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I morti non venivano portati laggiù, ma lasciati in una baracca aperta della Piazza, in attesa di poterli bruciare. Se Agat fosse stato ucciso, ella non l'avrebbe saputo. Quando arrivavano i portantini con un nuovo ferito, ella alzava lo sguardo con un moto di speranza: se il ferito era Agat, allora non era morto. Ma non si trattava mai di Agat. Ella si chiese se, nel caso che lo uccidessero, egli le avrebbe gridato nella mente prima di morire; e se quel grido l'avrebbe uccisa.

Verso la fine di quel giorno interminabile, la vecchia Alla Pasfal ve

La gola bendata gorgogliò, le labbra si torsero.

Abbattere le proprie difese…

— Ti ascolto! — disse Rolery a voce alta, nella frase rituale della sua gente, con la voce che tremava.

Se ne andra

— Glielo dirò — disse Rolery, e scoppiò in lacrime. Immobile, senza parola, la do

Rolery ritornò al suo lavoro, poiché i feriti richiedevano di essere curati e Wattock non aveva altri assistenti. A che sarebbe giovato andare a cercare Agat lassù nella neve insanguinata, in mezzo al rumore e alla concitazione, per dirgli, prima ch'egli venisse ucciso, che una vecchia pazza in punto di morte aveva detto che sarebbero sopravvissuti?

Si dedicò al proprio lavoro, mentre ancora le lacrime le scorrevano lungo le guance. Uno dei Nati Lontano, seriamente ferito, ma tranquillizzato dalla meravigliosa medicina usata da Wattock (una piccola pallina che, trangugiata, diminuiva il dolore oppure lo faceva cessare), le chiese: — Perché piangi? — Lo chiese in modo so

Non c'era modo di saperlo, là sotto, ma il giorno doveva volgere alla fine, poiché giunse Seiko Esmit con del cibo caldo su un vassoio, per lei e Wattock e i feriti che potevano mangiare. Seiko attese di poter riportare indietro i piatti, e Rolery le disse: — La vecchia, l'Alterra Pasfal, è morta.

Seiko si limitò a rivolgerle un ce

Rolery mangiò il cibo senza commentare. La minestra di bhan calda era insaporita con succo di carne ed erbe tritate. I Nati Lontano, anche sotto assedio, erano cuochi migliori che non il suo popolo nel pieno dell'abbondanza d'Autu

Nessun altro discese, per lungo tempo. Gli uomini dormivano, e nel so

— Gli hai dato l'analgesico — bisbigliò Wattock, ed ella rispose con un'alzata di spalle, sì, drizzandosi dal fianco di uno degli uomini. Il vecchio conciaossa pareva mezzo A

— Oh, creature… Piccole bestie, troppo piccole perché sia possibile vederle. Potrei mostrartele soltanto con una lente speciale, come quella che è contenuta nella cassa laggiù. Queste creature vivono quasi dappertutto; sono sull'arma, nell'aria, e sulla pelle. Se entrano nel sangue, il corpo si oppone ad esse, e la battaglia è ciò che causa il gonfiore e tutto il resto. Così dicono i libri. Ma non è una cosa che mi riguardi come dottore.

— Perché le creature non mordono i Nati Lontano?

— Perché non amano i forestieri. — Wattock fece una smorfia per la sua piccola battuta di spirito. — Noi siamo stranieri, lo sai. Non possiamo neppure digerire il cibo di qui, se non prendiamo dosi regolari di certi enzimoidi. Abbiamo una struttura chimica che è leggerissimamente diversa dalla norma organica locale, e la cosa si mostra nel citoplasma… Tu non sai cos'è. Be', il significato è che siamo fatti di un materiale leggermente diverso da quello di voi eis.

— Per questo avete la pelle nera e noi chiara?

— No, questo non ha importanza. Si tratta di variazioni del tutto superficiali, il colore e la struttura dell'occhio e tutto il resto. No, la differenza è a un livello più profondo, ed è molto piccola… una singola molecola della catena ereditaria — Wattock disse con sollievo, accalorandosi per la propria lezione. — Non causa sostanziali divergenze dal Tipo Ominide Generale in voi eis; così ha

— Si adatta. Reagisce. Cambia! Data una sufficiente pressione, e sufficienti generazioni, l'adattamento favorevole tende a divenire prevalente… La radiazione solare finirebbe con l'operare, a lungo andare, verso una sorta di norma biochimica locale… tutte le nascite non vitali e gli aborti allora sarebbero degli iperadattamenti o forse un risultato dell'incompatibilità fra la madre e un feto normalizzato… — Wattock smise di agitare le forbici e tornò a chinarsi sul suo lavoro, ma dopo un istante rialzò gli occhi e riprese a fissare nel vuoto in quel suo modo assorto, senza vedere, e mormorò: — Strano, strano, strano!… Questo implicherebbe, sai, che l'incrocio potrebbe avere luogo.

— Ti ascolto ancora — mormorò Rolery.

— Che uomini ed eis potrebbero avere figli insieme!

Questo Rolery lo capì, alla fine, ma non capì se il medico lo dicesse come un dato di fatto, o un augurio, o un timore. — Anziano, io sono troppo ottusa per ascoltarti — ella disse.

— Lo capisci abbastanza bene — disse una voce debole, accanto a loro: l'Alterra Dipilota, che era desto. — Così, pensi che infine siamo diventati una goccia d'acqua nel catino, Wattock? — Dipilota si era sollevato su un gomito. Gli occhi scuri scintillavano nella faccia sottile, febbricitante, bruna.

— Se tu e molti altri avete ferite davvero infette, allora il fatto deve pur trovare una qualche spiegazione.

— Accidenti all'adattamento, allora. Accidenti ai vostri incroci e alla vostra reciproca fertilità! — disse il malato, e fissò Rolery. — Finché il nostro seme è stato puro, siamo stati Uomini. Esuli, Alterra, umani. Fedeli alle conoscenze e alle Leggi dell'Uomo. Ma adesso, se possiamo incrociarci con gli eis, la nostra goccia di sangue umano si perderà prima che sia passato un altro A

— Questa lo terrà tranquillo per un po' — disse Wattock, e trasse un sospiro. Rimase a sedere in silenzio mentre Rolery continuava a preparare bende. Ella era abile e instancabile in quel tipo di lavori. Il vecchio dottore la osservò con faccia meditabonda.

Quando ella si rialzò perché la schiena cominciava a farle male, vide che anche il vecchio si era addormentato: uno scuro mucchietto di pelle e di ossa aggobbito nell'angolo dietro la tavola. Continuò a lavorare, chiedendosi se davvero avesse capito ciò che il vecchio dottore aveva detto, e se egli ne fosse certo: che ella poteva dare un figlio ad Agat.

Si era completamente dimenticata che Agat poteva benissimo essere già morto, per quanto ne poteva sapere lei. Continuò a sedere laggiù in mezzo al so