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Kivrin portò le bambine accanto a Eliwys. Sulla soglia Lady Imeyne s'inginocchiò, ma Lady Yvolde eseguì soltanto un acce
Kivrin scoccò un'occhiata piena di desiderio all'inginocchiatoio di Lady Yvolde, ripensando alle imbottiture di plastica di cui era fornito il retro delle sedie della chiesa di St. Mary. Fino a questo momento non si era mai resa conto appieno di quale lusso esse fossero, e quando si rialzarono in piedi con la prospettiva di restare in quella posizione per tutta la messa comprese che anche le dure sedie di legno a cui erano attaccate le imbottiture erano in effetti un lusso.
Il pavimento era freddo e anche la chiesa era fredda, nonostante tutte le luci. Per lo più si trattava di lanterne di metallo disposte lungo le pareti e ai piedi della statua decorata di agrifoglio di Santa Caterina, e anche se un'alta candela giallastra era disposta fra la verzura su ciascuna finestra, l'effetto non era probabilmente quello che Padre Roche aveva voluto ottenere, perché le fiamme vivaci servivano soltanto a far apparire ancora più cupi e quasi neri i pa
Altre candele giallastre erano infilate nei candelabri d'argento su ciascun lato dell'altare e l'agrifoglio era stato ammucchiato davanti ad esse e lungo la sommità della parete divisoria, dove Padre Roche aveva disposto le candele di cera d'api di Lady Imeyne fra le piccole foglie spinose.
Pensando che la meticolosità con cui il prete aveva decorato la chiesa era tale che anche Lady Imeyne doveva essere soddisfatta dei risultati, Kivrin scoccò un'occhiata in direzione della vecchia.
Imeyne teneva il reliquiario fra le mani giunte ma i suoi occhi erano aperti e lei stava fissando la sommità della parete divisoria con la bocca serrata per la disapprovazione… Kivrin suppose che non era lì che lei avrebbe voluto fossero messe le candele, anche se era il posto più adatto perché in questo modo evidenziavano il crocifisso e l'affresco del Giudizio Universale, oltre a illuminare quasi tutta la navata.
Quelle candele avevano l'effetto di far apparire la chiesa diversa, più accogliente e più familiare, come quella di St. Mary la Vigilia di Natale. Il Natale precedente Dunworthy l'aveva portata ad assistere al servizio ecumenico. La sua intenzione era stata quella di andare alla messa di mezzanotte della Santa Chiesa Riformata per poter sentire la funzione in latino, ma aveva scoperto che la messa di mezzanotte era stata abolita perché al prete era stato chiesto di leggere il vangelo nel corso del servizio ecumenico ed aveva quindi anticipato la messa notturna alle quattro del pomeriggio.
Agnes aveva ricominciato ad armeggiare con la sua campanella e Lady Imeyne si girò a scoccarle un'occhiata rovente da sopra le mani piamente congiunte mentre Rosemund si protese oltre Kivrin per ingiungerle di fare silenzio.
— Non devi suonare la campanella fino alla fine della messa — mormorò Kivrin, chinandosi verso Agnes in modo che nessun altro potesse sentirla.
— Non l'ho suonata — sussurrò di rimando Agnes, in maniera tale da essere sentita per tutta la chiesa. — Il nastro è troppo stretto, vedi?
Kivrin non vedeva nulla del genere. In effetti, se si fosse concessa il tempo di legarla più stretta, la campanella non avrebbe tinti
Agnes doveva aver cercato di sfilarsi la campanella dal polso perché il nastro già sfilacciato si era serrato in un nodo piccolo e compatto che Kivrin tentò di allentare con le unghie, tenendo al tempo stesso d'occhio la gente alle sue spalle. Il servizio avrebbe infatti avuto inizio con una processione durante la quale Padre Roche e i suoi accoliti, se ne aveva, sarebbero avanzati lungo la navata portando l'acqua santa e intonando l'Asperges.
Alla fine Kivrin si arrese e tirò energicamente sui due lati del nodo, stringendolo in maniera tale da a
— Non lo rompere! — avvertì Agnes, con quel suo sussurro che tutti potevano sentire. Kivrin afferrò la campanella e la girò in fretta in modo che si venisse a trovare contro il palmo della bambina.
— Tienila in questo modo — sussurrò, chiudendo le dita di Agnes intorno ad essa, — e stringi.
Obbediente, Agnes serrò il pugnetto, poi Kivrin le fece piegare l'altra mano intorno al pugno in un'imitazione della posizione di preghiera.
— Continua a tenere stretta la campanella e non suonerà — disse, con un filo di voce.
Immediatamente Agnes si premette le mani contro la fronte in un atteggiamento di angelica devozione.
— Brava ragazza — approvò Kivrin, circondandola con un braccio e guardando di nuovo verso le porte della chiesa. Accorgendosi che erano ancora chiuse, trasse un sospiro di sollievo e si girò verso l'altare.
Padre Roche era fermo là, in piedi, vestito con una stola bianca ricamata e con un'alba di un bianco ingiallito con il bordo ancora più logoro del nastro di Agnes, e aveva in mano un libro. Era ovvio che aveva aspettato che lei finisse le sue manovre, così come era ovvio che era rimasto lì a guardare per tutto il tempo in cui lei si era occupata di Agnes, ma il suo volto non esprimeva rimprovero né impazienza. La sua espressione era del tutto diversa, e in qualche modo le ricordò d'un tratto quella del Signor Dunworthy, quando la stava guardando attraverso la sottile partizione di vetro.
Lady Imeyne si schiarì la gola con un suono che era quasi un ringhio e il prete parve riscuotersi. Consegnato il libro a Cob, che indossava un saio sporco e un paio di scarpe di cuoio troppo grandi per lui, si inginocchiò davanti all'altare, poi riprese il libro e cominciò la funzione.
Kivrin recitò le parole fra sé insieme a lui, pensandole in latino e sentendo l'eco della versione fornita dal traduttore.
— 'Cosa voi dite, O Pastori?' — recitò Padre Roche, cominciando il salmo responsoriale. — 'Parlate: diteci chi è apparso sulla terra.'
S'interruppe e si accigliò, guardando in direzione di Kivrin.
Ha dimenticato cosa deve dire, pensò lei, e scoccò un'occhiata ansiosa a Imeyne nella speranza che lei non si fosse resa conto che il brano non era finito, ma la vecchia aveva sollevato la testa e stava trapassando il prete con lo sguardo, la mascella serrata sotto la cuffia di seta.
Roche stava ancora fissando Kivrin con aria accigliata.
— 'Parlate, cosa avete visto?' — proseguì, e Kivrin esalò un sospiro di sollievo. — 'Diteci chi è apparso.'
Questo non era esatto, e Kivrin recitò silenziosamente il verso successivo, cercando di comunicarlo al prete con la forza della volontà.
— 'Abbiamo visto il Bambino appena nato…'
Roche non mostrò di aver notato il movimento delle sue labbra, anche se la stava guardando in piena faccia.
— 'Ho visto… — cominciò, e s'interruppe ancora.
— 'Abbiamo visto il Bambino appena nato' sussurrò Kivrin, e si accorse che Lady Imeyne si era girata verso di lei.
— 'E gli Angeli che cantano le lodi del Signore' — continuò Roche. Anche quella frase non era esatta, e subito Lady Imeyne tornò a concentrare sul prete il proprio sguardo carico di disapprovazione.
Senza dubbio il vescovo sarebbe stato informato di questo, come anche delle candele e dell'alba dal bordo logoro, e di chissà quali altri errori e infrazioni che il prete stava commettendo.
— 'Parlate, cosa avete visto?' — sillabò silenziosamente Kivrin, e di colpo il prete parve ritrovare il filo del discorso.
— 'Parlate, cosa avete visto??' — scandì con voce nitida. — 'Diteci della nascita di Cristo. Noi abbiamo visto il Bambino neonato e gli angeli che cantano le lodi del Signore.'
Iniziò quindi il Confiteor Deo e Kivrin lo sussurrò insieme a lui, cominciando a rilassarsi un poco quando il prete arrivò fino in fondo senza errori, anche se continuò a tenerlo attentamente d'occhio mentre lui si spostava verso l'altare per l'Orámus Te.
Padre Roche indossava un saio nero sotto l'alba ed entrambi davano l'impressione di essere stati un tempo di ricca fattura ma erano troppo corti per lui, tanto che quando il prete si chinò davanti all'altare Kivrin riuscì a vedere una buona decina di centimetri della sua logora calzamaglia marrone. Probabilmente alba e saio erano appartenuti al prete che lo aveva preceduto oppure erano stati accantonati dal cappellano di Lady Imeyne.
Il prete della Santa Chiesa Riformata aveva avuto indosso un'alba di poliestere, infilata su un maglione marrone e un paio di jeans, ed aveva garantito a Kivrin che la messa era assolutamente autentica anche se veniva tenuta a metà pomeriggio. L'antifona risaliva all'ottavo secolo, così le aveva detto, e le stazioni della via crucis con i loro macabri dettagli erano copie esatte di quelle esistenti a Torino. La chiesa era però stata convertita in un negozio di cartoleria e avevano dovuto usare un tavolo pieghevole come altare, mentre fuori il carillon della Torre Carfax era impegnato a demolire «Ve
— Kyrie eléison — recitò Cob, con le mani giunte.
— Kyrie eléison — ripeté Padre Roche.
— Christe eléison — disse Cob.
— Christe eléison — esclamò con entusiasmo Agnes.
Kivrin la zittì portandosi un dito alle labbra. Signore abbi pietà. Cristo abbi pietà, Signore abbi pietà.
Nel servizio ecumenico avevano usato il Kyrie, probabilmente in conseguenza di un patto che il prete della Santa Chiesa Riformata aveva stretto con il vicario pur di poter anticipare al pomeriggio la messa di mezzanotte, e il ministro della Chiesa del Mille
Adesso Padre Roche non sembrava avere più problemi. Recitò il gloria e il graduale senza esitazioni e cominciò il vangelo.
— Initium sancti Evangelii secundum Luke — disse, e cominciò a leggere faticosamente in latino. — 'Accadde in quei giorni che un decreto venisse emesso da Cesare Augusto di censire tutto il mondo.