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Lady Imeyne non aveva creduto alla storia dell'amnesia di Kivrin, come lei apprese da una successiva conversazione con Agnes quando la bambina le portò il suo cane, che risultò essere un minuscolo cucciolo nero con le zampe troppo grandi.
— Questo è il mio cane, Lady Kivrin — disse Agnes protendendo l'animale verso di lei tenendolo stretto intorno al ventre. — Se vuoi puoi accarezzarlo. Ricordi come si fa?
— Sì — rispose Kivrin, togliendo il cucciolo dalla stretta eccessiva di Agnes e accarezzando il suo pelo morbido. — Non dovresti essere impegnata a cucire? — chiese poi.
— La no
La no
— Sei una daltriss, Lady Kivrin? — domandò Agnes.
— Cosa? — fece Kivrin. Evidentemente il suo subconscio non sapeva cosa stava facendo.
— Una daltriss — insistette Agnes, mentre il cucciolo cercava disperatamente di liberarsi dalla sua stretta. — La no
Un'adultera. Se non altro, era meglio che essere considerata una spia francese… o forse Lady Imeyne pensava che lei fosse entrambe le cose.
— La no
Kivrin pensò che Lady Imeyne aveva ragione, e anche il Signor Dunworthy… e lei ancora non era riuscita a sapere dove si trovasse il sito della transizione, anche se quella mattina aveva chiesto a Lady Eliwys di poter parlare con Gawyn, quando lei era venuta a lavarle la ferita alla tempia.
— È andato a cercare gli uomini malvagi che ti ha
Kivrin aveva scosso il capo, augurandosi che la sua finta amnesia non provocasse l'impiccagione di qualche contadino i
Forse non avrebbe dovuto sostenere di avere un'amnesia completa, considerato che le probabilità che quella gente conoscesse i de Beauvrier erano minime e che la sua mancanza di spiegazioni aveva manifestamente reso Imeyne sospettosa nei suoi confronti.
— Nei boschi ci sono i lupi — affermò Agnes, tentando di mettere al cucciolo la propria cuffietta. — Gawyn ne ha ucciso uno con la sua ascia.
— Agnes, Gawyn ti ha detto dove mi ha trovata? — chiese Kivrin.
— Sì. A Blackie piace indossare la mia cuffia — replicò la bambina, legando i lacci in un nodo soffocante.
— Da come si comporta non si direbbe — le fece notare Kivrin. — Dove mi ha trovata Gawyn?
— Nei boschi — rispose Agnes. Intanto il cucciolo si era contorto fino a liberarsi della cuffia e finendo quasi per cadere dal letto. La bambina lo sistemò nel centro delle coltri e lo sollevò per le zampe davanti, esclamando: — Blackie sa ballare!
— Avanti, lasciamelo tenere un po' — suggerì Kivrin, per salvare la povera bestia, e la prese fra le braccia. — In che punto dei boschi Gawyn mi ha trovata?
Agnes si sollevò in punta di piedi per cercare di vedere il cucciolo.
— Blackie dorme — sussurrò.
In effetti l'animale si era addormentato, spossato per le attenzioni elargitegli, e Kivrin lo posò accanto a sé sulle coltri di pelliccia.
— Il posto dove mi ha trovata è lontano da qui? — insistette.
— Sì — rispose Agnes, e dal suo tono Kivrin comprese che non ne aveva la minima idea.
Era inutile insistere, perché era evidente che Agnes non sapeva nulla e che lei avrebbe dovuto parlare con Gawyn.
— Gawyn è tornato? — domandò.
— Sì — confermò Agnes, accarezzando il cucciolo addormentato. — Vuoi parlare con lui?
— Sì — a
— Sei una daltriss?
Era difficile seguire i balzi di ragionamento che Agnes faceva nel corso di una conversazione.
— No — replicò Kivrin, ma poi rammentò che si supponeva che non ricordasse nulla e aggiunse: — Non ricordo nulla di chi sono.
— La no
In quel momento la porta si aprì ed entrò Rosemund.
— Ti sta
— Stavo parlando con Lady Kivrin — spiegò Agnes, scoccando un'occhiata ansiosa in direzione del copriletto su cui giaceva Blackie, quasi invisibile contro lo sfondo della pelliccia nera… a quanto pareva ai cani non era permesso di entrare in casa, quindi Kivrin tirò le ruvide lenzuola sul cucciolo per evitare che Rosemund lo vedesse.
— La mamma dice che la signora deve riposare perché le sue ferite possano guarire — ammonì Rosemund, in tono severo. — Vieni, devo dire alla no
E scortò la bambina fuori della stanza.
Kivrin le osservò andare via augurandosi con fervore che Agnes non riferisse a Lady Imeyne che lei aveva chiesto ancora di Gawyn. Aveva pensato di avere una giustificazione valida per parlare con lui, che quella gente avrebbe compreso la sua ansia di sapere che ne era stato delle sue cose e chi fossero i suoi assalitori, ma a quanto pareva era sconveniente che una giovane nobildo
Eliwys poteva conferire con lui perché in assenza del marito era lei ad essere a capo della famiglia, e Lady Imeyne era la madre del padrone della dimora, ma Kivrin avrebbe dovuto aspettare che Gawyn le rivolgesse la parola e poi rispondere «con la modestia che si addice a una fanciulla».
Però devo riuscire a parlargli, pensò. Lui è il solo a sapere dove si trovi il sito.
Agnes rientrò a precipizio nella stanza e s'impossessò del cucciolo.
— La no
E senza dubbio la «no
Nessuno sembrava preoccuparsi del fatto che le bambine si avvicinassero a Kivrin o pareva essere consapevole che esse avrebbero potuto contrarre il suo stesso male, e né Eliwys né Imeyne avevano adottato precauzioni di sorta nel prendersi cura di lei.
Naturalmente, questo dipendeva dal fatto che la gente di quell'epoca non comprendeva il meccanismo della trasmissione delle malattie… credeva che esse fossero una conseguenza del peccato e che le epidemie fossero una punizione divina… però il concetto di contagio era già noto, come dimostrava il fatto che il motto in vigore durante la Morte Nera fosse stato «partire presto, andare lontano e restarci a lungo», e già in precedenza erano state instaurate delle quarantene.
Ma non qui, pensò. Cosa sarebbe successo se le bambine si fossero ammalate? O magari Padre Roche?
Lui le era rimasto vicino per tutto il tempo in cui aveva avuto la febbre alta, toccandola, chiedendole il suo nome. Kivrin si accigliò, cercando di ricordare quella notte: era caduta da cavallo e c'era un fuoco acceso… no, lo aveva immaginato nel delirio, come aveva immaginato il cavallo bianco, visto che quello di Gawyn era nero.
Avevano cavalcato attraverso un bosco e già per una collina, oltrepassando una chiesa, e il bandito aveva… no, era inutile, quella notte continuava ad essere un sogno informe fatto di volti spaventosi, di campane e di fiamme. Perfino il luogo della transizione era vago nella sua memoria. Là c'erano alcuni salici e querce, e lei si era seduta contro la ruota del carro perché aveva le vertigini, e il tagliagole aveva… no, quel bandito era un frutto della sua immaginazione, come il cavallo bianco. Forse aveva immaginato anche la chiesa.
Avrebbe dovuto domandare a Gawyn dove fosse il sito… ma non alla presenza di Lady Imeyne, che l'avrebbe considerata una daltriss. Doveva guarire e recuperare le forze quanto bastava per alzarsi dal letto, scendere nella sala, uscire nelle stalle, trovare Gawyn e parlargli in privato. Doveva guarire.
Si sentiva già un po' meglio, anche se era ancora tropo debole per arrivare anche soltanto al pitale senza aiuto: le vertigini erano sparite e così pure la febbre, sebbene il suo respiro continuasse ad essere affaticato, e sembrava che tutti ritenessero che stava davvero migliorando perché l'avevano lasciata sola per la maggior parte della mattina ed Eliwys si era soffermata nella stanza soltanto il tempo necessario per spalmare quell'unguento dall'odore sgradevole… e perché lei commettesse un'infrazione dell'etichetta chiedendo di Gawyn.
Cercò di non preoccuparsi di quello che le aveva detto Agnes o del perché gli antivirali non stessero funzionando o di quanto fosse lontano il punto della transizione, e di concentrarsi invece per ritrovare le forze. Nessuno ve
Quella notte il freddo aumentò d'intensità e il mattino dopo Agnes si presentò con indosso un mantello con cappuccio di spessa lana rossa e guanti di pelo bianco.
— Vuoi vedere la fibbia d'argento che mi ha dato Sir Bloet? Te la porterò domani. Oggi non posso perché andiamo a tagliare il ceppo di Natale.
— Il ceppo di Natale? — ripeté Kivrin, allarmata, perché per tradizione il ceppo cerimoniale veniva tagliato il ventiquattro e quel giorno avrebbe dovuto essere appena il diciassette. Aveva forse frainteso le parole di Lady Imeyne?
— Sì — confermò Agnes. — A casa non lo facciamo prima della Vigilia di Natale, ma siccome è probabile che arrivi una tempesta la no