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Ogni volta che pensava alla skipper era preso dalla vergogna e dal senso di colpa per non essere riuscito a salvarla. Continuava a ripetersi che niente al mondo avrebbe potuto salvarla dopo che era stata afferrata dall'orca, ma era costantemente roso dal dubbio. Cosa sapeva davvero dei pensieri di un cetaceo, lui che aveva pubblicato saggi e trattati sull'autocoscienza delle focene? Come si convinceva un'orca a lasciare la sua vittima? Quali argomenti erano accessibili a una mente intelligente che funzionava diversamente da quella umana?
C'era davvero una possibilità?
Poi tornava a ripetersi che le orche erano animali. Molto intelligenti, certo, ma animali. E, per loro, una preda era una preda.
D'altra parte, gli esseri umani normalmente non rientravano tra le prede delle orche. Ma le orche avevano davvero mangiato i passeggeri finiti in acqua? O li avevano semplicemente uccisi?
Assassinati…
Si poteva accusare un'orca di omicidio?
Anawak sospirò. Girava a vuoto, gli occhi gli bruciavano sempre di più. Prese svogliatamente un altro CD, lo rigirò indeciso tra le mani e lo mise via. La sua concentrazione era esaurita. Aveva trascorso tutto il giorno all'acquario, aveva parlato ininterrottamente con diverse persone oppure telefonato senza riuscire a fare passi avanti. Si sentiva sfinito e vuoto. Spense il monitor e guardò l'orologio: le sette passate. Si alzò e andò a cercare John Ford. Il direttore era impegnato in una riunione, quindi cercò Alicia. La trovò seduta in una sala riunioni fuori uso, impegnata coi dati della telescrivente.
«Hai voglia di una bistecca di capodoglio?» chiese Anawak con un sorrisetto tirato.
Alicia sollevò la testa e ammiccò. Aveva sostituito gli occhiali blu con le lenti a contatto, che mantenevano comunque un sospetto colore blu. Se si riusciva a ignorare i denti da coniglio, non era brutta.
«Certo. Dove?»
«C'è un chiosco decente qui all'angolo.»
«Sciocchezze, un chiosco!» esclamò divertita. «T'invito io.»
«Non è necessario.»
«Da Cardero's.»
«Ah, santo cielo.»
«È un bel posto.»
«Lo so che è un bel posto. Ma, primo non mi devi invitare, e secondo trovo che il Cardero's sia… ma sì, come dire…»
«Io trovo che sia di classe.»
Il ristorante bar Cardero's si trovava nel mezzo del porto degli yacht, Coal Harbour. Era grande, arioso, col tetto alto e con ampie finestre. Un luogo alla moda. Si poteva godere di uno splendido panorama e di una cucina West Coast di notevole qualità. Nel bar limitrofo scorrevano generosamente drink che venivano trangugiati da giovani con abiti dal taglio perfetto. Anawak sapeva che i suoi jeans lisi e il pullover non sarebbero stati adatti… Inoltre nei locali alla moda lui si sentiva a disagio. Alicia invece era come… predestinata al Cardero's.
E Cardero's sia.
Andarono al porto con la vecchia Ford di Anawak ed ebbero fortuna. In genere, per trovare posto da Cardero's bisognava prenotare molto tempo prima, ma in un angolo c'era un tavolo libero, un po' in disparte, proprio come piaceva ad Anawak. Presero la specialità della casa: salmone con soia, zucchero e limone, grigliato su legno di cedro.
«Okay», disse Anawak non appena il cameriere si fu allontanato. «Che cosa abbiamo?»
«Per quanto mi riguarda, ho fame», esclamò Alicia. «Tutto il resto rimane un mistero.»
Anawak si massaggiò la fronte. «Forse ho trovato qualcosa. Mi ha aiutato il video di quella do
«Il mio video.»
«Ma certo», borbottò Anawak con fare ironico. «Ti dobbiamo tutto.»
«Quantomeno mi dovete un'idea. Che cos'hai trovato?»
«Qualcosa da mettere in relazione coi cetacei non identificati. Mi sono accorto che all'attacco ha
«Mmm…» Lei arricciò il naso. «È vero, in effetti le stanziali non ha
«Appunto. Nel Johnstone Strait non ci sono stati attacchi. E là c'erano dei kayak.»
«Allora il pericolo viene dagli animali migratori.»
«Dalle orche transienti e probabilmente da quelle offshore. Le megattere e la balena grigia identificate sono migratrici. Tutte e tre ha
Alicia lo guardò irritata. «Non è una novità che le megattere e le balene grigie migrino.»
«Non tutte.»
«Oh. Pensavo…»
«Quando Shoemaker, Greywolf e io siamo tornati in mare, è successa una cosa bizzarra. Me n'ero quasi dimenticato. Dovevamo portare a bordo i passeggeri della Lady Wexham. La nave stava affondando ed eravamo sotto l'attacco di un gruppo di balene grigie. Ero sicuro che non saremmo nemmeno riusciti a salvare la nostra pelle, figuriamoci quella di qualcun altro. Ma improvvisamente sono emerse vicino a noi due balene grigie e non ci ha
«Erano stanziali?»
«Per tutto l'a
«Non ho parole! Vi ha
«Be', sono sorpreso…» Anawak sollevò le sopracciglia. «Una simile umanizzazione che esce dalle tue labbra?»
«Da tre giorni a questa parte, credo praticamente a tutto.»
«'Protetti' mi sembra esagerato, ma credo che abbiano tenuto lontano le altre. Non avevano simpatia per gli aggressori. Con una certa cautela, si potrebbe concludere che lo strano comportamento riguardi solo gli animali migratori. Gli stanziali — di qualsiasi specie — sono pacifici. Sembra quasi che si rendano conto che gli altri non ci sta
«Potrebbe essere…» disse Alicia, pensierosa, «Insomma, buona parte degli animali sparisce sulla strada dalla Bassa California a qui, in mare aperto. Le orche aggressive vivono appunto al largo, nel Pacifico.»
«Appunto. Bisognerebbe cercare il motivo del loro cambiamento proprio là, negli abissi del mare blu, al largo.»
«Cercare… Ma cosa?»
«Lo scopriremo», disse John Ford. Era comparso vicino a loro, tirò a sé una sedia e si accomodò. «E prima che quei tipi del governo mi facciano impazzire con le loro continue chiamate.»
«Mi sono accorta di un'altra cosa», disse Alicia durante il dessert. «Le orche si divertivano, ma le balene più grandi no.»
«Cosa te lo fa pensare?» chiese Anawak.
«Ma sì», esclamò lei, con la bocca piena di mousse al cioccolato. «Prova a immaginare di dover saltare contro qualcosa per capovolgerlo. O di lasciarti cadere su una cosa che ha spigoli e angoli. Non correresti il serio rischio di ferirti?»
«Hai ragione», disse John. «Gli animali potrebbero essersi feriti. E non c'è animale che si ferisca spontaneamente se non per il mantenimento della specie o la protezione della prole.» Si tolse gli occhiali e li pulì meticolosamente. «Vogliamo provare a buttar lì qualche teoria assurda? E se tutta la faccenda fosse stata una sorta di protesta?»
«Contro che cosa?»
«Contro la caccia alle balene.»
«Una protesta delle balene contro la caccia alle balene?» esclamò Alicia, incredula.
«In passato, ci sono stati attacchi ad alcune baleniere», disse Ford. «Specialmente se minacciavano i piccoli.»
Anawak scosse la testa. «Non ci credi neppure tu.»
«Era un'ipotesi.»
«Vuoi dire che non si rendono conto di essere cacciate?» chiese Alicia. «È una sciocchezza.»
Anawak alzò gli occhi al cielo. «Non riconoscono la sistematicità della caccia. I globicefali si spiaggiano sempre nelle stesse insenature. Alle isole Fær Øer, i pescatori ne spingono interi branchi e li colpiscono con efferata determinazione: un massacro in piena regola. Oppure guarda in Giappone, a Futo, dove si massacrano focene comuni e marsovini. Gli animali sa
«Non è di certo segno di una particolare intelligenza», a
Alicia aggrottò la fronte e spazzolò gli ultimi resti della mousse.
«È vero», esclamò Anawak dopo un momento.
«Che cosa?»
«Alicia ha ragione, gli animali devono essersi feriti saltando contro le navi. Se ti venisse in mente di uccidere delle persone, che faresti? Ti piazzeresti tranquillo in un posto che ti permette una buona visuale, e poi faresti fuoco. Ma staresti bene attento a non spararti nei piedi.»
«A meno che tu non sia pazzo.»
«O ipnotizzato.»
«O malato. O confuso. Ecco, l'ho detto; quegli animali sono confusi.»
«Un lavaggio del cervello, forse?»
«Smettiamola di dire idiozie,»
Per un po' nessuno disse nulla. Erano tutti assorti nei loro pensieri, a dispetto del crescente frastuono all'interno del Cardero's. Dai tavoli vicini arrivavano stralci di conversazioni. Gli avvenimenti recenti dominavano la stampa e la vita pubblica. Qualcuno metteva in relazione quanto accaduto lungo la costa con le avarie nelle acque asiatiche. In Giappone e nello stretto di Malacca erano avvenuti in breve tempo i peggiori disastri navali dell'ultimo dece
«E se dipendesse dai veleni?» chiese infine Anawak. «Dal PCB, da tutta quella porcheria. Che qualcosa faccia impazzire gli animali?»
«In ogni caso li fa infuriare», ironizzò John. «L'ho già detto, protestano. Perché gli islandesi chiedono un aumento delle quote di pesca, i giapponesi li incalzano e i norvegesi se ne infischiano della IWC, dell'International Whaling Commission. Perché anche i makah vogliono rimettersi a cacciarle. Ehi! È per questo!» Sorrise. «Devono averlo letto sui giornali.»
«Tenuto conto che sei il direttore del comitato scientifico, mi sembra che tu non abbia le idee molto chiare», disse Anawak. «Per non parlare della tua fama di scienziato serio.»
«Makah?» fece eco Alicia.
«Una tribù dei nuu-chah-nulth», spiegò John. «Indiani dell'ovest di Vancouver Island. Da a
«Che cosa? Ma dove vivono? Sono pazzi?»
«Il Signore ti conservi il tuo sdegno da persona civile, ma l'ultima volta che i makah ha
«E allora? Per mangiare carne di balena basta andare al supermercato.»
«Non interrompere le nobili perorazioni di Leon», la ammonì Ford, versandosi il vino.
Alicia fissò Anawak. Nei suoi occhi cambiò qualcosa.
Per favore, no, pensò lui.