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— Inoltre Kivrin è ben preparata — aggiunse Mary. — Tu l'hai istruita ed io ho trascorso tutto l'ultimo mese in Infermeria per fornirle le necessarie difese fisiche. Adesso è protetta contro il colera e il tifo e qualsiasi altra malattia esistente nel 1320… fra cui tra parentesi non figura la peste che tanto ti preoccupa, in quanto in Inghilterra non ci sono stati casi di Morte Nera fino a quando essa vi è giunta nel 1348. Per ulteriore precauzione le ho rimosso l'appendice ed ho incrementato il suo sistema immunitario somministrandole antivirali a spettro totale, e le ho tenuto un breve corso di medicina medievale. Oltre a questo lei ha svolto parecchio altro lavoro per conto suo… durante la sua degenza in infermeria ha studiato le erbe medicinali.
— Lo so — a
Riportò lo sguardo oltre la partizione di vetro. Latimer aveva raccolto lo scrigno per la terza volta per poi tornare a posarlo, mentre Montoya continuava a scrutare con impazienza il cronometro da polso e il tecnico batteva sui tasti con aria aggrondata.
— Avrei dovuto rifiutare di assisterla — borbottò. — L'ho fatto soltanto per mettere in evidenza la mancanza di competenza di Gilchrist.
— Sciocchezze — ribatté Mary. — Lo hai fatto perché lei è Kivrin. Quella ragazza è com'eri tu… intelligente, piena di risorse e decisa.
— Io non sono mai stato così avventato.
— Certo che lo eri. Mi ricordo ancora di quella volta che eri impaziente di andare ad assistere al bombardamento su Londra e di farti scaricare nugoli di bombe sulla testa. E mi pare di rammentare un certo incidente relativo alla vecchia Biblioteca Bodleiana…
La porta della stanza di preparazione si spalancò e dalla soglia sbucarono Gilchrist e Kivrin, che si sollevò le lunghe go
Dunworthy si alzò in piedi, pronto a picchiare ancora contro il vetro non appena lei avesse guardato nella sua direzione, ma la ragazza si fermò in mezzo all'ammasso di oggetti con il volto ancora parzialmente girato dall'altra parte, e abbassò lo sguardo sui segni tracciati sul pavimento, portandosi un poco più avanti e assestandosi intorno alla figura le lunghe go
Intanto Gilchrist si avvicinò a Badri, gli disse qualcosa e raccolse un blocco magnetico per appunti posato sulla consolle, cominciando a spuntare le voci che vi erano segnate con tratti decisi di una pe
In quel momento Kivrin disse qualcosa, indicando il cofanetto dai bordi di ottone e Montoya si raddrizzò con impazienza sulla persona, smettendo di sbirciare da sopra la spalla di Badri per avvicinarsi alla ragazza scuotendo il capo. Kivrin insistette con maggiore decisione e alla fine Montoya si inginocchiò e spostò l'oggetto più vicino al carro.
Dopo aver spuntato un'altra voce dal suo elenco, Gilchrist impartì un ordine a Latimer, che andò a prendere una piatta scatola di metallo e gliela porse; quando fu munito della scatola, Gilchrist disse qualcosa a Kivrin, che subito unì davanti al petto i palmi delle mani e chinò il capo su di essi, cominciando a parlare.
— Si sta esercitando a pregare? — domandò Dunworthy. — Le sarà utile, dal momento che l'aiuto di Dio sarà il solo su cui potrà fare affidamento in questa transizione.
— Sta
— Quale impianto?
— Si tratta di uno speciale registratore miniaturizzato che le permetterà di a
— Avresti dovuto inserire anche un localizzatore, in modo che potesse chiedere aiuto.
Dopo aver armeggiato con la piatta scatola di metallo, Gilchrist scosse il capo e spostò un po' più in alto le mani giunte di Kivrin; quel movimento fece scivolare all'indietro le maniche troppo lunghe, rivelando su una mano della ragazza un taglio da cui scendeva una sottile linea scura di sangue secco.
— C'è qualcosa che non va — avvertì Dunworthy, girandosi verso Mary. — È ferita.
Intanto Kivrin aveva ripreso a parlare con le mani giunte e Gilchrist stava a
— Non è ancora partita e già ha
Accostatosi al pa
— Signor Dunworthy, Dottoressa Ahrens — salutò, indirizzando a Mary un ce
— Cosa è successo a Kivrin? — domandò Dunworthy.
— Successo? — ripeté Gilchrist, in tono sorpreso. — Non so cosa lei voglia dire.
Nel frattempo Kivrin si stava avvicinando a sua volta alla partizione, tenendo le go
— Voglio parlare con lei — tempestò Dunworthy.
— Temo che non ce ne sia il tempo — ribatté Gilchrist. — Abbiamo un orario da rispettare.
— Esigo di parlarle.
Gilchrist arricciò le labbra in una smorfia che fece apparire due linee bianche sui lati del suo naso.
— Posso ricordarle, Signor Dunworthy — replicò con estrema freddezza, — che questa transizione è gestita da Brasenose e non da Balliol? Naturalmente apprezzo l'assistenza che lei ci ha fornito prestandoci il vostro tecnico e rispetto i suoi numerosi a
— Allora perché la vostra inviata si è ferita ancora prima di partire?
— Oh, Signor Dunworthy, sono così contenta che sia venuto — interve
Eccitante.
— Stai sanguinando — ribatté Dunworthy. — Cosa ti è successo?
— Nulla — replicò Kivrin, toccandosi con cautela la tempia e guardandosi poi le dita. — Fa parte del travestimento — spiegò, poi spostò lo sguardo su Mary e aggiunse. — Dottoressa Ahrens, sono felice che sia qui anche lei.
Mary si era alzata in piedi, con la borsa della spesa ancora stretta in mano.
— Voglio vedere il punto dell'inoculazione antivirale — disse. — Hai avuto altre reazioni a parte il gonfiore? Senti prurito?
— È tutto a posto, Dottoressa Ahrens — garantì Kivrin, tirando indietro la manica e lasciandola ricadere prima che Mary potesse dare una buona occhiata alla parte inferiore del suo braccio. Sull'avambraccio della ragazza spiccava comunque un altro livido rossastro che si stava già tingendo di azzurro e di nero.
— Mi sembra più pertinente chiederle perché sta sanguinando — insistette Dunworthy.
— Fa parte del travestimento, gliel'ho già detto. Io sono Isabel de Beauvrier e si suppone che sia stata assalita dai briganti mentre ero in viaggio — spiegò Kivrin, girandosi e indicando le casse e il carro rovesciato. — Le mie cose sono state rubate e sono stata abbandonata per morta. È stato lei a darmi quest'idea, Signor Dunworthy — concluse, in tono di rimprovero.
— Non ho certo suggerito che tu partissi coperta di sangue e di lividi — ritorse Dunworthy.
— Il sangue finto non era una soluzione pratica — interve
— E non le è venuto in mente di simulare una ferita realistica? — infuriò Dunworthy. — Invece le ha dato una botta sulla testa?
— Signor Dunworthy, lasci che le ricordi…
— Che questo è un progetto di Brasenose e non di Balliol? Ha da
— Signor Dunworthy — replicò Gilchrist, con una smorfia sempre più accentuata, — anche se il Signor Chaudhuri è il suo tecnico di rete, questa è la mia transizione. Le garantisco che ho pensato a ogni possibile contingenza…
— È soltanto un graffio — interloquì Kivrin, — e non fa neppure male. Sto bene, davvero. Per favore, Signor Dunworthy, non si agiti in questo modo. L'idea di essere ferita è stata mia, perché mi sono ricordata quello che lei mi aveva detto in merito a quanto fossero vulnerabili del do
Per te sarebbe impossibile apparire più vulnerabile di quanto sei, pensò Dunworthy.
— Inoltre, se fingerò di essere svenuta potrò sentire quello che la gente dice sul mio conto e non mi verra
— È tempo che si metta in posizione — avvertì Gilchrist, avvicinandosi con fare minaccioso al pa
— Arrivo — rispose Kivrin, senza però acce
— Siamo pronti ad attivare la rete.
— Lo so — ribatté in tono deciso la ragazza, — e mi metterò in posizione non appena avrò salutato il Signor Dunworthy e la Dottoressa Ahrens.
Con un secco ce