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— Ho caldo — esclamò Colin, serrandosi drammaticamente la gola. — Non riesco a respirare.

L'infermiera indietreggiò di un passo, sconcertata, sballottando il vassoio.

— Non si allarmi — interve

Sorridendo, Colin mise a nudo senza paura il braccio per il prelievo del sangue, poi ripose il maglione nella sacca e si infilò la giacca ancora umida mentre Dunworthy si faceva a sua volta prelevare il sangue.

— La Dottoressa Ahrens ha detto che non c'è bisogno che aspettiate i risultati delle analisi — avvertì l'infermiera, prima di andarsene.

Dunworthy si mise il cappotto, raccolse la borsa della spesa di Mary e precedette Colin lungo il corridoio e fuori del Pronto Soccorso. Mary non si vedeva da nessuna parte, ma aveva mandato a dire loro che non era necessario che aspettassero, e lui si sentiva improvvisamente così stanco da non reggersi in piedi.

Quando uscirono scoprirono che stava facendo giorno e che pioveva ancora. Dunworthy esitò per un momento sotto il portico dell'ospedale, chiedendosi se fosse il caso di chiamare un taxi… però non aveva nessun desiderio di vedere Gilchrist presentarsi per i suoi esami del sangue mentre loro stavano aspettando e di sentire ancora una volta i suoi piani per mandare Kivrin nel periodo della Morte Nera o alla Battaglia di Agincourt, quindi cercò l'ombrello pieghevole nella borsa di Mary e lo aprì.

— Grazie a Dio è ancora qui! — esclamò Montoya, sopraggiungendo in bicicletta e arrestandosi con uno spruzzo di pioggia. — Devo trovare Basingame.

È quello che stiamo cercando di fare tutti, pensò Dunworthy, chiedendosi dove fosse stata l'archeologa durante tutte le conversazioni telefoniche che si erano svolte su quell'argomento. Intanto Montoya scese dalla bicicletta, la spinse in uno spazio dell'apposito parcheggio e chiuse il lucchetto.

— Riesce a crederci? — dichiarò. — La sua segretaria ha detto che nessuno sa dove si trovi.

— Ci credo — replicò Dunworthy, — perché ho cercato di rintracciarlo per la maggior parte della giornata di oggi… di ieri. È in vacanza in Scozia, da qualche parte, ma nessuno sa con esattezza dove. Secondo la moglie è andato a pescare.

— In questo periodo dell'a

Dunworthy scosse il capo.

— Questo è ridicolo! Io mi prendo un sacco di fastidi per convincere il Consiglio Sanitario Nazionale a permettermi di accedere ai miei scavi e Basingame è in vacanza! — protestò Montoya, poi infilò la mano nell'interno dell'impermeabile e tirò fuori un fascio di fogli colorati. — Ha

— Dovrebbe arrivare fra poco per gli esami del sangue — la informò Dunworthy. — Se dovesse riuscire a rintracciare Basingame lo avverta che deve tornare immediatamente perché qui abbiamo una quarantena, non sappiamo dov'è finito il nostro storico e il tecnico è troppo malato per dircelo.

— A pescare — borbottò Montoya, in tono disgustato, dirigendosi verso il pronto soccorso. — Se i miei scavi si rovinera

— Vieni — disse Dunworthy a Colin, ansioso di andarsene prima che arrivasse qualcun altro. In un primo tempo cercò di tenere l'ombrello in modo da coprire anche il ragazzo ma ben presto ci rinunciò, perché Colin a tratti lo precedeva con passo deciso, riuscendo a centrare quasi ogni pozzanghera, e a tratti si attardava a guardare qualche vetrina.

Per strada non c'era nessuno, però Dunworthy non avrebbe saputo dire se la cosa dipendeva dalla quarantena o dall'ora. Pensò che forse stavano dormendo ancora tutti e che sarebbero riusciti a entrare senza farsi notare e ad andare subito a letto.

— Credevo che ci fosse più agitazione — commentò Colin, in tono deluso. — Sirene e cose del genere.

— E carretti carichi di morti che girano per le strade mentre i monatti gridano «Portate fuori i vostri morti?» — chiese Dunworthy. — Saresti dovuto andare con Kivrin. Nel medioevo le quarantene erano molto più eccitanti di quanto probabilmente lo sarà questa, con quattro casi appena e un vaccino in arrivo dagli Stati Uniti.

— Chi è Kivrin? — domandò Colin. — Sua figlia?

— È la mia allieva, ed è appena andata nel 1320.

— Un viaggio nel tempo? Apocalittico!

Intanto svoltarono l'angolo della High con la Broad,

— Il medioevo — mormorò Colin. — È l'epoca di Napoleone, vero? E di Trafalgar e di tutto il resto.

— È il periodo della Guerra dei Cent'A

— E le Crociate?

— Le Crociate sono avvenute un po' prima.

— È quello il periodo in cui vorrei andare — dichiarò Colin.

Intanto erano arrivati alle porte di Balliol.

— Ora non fare rumore — avvertì Dunworthy, — perché tutti stara

Non c'era nessuno in portineria e nessuno nel cortile principale. Nella sala comune c'erano le luci accese… probabilmente i suonatori di campane stavano facendo colazione… ma la sala professori era al buio e così anche l'ala Salvin. Se fossero riusciti a salire le scale senza incontrare nessuno e senza che Colin a

— Shh — sibilò in tono di ammonimento, girandosi verso Colin, che si era fermato nel cortile per tirare fuori la gomma da masticare ed esaminarne il colore, adesso di un nero tendente al porpora. — Non voglio svegliare tutti — avvertì, con un dito sulle labbra, e nel girarsi andò a sbattere contro una giovane coppia ferma sulla soglia.

I due avevano indosso l'impermeabile e si stavano abbracciando con fervore, tanto che il giovane non parve neppure accorgersi dell'avvenuta collisione; la ragazza, che aveva corti capelli rossi e indossava un'uniforme da allieva infermiera, si liberò però dal suo abbraccio con espressione spaventata. Il giovane era William Gaddson.

— Il suo comportamento è sconveniente sia dal punto di vista del luogo che dell'ora — lo rimproverò Dunworthy, in tono severo. — Nel collegio sono manifestamente proibite le effusioni sentimentali in pubblico, comportamento sconsigliabile anche in vista del fatto che sua madre potrebbe essere qui da un momento all'altro.

— Mia madre? — ripeté Gaddson, con lo stesso sgomento provato da Dunworthy quando aveva visto la do

— Infatti, ma l'amore materno non conosce confini. Era preoccupata per la sua salute… e considerate le circostanze lo sono anch'io — ribatté Dunworthy, fissando con espressione accigliata tanto William quanto la giovane do

— Prepararmi? — Adesso William appariva veramente sconvolto. — Intende dire che si fermerà qui?

— Temo che non abbia alternative, visto che è in corso una quarantena.

In quel momento sulla scala si accesero improvvisamente le luci e sopraggiunse Finch.

— Grazie al cielo è qui, Signor Dunworthy! — esclamò, agitando un fascio di carte che aveva in mano. — Il Centro Sanitario Nazionale ci ha appena mandato altre trenta persone. Ho spiegato che non avevamo più spazio ma non mi ha

— La carta igienica — sospirò Dunworthy.

— Sì! — confermò Finch, brandendo le carte, — ed anche le scorte alimentari. Soltanto stamattina abbiamo consumato metà delle uova e della pancetta.

— Uova e pancetta? — ripeté Colin. — Ce ne sono ancora?

Finch lo fissò con espressione interrogativa, spostando poi lo sguardo su Dunworthy.

— È il nipote della Dottoressa Ahrens — spiegò questi, e prima che Finch potesse ricominciare con la sua litania aggiunse: — Si sistemerà nel mio alloggio.

— Bene, perché semplicemente non posso trovare spazio ad un'altra persona.

— Siamo stati entrambi svegli per tutta la notte, Signor Finch, quindi…

— Ecco la lista delle scorte di viveri aggiornata a questa mattina — lo interruppe Finch, porgendogli un foglio azzurro un po' umido. — Come può vedere…

— Signor Finch, apprezzo la sua preoccupazione per le scorte di viveri, ma sono certo che la cosa possa aspettare finché…

— E questa è la lista delle telefonate che ha ricevuto, con un asterisco che contrassegna le persone che deve richiamare. Qui c'è invece un elenco dei suoi appuntamenti. Il vicario desidera che domani lei si trovi a St. Mary alle sei e un quarto per ripassare il servizio della Vigilia.

— Richiamerò queste persone, ma dopo che…

— La Dottoressa Ahrens ha telefonato due volte. Voleva sapere se ha scoperto qualcosa riguardo ai suonatori di campane.

Dunworthy si arrese.

— Sistemi i nuovi arrivati a Warren e Basevi, tre per stanza. Ci sono brande di riserva nella cantina.

Finch aprì la bocca per protestare, ma Dunworthy lo preve

— Dovra

Si girò quindi verso William, le cui mani stavano armeggiando sotto l'impermeabile dell'allieva infermiera.

— Signor Gaddson, procuri un taxi alla sua complice e poi rintracci tutti gli studenti che sono rimasti qui per le vacanze e chieda a ciascuno di loro se si è recato negli Stati Uniti durante la scorsa settimana o se ha avuto contatti con qualcuno che ci sia stato. Quando ha finito mi faccia una lista. Lei non ha visitato di recente gli Stati Uniti, vero?

— No, signore — replicò lui, ritraendo le mani dall'infermiera. — Sono rimasto qui per tutte le vacanze a leggere Petrarca.

— Ah, sì, Petrarca — commentò Dunworthy. — Chieda agli studenti se sa

— Grazie, signore — rispose William. — Per me questo significherebbe molto.

— Ora, Signor Finch, mi vuole dire dove posso trovare la Signora Taylor?