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— Ma sono arrivati, Rosemund — protestò Agnes, correndole dietro. — Non vuoi vedere cosa ha
Era ovvio che a Rosemund non interessava vederlo, perché aveva ormai raggiunto l'asino che stava brucando un ciuffo d'erba affiorante fra la neve vicino al cancello del portico. Chinandosi, protese una manciata di avena sotto il muso dell'animale, ma esso manifestò un assoluto disinteresse e dopo un po' lei si raddrizzò con la mano sulla sua groppa e i lunghi capelli scuri che le nascondevano il volto.
— Rosemund! — strillò Agnes, rossa in volto per la frustrazione. — Non mi hai sentita? Sono arrivati!
L'asino spinse di lato l'avena con il muso e chiuse i denti gialli intorno ad un grosso ciuffo d'erba, ma Rosemund continuò ad offrirgli da mangiare.
— Rosemund — interve
— Sir Bloet mi avrà portato un regalo — rincarò Agnes.
Rosemund aprì le mani e lasciò cadere l'avena.
— Se ti piace tanto, perché non chiedi a nostro padre di lasciartelo sposare? — ribatté, e si incamminò verso il maniero.
— Io sono troppo piccola — replicò Agnes.
Kivrin pensò che anche Rosemund lo era, mentre afferrava Agnes per mano e si avviava dietro la ragazzina che le stava precedendo con passo rapido e con il mento alto, senza preoccuparsi di sollevare le lunghe go
Il gruppo dei visitatori era ormai nel cortile e Rosemund aveva già raggiunto la stia dei polli, quindi Kivrin accelerò il passo tirandosi dietro Agnes che era costretta a correre, e arrivarono così tutti nel cortile nello stesso momento. Una volta là Kivrin si arrestò per la sorpresa.
Si era aspettata un'accoglienza formale con la famiglia raccolta sulla porta, discorsi elaborati e saluti cortesi, invece ciò a cui si trovò davanti sembrava il primo giorno del trimestre all'università… tutti che trasportavano casse e scatole e si salutavano a vicenda con esclamazioni e abbracci parlando contemporaneamente e rìdendo… e nessuno si era accorto dell'assenza di Rosemund. Una do
I servi, che ovviamente avevano anche loro indosso i vestiti della festa, trasportarono in cucina parecchie ceste coperte e un'enorme oca, poi portarono i cavalli nelle stalle. Gawyn, ancora in sella a Gringolet, era proteso in avanti e stava parlando con Lady Imeyne.
— No, il vescovo è a Wiveliscombe — gli sentì dire Kivrin, ma Imeyne non parve contrariata, segno che lui doveva essere riuscito a recapitare il suo messaggio all'arcidiacono.
Imeyne si girò quindi per aiutare una giovane do
Kivrin cercò di capire chi fosse Sir Bloet in mezzo a tutta quella gente, ma c'erano almeno una mezza dozzina di uomini a cavallo, tutti con le briglie decorate in argento e il mantello bordato di pelliccia. Per fortuna nessuno di essi appariva decrepito e un paio erano decisamente presentabili. Si girò verso Agnes per farsi indicare Sir Bloet, ina la bambina era ancora nella stretta della do
— Sei così cresciuta che quasi non ti riconoscevo — commentò la do
Parecchi fra i nuovi venuti avevano i capelli rossi, compresa una do
Anche lui aveva i capelli rossi, come pure il più attraente dei visitatori più giovani, un uomo sul finire della ventina ma con il viso aperto e lentigginoso che aveva se non altro un'espressione piacevole.
— Sir Bloet! — strillò Agnes, e oltrepassò Kivrin per stringersi contro le ginocchia dell'uomo grasso.
Oh, no, gemette interiormente Kivrin. Aveva supposto che quel tizio grasso fosse il marito della zitella con i capelli rosa o della do
— Mi hai portato un regalo? — stava chiedendo Agnes, continuando a tirargli il bordo della tunica.
— Certo — rispose lui, guardando verso Rosemund, che era ancora intenta a parlare con le altre ragazze. — Per te e per tua sorella.
— Vado a chiamarla — si offrì Agnes, e saettò verso Rosemund prima che Kivrin potesse fermarla, mentre Bloet le andava dietro con passo pesante.
Le altre ragazze ridacchiarono e si ritrassero al suo avvicinarsi, e dopo aver scoccato ad Agnes un'occhiata omicida Rosemund si costrinse a sorridere e a protendere la mano.
— Buon giorno, signore, e sii il benvenuto — disse.
Il suo mento era sollevato il più in alto possibile e sulle sue guance pallide c'erano due chiazze di rossore febbrile, ma a quanto pareva Sir Bloet interpretò quei segni come una manifestazione di timidezza e di eccitazione.
— Di certo — commentò, prendendo le piccole dita di lei nelle proprie mani grasse, — a primavera non saluterai più tuo marito con tanta formalità.
— È ancora inverno, signore — ribatté lei, arrossendo ancora di più.
— Ma la primavera arriverà molto presto — rise Bloet, mettendo in mostra i suoi denti marrone.
— Dov'è il mio regalo? — chiese Agnes.
— Non essere tanto avida, Agnes — la rimproverò Eliwys, venendo a fermarsi in mezzo alle sue figlie. — Non si accolgono gli ospiti chiedendo loro dei doni — aggiunse, rivolgendo un sorriso a Sir Bloet… se davvero temeva quel matrimonio non lo stava certo dando a vedere e appariva più rilassata di come Kivrin l'avesse mai vista.
— Avevo promesso un regalo alla mia futura cognata — dichiarò Bloet, infilando una mano nella cintura troppo stretta e tirando fuori un piccolo sacchetto di stoffa, — e alla mia fidanzata un dono nuziale — aggiunse, armeggiando con i lacci del sacchetto e tirando fuori una spilla decorata da pietre preziose. — Un nodo d'amore per la mia sposa — spiegò, aprendone la chiusura. — Dovrai pensare a me ogni volta che la porterai.
E ve
— Rubini! — esclamò Eliwys, in tono deliziato. — Non ringrazi il tuo fidanzato per questo dono generoso, Rosemund?
— Ti ringrazio per la spilla — affermò Rosemund, con voce atona.
— Dov'è il mio regalo? — strillò Agnes, saltellando ora su un piede ora sull'altro mentre il nobile infilava di nuovo la mano nel sacchetto e tirava fuori qualcosa che te
— È una campanella! — strillettò Agnes, deliziata, tenendola in alto e scuotendola. In effetti era una campanella rotonda d'ottone come quelle delle slitte per cavalli, con un cappio di metallo alla sommità.
Agnes insistette quindi perché Kivrin l'accompagnasse nella stanza di Rosemund per prendere un nastro da passare nel cappio di metallo in modo da poter indossare la campanella intorno al polso come un bracciale.
— Mio padre mi ha portato questo nastro dalla fiera — spiegò, tirandolo fuori della cassapanca in cui erano stati riposti i vestiti di Kivrin. Il nastro in questione era tinto in maniera irregolare ed era così rigido che Kivrin ebbe difficoltà a farlo passare nel buco… perfino i nastri più economici in vendita da Woolworth o anche quelli di carta usati per incartare i regali di Natale erano migliori di questo, pure considerato tanto prezioso.
Kivrin infine riuscì a legarlo intorno al polso di Agnes e tornarono insieme dabbasso, scoprendo che l'andirivieni e la confusione si erano spostati all'interno, con i servitori che trasportavano casse e coltri da letto e quelle che avrebbero potuto essere versioni primitive di borse di stoffa nella sala. Kivrin si rese conto che non avrebbe dovuto preoccuparsi che Sir Bloet potesse portarla via di lì, dal momento che dava l'impressione di essere venuto da loro per svernare.
Ed era anche stata sciocca a preoccuparsi che la sua sorte potesse essere oggetto di discussione, considerato che nessuno la degnava sia pure di un'occhiata e che continuò ad essere ignorata anche quando Agnes insistette per andare a mostrare il suo bracciale alla madre. Eliwys era immersa in una conversazione con Bloet, Gawyn e l'uomo attraente che doveva essere un figlio o un nipote di Bloet… e dal modo in cui si stava torcendo le mani di nuovo era chiaro che le notìzie da Bath dovevano essere spiacevoli.
In fondo alla sala, Lady Imeyne stava invece parlando con la do
Kivrin approfittò della rumorosa confusione presente nella sala per separare Rosemund dalle altre ragazze e chiederle di identificare per lei gli ospiti. L'uomo pallido era il cappellano di Sir Bloet, cosa che lei aveva già più o meno dedotto, mentre la do
Il che spiegava, naturalmente, perché stesse per sposare proprio una bambina, apparentemente con l'approvazione di tutti. Nel 1320 il portare avanti una dinastia era la preoccupazione dominante, e quanto più la do
La zitella con gli sbiaditi capelli rossi era… orrore degli orrori… la famosa Lady Yvolde, la sorella non sposata di Bloet. Yvolde viveva a Courcy con il fratello e nel guardarla inveire contro la povera Maisry perché aveva fatto cadere un cesto, Kivrin si accorse che aveva alla cintura un mazzo di chiavi, il che significava che era lei a dirigere la casa, o almeno lo avrebbe fatto fino a Pasqua. La povera Rosemund non avrebbe avuto la minima possibilità di vincere quella battaglia.
— Chi sono gli altri? — chiese ancora Kivrin, sperando che in mezzo a loro ci fosse almeno un possibile alleato per la ragazza.
— Servitori — replicò lei, come se fosse una cosa ovvia, e tornò di corsa dalle altre ragazze.