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«Eccome se c'entra. Gli spiaggiamenti delle balene possono essere strumentalizzati senza riflettere sulle conseguenze e…»

«Quindi io non rifletto?»

Alicia lo fulminò con un'occhiata. «Quello che voglio dire è semplicemente che gli spiaggiamenti delle balene non dipendono per forza da rumori prodotti artificialmente. E viceversa, il rumore può portare anche a conseguenze diverse dagli spiaggiamenti.»

«Ehi!» Palm sollevò le mani. «State litigando inutilmente. Lo stesso Fenwick, negli ultimi tempi, si è reso conto che la sua teorìa del rumore è tutt'altro che solida, riguarda sempre la follia collettiva, ma… Volete ascoltarmi?»

Lo guardarono.

«Allora», proseguì Palm dopo essersi assicurato la loro completa attenzione. «Fenwick e Sue Oliviera ha

Anawak rimase in silenzio per qualche secondo. «E di che si tratta?» chiese con voce roca.

«Della stessa cosa che hai trovato tra le conchiglie sullo scafo della Barrier Queen.»

«La sostanza sul cervello delle balene e quella dello scafo della nave…»

«Sono identiche. È la stessa sostanza. Materia organica.»

«Un organismo estraneo», mormorò Anawak.

«Qualcosa di estraneo, sì.»

Sebbene fosse in piedi solo da poche ore, Anawak si sentiva sfinito. Tornò a Tofino con Alicia. Salirono la scaletta del molo, ma il ginocchio gli ostacolava i movimenti e gli rendeva difficile addirittura pensare con chiarezza. Si sentiva disperato, depresso e abbandonato alla mercè di una situazione inquietante.

A denti stretti, Anawak raggiunse zoppicando la Davies Whaling Station, prese una bottiglia di succo d'arancia dal frigorifero e si lasciò cadere su una poltrona dietro il bancone. Nella sua mente, i pensieri s'inseguivano in un girotondo assurdo, come quello di un cane che cerca di afferrarsi la coda.

Alicia gli si avvicinò. Si guardò intorno, indecisa.

«Prenditi qualcosa.» Anawak indicò il frigorifero. «Quello che vuoi.»

«La balena che ha abbattuto l'idrovolante…» iniziò lei.

Anawak aprì la bottiglia e bevve una lunga sorsata. «Scusa se non posso farlo io. Come ti ho detto, serviti pure.»

«Si è ferita, Leon. Forse è morta.»

Anawak rimase qualche secondo a riflettere. «Sì», disse infine. «È probabile.»

Alicia si avvicinò a uno scaffale su cui erano allineati vari modelli in plastica di balene. Ce n'erano di tutte le dimensioni: alcune erano lunghe un pollice, altre avevano le dimensioni di un avambraccio. Diverse megattere si reggevano sulle pi

«Non lo fa

Lui si grattò la fronte. Poi si chinò in avanti e accese il piccolo televisore portatile vicino alla radio. Forse se ne sarebbe andata senza bisogno di chiederglielo. Non aveva nulla contro di lei. In fondo si vergognava del suo umore nero, del suo comportamento scorbutico e scostante, ma il bisogno di restare solo cresceva di minuto in minuto.

Alicia ripose la balena di plastica sullo scaffale. «Posso farti una domanda personale?»

Di nuovo! Anawak stava per darle una risposta brusca, poi invece si limito a scrollare le spalle. «Per me…»

«Sei un makah?»

Per la sorpresa, quasi gli cadde la bottiglia dalle mani. Era quello che gli voleva chiedere. Voleva sapere perché somigliava a un indiano. «Cosa te lo fa pensare?» sbottò.

«Poco prima che l'aereo partisse, hai detto una cosa a Shoemaker e cioè che Greywolf avrebbe avuto dei problemi coi makah perché si era scagliato così violentemente contro la caccia alle balene. I makah sono indiani, vero?»

«Sì.»

«È la tua gente?»

«I makah? No. Non sono un makah.»

«Sei…»

«Senti… Non prendertela, ma non sono in vena di raccontare storie di famiglia.»

Lei strinse le labbra. «Okay.»

«Ti chiamo non appena Ford si mette in contatto.» Anawak fece un sorriso stentato. «O mi chiami tu. Forse chiamerà ancora te per non svegliarmi.»

Alicia scosse la chioma rossa e si avviò lentamente verso la porta. Lì si fermò. «Ancora una cosa», mormorò, senza voltarsi. «Deciditi a ringraziare Greywolf per averti salvato la vita. C'ero anch'io, ho visto cos'è successo.»

«Tu eri…» sobbalzò.

«Sì. Certo. Puoi detestarlo per tutto il resto, però merita di essere ringraziato. Senza di lui saresti morto», disse. E se ne andò.

Anawak la seguì con lo sguardo. Sbatté la bottiglia sul tavolo e respirò profondamente.

Ringraziare Greywolf.

Era sempre seduto e, facendo zapping, trovò una delle tante edizioni speciali trasmesse in quei giorni sulla situazione al largo della British Columbia. Dagli Stati Uniti si ricevevano trasmissioni analoghe. Gli attacchi avevano di fatto paralizzato il traffico navale regionale. Nello studio televisivo c'era una do

«Dobbiamo considerare perse le acque della British Columbia?» stava chiedendo l'intervistatore. «Considerarle, come dire, restituite alla natura?»

«Non credo che dobbiamo rendere qualcosa alla natura», rispose Judith Li. «Viviamo in armonia con la natura, anche se ci sono alcune cose da migliorare.»

«Al momento, sembra che non ci sia molta armonia.»

«Siamo in stretto contatto coi più prestigiosi scienziati e istituti di ricerca. Senza dubbio è preoccupante il fatto che da un giorno all'altro gli animali abbiano modificato il loro comportamento, ma sarebbe comunque sbagliato drammatizzare la situazione e seminare il panico.»

«Non crede a un fenomeno di massa?»

«Speculare su quale tipo di fenomeno si tratti presuppone si abbia a che fare con un fenomeno. Al momento parlerei di un insieme di avvenimenti simili…»

«Di cui l'opinione pubblica non sa quasi nulla», la interruppe l'altro. «Come mai?»

«Io penso invece che sia informata.» Judith Li sorrise. «Per esempio in questo momento.»

«Cosa che ci fa piacere e ci sorprende nel contempo. Negli ultimi giorni, infatti, tanto nel suo Paese quanto nel nostro l'informazione è stata a dir poco scarsa. È quasi impossibile avere l'opinione di un esperto, perché i vostri uffici bloccano ogni contatto.»

«Eppure Greywolf le ha blaterate, le sue teorie. Non avete sentito?» ringhiò Anawak. C'era stato qualcuno che aveva chiesto un'intervista a John Ford? O a Ray Fenwick? Rod Palm era uno dei più importanti studiosi di orche, ma era stato forse sentito da qualche giornale o rete televisiva? Lui stesso, Leon Anawak, poco tempo prima aveva ricevuto il plauso di American Scientific per un articolo sull'intelligenza dei mammiferi marini, eppure non era comparso nessuno a mettergli un microfono sotto il naso.

Solo in quel momento Anawak si rese conto dell'assurdità della situazione. In ogni altra circostanza — attentati terroristici, disastri aerei, catastrofi naturali — nel giro di ventiquattr'ore ogni esperto, o chiunque si spacciasse per tale, veniva trascinato davanti alle telecamere per dare spiegazioni all'opinione pubblica. Loro, invece, lavoravano in silenzio.

Inoltre doveva prendere atto che, dopo l'intervista al giornale, non si era più sentito neppure Greywolf. Nei giorni precedenti, l'ambientalista radicale non si era lasciato sfuggire l'occasione per mettersi in mostra, ma ora non si parlava più dell''eroe di Tofino'».

«Lei la vede in maniera un po' unilaterale», disse con tranquillità Judith Li. «La situazione è senza dubbio insolita. In pratica non esistono casi simili. Ovviamente controlliamo che nessun cosiddetto 'esperto' tiri conclusioni affrettate, ma soltanto perché non vogliamo doverlo smentire in seguito. A parte questo, al momento non vedo nessuna minaccia che non si possa contrastare.»

«Vuol dire che avete la situazione sotto controllo?»

«Ci stiamo lavorando.»

«Alcuni sostengono che avete fallito.»

«Non so che cosa si aspettino da noi. Lo Stato non può mettere in campo contro le balene le navi militari e i Black Hawks.»

«Ogni giorno sentiamo parlare di nuove vittime. E comunque finora il governo canadese si è limitato a dichiarare le acque della British Columbia zona di guerra…»

«Solo per le navi piccole. Il normale traffico di cargo e traghetti non è stato modificato.»

«Di recente, non ci sono forse state ripetute segnalazioni della scomparsa di navi?»

«Ripeto: erano barche di pescatori, piccole imbarcazioni a motore», spiegò Judith Li con tono infinitamente paziente. «Riceviamo in continuazione notizie di navi scomparse. E le verifichiamo. Ovviamente usiamo tutti i mezzi a disposizione per cercare i superstiti. Vorrei però sottolineare che ogni incidente in mare aperto non ancora chiarito non deve essere messo subito in relazione con gli attacchi degli animali.»

L'intervistatore si sistemò gli occhiali. «Mi corregga se sbaglio, ma a Vancouver non c'è stata anche l'avaria di un grande cargo della società armatrice Inglewood, nel corso della quale è affondato un rimorchiatore?»

Judith Li congiunse la punta delle dita. «Intende la Barrier Queen?»

L'uomo gettò un'occhiata agli appunti alla sua destra. «Esatto. Di quell'incidente non si sa quasi nulla.»

«Naturalmente no», sbottò Anawak. Lui sapeva cos'era successo, però negli ultimi due giorni si era dimenticato di parlarne con Shoemaker.

«La Barrier Queen ha avuto un guasto al timone», replicò Judith Li. «Un rimorchiatore è affondato durante una manovra sbagliata di aggancio.»

«Non in seguito a un attacco? Le notizie che ho…»

«Le sue notizie sono false.»

Anawak s'irrigidì. Ma che diavolo diceva quella do

«Potrebbe almeno spiegarci qualcosa sulla caduta di un idrovolante della Tofino Air, avvenuta due giorni fa?»

«Sì, un idrovolante è caduto.»

«Pare che sia entrato in collisione con una balena.»

«Stiamo esaminando anche questo caso. Mi perdoni se non posso dare spiegazioni su ogni singolo avvenimento, ma il mio lavoro si svolge a un livello superiore…»

«Naturalmente.» L'uomo a