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– Splendido – sbuffò il genetista, poi scosse stancamente il capo e trasse un respiro deciso. – Dio… non sono venuto qui per il denaro, ci sono venuto perché potevo svolgere ricerche che mi sarebbero state impossibili in qualsiasi altro posto, in quanto qui non sarei stato ostacolato da restrizioni legali retrograde. Sognavo grandi scoperte… ma è diventato un incubo e la libertà si è trasformata in schiavitù. Le cose che volevano che facessi…! Oh, è sempre possibile trovare qualcuno che per denaro sia disposto a tutto, ma si tratta di elementi mediocri. Questi laboratori sono pieni di individui mediocri, perché i migliori non possono essere comprati. Io ho realizzato cose uniche, che la Casa Bharaputra non intende sviluppare soltanto perché il profitto sarebbe troppo scarso, senza pensare a quante persone ne trarrebbero beneficio, e poi non conseguo nessun riconoscimento per il mio lavoro… ogni a

– Direi che sembra notevolmente frustrato – replicò Miles.

– La frustrazione mi ha svegliato da un lungo so

A grandi passi Canaba si diresse verso il muro e si arrestò con il volto verso di esso e la schiena rigida.

– Capisco – rispose Miles, grattandosi la testa con aria contrita, – e sarò lieto di trascorrere molte ore affascinanti ad ascoltare le sue spiegazioni… ma sulla mia nave, diretta lontano da qui.

– Mi rendo conto che lei è un uomo pratico, un soldato – commentò Canaba, con un sorriso distorto. – Bene, soltanto Dio sa quanto abbia bisogno di un soldato, adesso.

– La situazione è deteriorata fino a questo punto?

– È… successo all'improvviso. Credevo di avere tutto sotto controllo.

– Continui – sospirò Miles.

– C'erano sette complessi genetici sintetizzati. Uno di essi è una cura per un'oscura malattia enzimatica, e un altro aumenterà di venti volte la produzione di ossigeno delle alghe delle stazioni spaziali. Un altro è arrivato ai Laboratori Bharaputra dall'esterno, portato da un uomo… non abbiamo mai scoperto chi fosse in realtà, ma la morte lo ha seguito e il commando che gli dava la caccia ha ucciso in una sola notte anche parecchi miei colleghi che avevano lavorato al progetto, distruggendo tutti i documenti. Non l'ho mai detto a nessuno, ma prima che accadesse io avevo prelevato senza autorizzazione un campione di tessuto per studiarlo: non ho ancora svelato tutti i suoi misteri ma le posso garantire che si tratta di qualcosa di unico.

Nel rendersi conto di cosa fosse il campione di cui Canaba stava parlando Miles quasi soffocò per la sorpresa e indugiò a riflettere sulla bizzarra catena di circostanze che un a

– Complessivamente, quei sette composti rappresentano diecimila ore di tempo di ricerca, soprattutto mio ma anche di altri… il lavoro della mia vita… e fin dall'inizio avevo avuto l'intenzione di portarli con me. Per questo motivo li avevo riposti in un inserto virale, vincolati e latenti, e li avevo inoculati dentro un organismo… vivente – proseguì Canaba, con una sfumatura di esitazione. – Un organismo nel quale ritenevo che nessuno avrebbe mai cercato una cosa del genere.

– Perché non li ha semplicemente riposti nel proprio corpo? – domandò Miles, con irritazione. – Così non avrebbe potuto perderli.

– Io… non ci ho pensato – ammise Canaba, a bocca aperta per la sorpresa. – Una soluzione davvero elegante… perché non ci ho pensato? – Si portò una mano alla fronte, tastandola con perplessità come se stesse cercando dei difetti di funzionamento, poi tornò a serrare le labbra e aggiunse: – In ogni caso non avrebbe fatto differenza, perché avrei comunque avuto bisogno di… – S'interruppe e dopo un momento concluse: – Si tratta dell'organismo… della creatura.

E scivolò in un lungo silenzio.

– Fra tutte le cose che ho fatto – riprese poi, lentamente, – fra tutti i compiti ingrati che mi sono stati imposti in questo orribile posto, interrompendo le mie ricerche, questo è quello che più mi dispiace di aver svolto. È successo alcuni a

Vuoi dire che adesso è mia, pensò cupamente Miles.

– Dottore – disse però ad alta voce, – quanto più tempo trascorreremo qui tanto maggiore sarà il pericolo di compromettere l'intera operazione, quindi la prego di venire al punto.

– Sì… sì. Dunque, parecchi a

– Credevo che la Casa Ryoval fosse famosa per creare persone, o qualsiasi altra cosa, su ordinazione – interloquì Miles.

– Loro fabbricano schiavi, e sono estremamente specializzati. Inoltre il loro pacchetto clienti è sorprendentemente piccolo. Ci sono molti uomini ricchi e suppongo che ci siano anche molti uomini depravati, ma per essere un cliente della Casa Ryoval bisogna essere entrambe le cose, e la fascia in cui le due categorie si sovrappongono non è ampia come lei potrebbe credere. In ogni caso, il nostro contratto avrebbe dovuto portare ad una produzione su scala massiccia, decisamente al di fuori delle capacità di Ryoval: un certo governo sottoplanetario, posto sotto stretta pressione dai suoi vicini voleva che creassimo a suo beneficio una razza di super-soldati.

– Di nuovo? – commentò Miles. – Credevo che fosse già stato tentato, e più di una volta.

– Noi pensavamo di poterci finalmente riuscire, o almeno la gerarchia bharaputrana era disposta ad accettare il denaro del cliente. Il progetto ha però sofferto di troppi apporti diversi: il cliente, i nostri capi, i genetisti incaricati di elaborarlo, tutti avevano delle idee e premevano per metterle in pratica. Giuro che la cosa era destinata a fallire prima ancora di uscire dalla fase di progettazione astratta.

– Un super-soldato, progettato da un gruppo di ricerca. Dio santo, è una cosa che la mente si rifiuta di contemplare – affermò Miles, affascinato. – E cosa è successo?

– Parecchi di noi ha

– Cosa? – esclamò Thorne, sconvolto.

– C'erano anche altre idee… troppe… e vi giuro che non erano tutte mie.

– Avete mescolato geni umani e animali? – sussurrò Miles.

– E perché non avremmo dovuto? I geni umani sono stati uniti a quelli animali fin dai primordi della genetica, è stata quasi la prima cosa che si è tentata… l'insulina umana ricavata dai batteri e via dicendo. Finora nessuno aveva però osato fare l'operazione opposta ed io ho infranto la barriera, ho decifrato i codici genetici… all'inizio sembrava che tutto procedesse per il meglio ed è stato soltanto quando i primi esemplari ha

– Mi dica una cosa – chiese Miles, con voce soffocata. – In quel gruppo c'era qualche soldato che avesse esperienza in fatto di combattimenti?

– Suppongo che il cliente avesse a disposizione persone del genere, che ha

– Capisco - interloquì Thorne, con voce sommessa. – Stavano cercando di reinventare la recluta.

Miles gli scoccò un'occhiata rovente per indurlo a tacere, poi batté un colpetto sul proprio cronometro.

– Cerchiamo di evitare le interruzioni, dottore – disse.

Dopo una breve pausa di silenzio Canaba riprese il proprio racconto.

– Abbiamo approntato dieci prototipi, poi il cliente si è… ritirato dagli affari: ha perso la guerra…

– Perché non ne sono sorpreso? – borbottò Miles, sottovoce.

– … e ci ha tagliato i fondi, per cui abbiamo dovuto abbandonare il progetto prima di poter applicare quello che avevamo imparato dai nostri errori. Da allora nove dei dieci prototipi sono morti ed ora ne resta soltanto uno. Lo tenevamo qui nei laboratori a causa di certe difficoltà a… rivenderlo… ed io ho riposto nel suo corpo i miei complessi genetici, che sono ancora là. L'ultima cosa che intendevo fare prima di andarmene era di uccidere quella creatura come atto di misericordia… o di espiazione, se preferisce.

– E poi? – lo pungolò Miles.

– Alcuni giorni fa la creatura è stata improvvisamente venduta alla Casa Ryoval, che pare intendesse farne una nuova attrazione. Il Barone Ryoval colleziona ogni sorta di stranezze per la sua banca dei campioni di tessuti…

Miles e Bel si scambiarono un'occhiata significativa.

– Io non avevo idea che sarebbe stata venduta – stava intanto proseguendo Canaba, – e quando stamattina sono arrivato in laboratorio ho scoperto che era scomparsa. Non credo che Ryoval abbia idea del suo valore effettivo, comunque ora essa si trova nei suoi laboratori.

Miles decise che gli stavano insorgendo le prime avvisaglie del mal di testa, indubbiamente una sinusite dovuta al freddo.

– E cosa vorrebbe che noi soldati facessimo al riguardo? – chiese.

– Che troviate il modo di entrare là dentro, di uccidere la creatura e di recuperare i miei campioni di tessuti. Soltanto allora verrò con voi.

– Cosa dobbiamo prendere… entrambi gli orecchi e la coda? – ribatté Miles, sentendo lo stomaco che gli si contraeva.