo cuocere ancora un poco. Quali forze sono state lanciate al nostro inseguimento?

– Per ora ancora nessuna – riferì Murka.

Miles inarcò le sopracciglia nel sentire quelle notizie inattese, poi si concesse un momento per ricomporsi, desiderando di aver avuto il tempo di ripulirsi, di radersi e di indossare un'uniforme pulita prima di questo colloquio, cosa che gli avrebbe fornito un leggero vantaggio psicologico. Così come stavano le cose si dovette accontentare di grattarsi il mento irritato dalla barba e di passarsi le mani fra i capelli, contorcendo all'interno dei calzini umidi i piedi che arrivavano a stento al rivestimento del ponte. Abbassata leggermente la sedia della stazione di comunicazione raddrizzò la schiena più che poteva e controllò la respirazione.

– D'accordo – ordinò infine, – passatemi la comunicazione.

Lo sfondo un po' sfocato che circondava il volto apparso sullo schermo aveva un'aria vagamente familiare… certo, la Sala Operativa della sicurezza del Complesso Biologico Ryoval. A quanto pareva il Barone Ryoval era arrivato sul posto di persona, come promesso, e una sola occhiata al suo giovane volto incupito e contorto fu sufficiente a fornire tutte le altre informazioni mancanti. Miles incrociò le braccia ed esibì un sorriso i

– Buon giorno, barone. Cosa posso fare per lei? – chiese.

– Morire, razza di piccolo mutante! – esplose Ryoval. – Non troverai un bunker abbastanza profondo da poterti nascondere, perché metterò una taglia sulla tua testa e ogni cacciatore di taglie della galassia ti si appiccicherà addosso come una seconda pelle… non potrai mangiare né dormire in pace… ti farò…

Sì, il barone aveva senza dubbio visto le sue celle frigorifere, e da poco. L'atteggiamento di soave disprezzo da lui esibito durante il loro primo incontro era del tutto svanito, e tuttavia Miles rimase sconcertato dal contenuto delle sue minacce, perché da esse sembrava che il barone fosse impossibilitato a impedire loro di fuggire dallo spazio jacksoniano. Certo, la Casa Ryoval non possedeva una flotta spaziale, ma perché il barone non noleggiava una corazzata dalla Casa Fell e non li attaccava adesso? Quella era la mossa che Miles si era maggiormente aspettato e che più aveva temuto, e cioè che Ryoval, Fell e forse anche Bharaputra unissero le loro forze contro di lui per impedirgli di portare via le sue prede.

– Si può ancora permettere di assoldare dei cacciatori di taglie, adesso? – chiese in tono pacato. – Credevo che le sue disponibilità si fossero alquanto ridotte, anche se immagino che goda ancora dei servizi dei suoi specialisti in chirurgia.

Con il respiro affa

– È stato il mio caro fratello minore a suggerirti di farmi questo? – ringhiò.

– Chi? – fece Miles, genuinamente sorpreso. C'era dunque ancora un altro giocatore in quella partita…?

– Il Barone Fell.

– Io non… sapevo che foste imparentati – garantì Miles. – Fratello minore?

– Non sai mentire bene – replicò Ryoval. – Ero certo che ci doveva essere lui dietro a tutto questo.

– Dovrà chiederlo a lui personalmente – dichiarò Miles, sparando alla cieca, con la testa che gli girava per lo sforzo di rivedere tutte le sue valutazioni alla luce di questo nuovo dato. Da

– Avrò la tua testa per questo – stava intanto infuriando Ryoval. – Me la farò mandare congelata e chiusa in una scatola, poi la farò sigillare nella plastica e l'appenderò sul mio… anzi no, raddoppierò la ricompensa in denaro per l'uomo che ti porterà qui vivo, così potrai morire lentamente dopo aver subito infinite degradazioni…

Tutto considerato, Miles fu lieto che la distanza fra loro stesse aumentando alla massima velocità.

D'un tratto Ryoval interruppe la sua tirata e contrasse le scure sopracciglia in un'improvvisa espressione di sospetto.

– Oppure è stato Bharaputra ad assumerti? – domandò. – Per cercare di impedirmi di sfondare finalmente il suo monopolio biologico, invece di fondere le nostre attività come promesso?

– Suvvia – ribatté Miles, in tono strascicato, – perché Bharaputra dovrebbe organizzare un complotto contro il capo di un'altra Casa? Ha prove raccolte personalmente che dimostrino che la Casa Bharaputra è solita fare cose del genere? Oppure… chi ha ucciso il clone di suo fratello?

Finalmente tutti i collegamenti stavano andando al loro posto… dèi, a quanto pareva lui e la sua missione erano andati a cadere nel bel mezzo di una lotta di potere di complessità bizantina che durava da chissà quanto tempo. Nicol aveva parlato dei sospetti di Fell, ma aveva anche aggiunto che non era ancora riuscito a scoprire il responsabile dell'assassinio del suo giovane clone.

– Vuole che sia io a indovinare? – aggiunse.

– Lo sai da

A quel punto, Miles si rese conto che Ryoval non sapeva assolutamente nulla dell'effettiva natura della vera missione dendarii contro la Casa Bharaputra, e considerata l'atmosfera che sembrava regnare attualmente fra le varie case, sarebbe potuto passare molto tempo prima che chi le guidava si decidesse a discutere della cosa con gli altri… e quanto più tempo fosse passato tanto meglio sarebbe stato dal suo punto di vista. Lasciò deliberatamente affiorare un sorrisetto che in un primo tempo aveva acce

– Come, non vuol credere che si sia trattato di un mio personale colpo sferrato contro il commercio degli schiavi genetici? Un atto compiuto in onore della mia signora?

Questo riferimento a Taura non ve

– Fell o Bharaputra? – ruggì ancora Ryoval. – Credevi forse di nascondere un furto compiuto per conto dei Bharaputra perpetrando quest'insensata distruzione?

Furto? si chiese Miles, aumentando la propria attenzione. Di certo Ryoval non si stava riferendo a Taura… intendeva forse alludere a qualche campione di tessuti che la Casa Bharaputra si era mostrata intenzionata ad acquistare?

– Non è ovvio? – chiese in tono mielato. – Sabotando i suoi piani per prolungare la propria vita lei ha dato a suo fratello un movente, e inoltre ha preteso troppo dalla Casa Bharaputra, inducendola così a collaborare piazzando il suo super-soldato all'interno dei Laboratori Ryoval, dove io avrei potuto raggiungerlo. Le ha

Sollevando lo sguardo sullo schermo attraverso il velo delle ciglia, si accorse che il Barone Ryoval sembrava avere problemi di respirazione mentre troncava la comunicazione con un improvviso e violento colpo della mano.

Canticchiando pensosamente Miles andò finalmente a farsi una doccia.

Era nuovamente nella Sezione Navigazione e Comunicazioni… vestito con un'uniforme pulita, imbottito di saliciclati per i dolori e le ammaccature e con una tazza di caffè nero e bollente in mano come antidoto alla stanchezza… quando arrivò la chiamata successiva.

Lungi dall'inveire come aveva fatto il suo fratellastro, il Barone Fell rimase per un momento seduto in silenzio davanti allo schermo, limitandosi a fissare Miles. Questi si sentì bruciare sotto quell'esame e fu particolarmente felice di aver avuto la possibilità di ripulirsi. Dunque il Barone Fell si era infine accorto della scomparsa della sua quaddie? Oppure Ryoval gli aveva comunicato anche soltanto una parte delle roventi e paranoiche supposizioni da lui alimentate? Dalla Stazione Fell non era però stato ancora lanciato nessun inseguimento… avrebbero dovuto provvedere subito oppure rinunciarvi, altrimenti qualsiasi nave abbastanza veloce da avere un'accelerazione pari a quella dell'Ariel sarebbe risultata troppo leggera per reggere un confronto con i suoi armamenti… a meno che Fell non avesse intenzione di chiedere un favore al consorzio di Case che controllavano la stazione del punto di balzo. Un intero minuto trascorse permeato da quel pesante silenzio e Miles cominciò a sentirsi prossimo ad esplodere in risate incontrollabili. Per fortuna, alla fine Fell si decise a parlare.

– A quanto pare, Ammiraglio Naismith – esordì con voce tonante, – per caso o di proposito lei sta portando via qualcosa che non le appartiene.

Parecchie cose, rifletté Miles, ma se lo aveva capito bene Fell stava facendo riferimento soltanto a Nicol.

– Siamo stati costretti ad andare via molto in fretta – replicò in tono di scusa.

– Così mi ha

Il Capitano Thorne, che stava lavorando ai monitor dell'Ariel, sussultò sotto lo sguardo di Miles.

– Deduco che il prezzo a cui allude sia il segreto della tecnica di ringiovanimento betana – commentò questi.

– Esattamente.

– Ah… hum… – borbottò Miles, umettandosi le labbra, e infine concluse: – Non posso, barone.

– Comandante della stazione – ordinò Fell, girando la testa, – pronto a lanciare le navi per l'inseguimento.

– Aspetti! – gridò Miles.

– Intende ripensarci? – chiese Fell, inarcando le sopracciglia. – Bene.

– Non è che io non voglia dirglielo – dichiarò Miles, in tono disperato. – Soltanto, la verità non le sarebbe di nessuna utilità, proprio nessuna. Convengo comunque con lei sul fatto che le spetti una compensazione di qualche tipo, ed ho a disposizione un'altra informazione assai più preziosa che potrei scambiare con lei.

– Davvero? – fece il Barone Fell. Il suo tono di voce era neutro, ma la sua espressione era decisamente cupa.

– Lei sospetta il suo fratellastro Ryoval di aver assassinato il clone che aveva commissionato ma non è riuscito a trovare nessuna prova in proposito, vero?

Fell cominciò a mostrarsi leggermente più interessato.

– Né i miei agenti né quelli della Casa Bharaputra sono riusciti a trovare un collegamento con lui. Ci abbiamo provato.

– La cosa non mi sorprende, considerato che sono stati proprio gli agenti della Casa Bharaputra a commettere l'assassinio – replicò Miles. Del resto, era un'ipotesi plausibile.